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Per il debutto di Skittles nel segmento delle caramelle gommose, il brand sceglie di evitare qualsiasi racconto convenzionale. In un mercato dove la ‘softness’ è una promessa diffusa, la strategia è spostare il significato stesso di morbidezza verso territori meno rassicuranti e più distintivi. Nasce così una campagna internazionale sviluppata con TBWA\Chiat\Day che interpreta il prodotto non tanto per ciò che è, ma per le sensazioni – anche ambigue – che può evocare.
Tre storie tra assurdo e quotidianità
Il progetto prende forma in tre film che costruiscono situazioni surreali trattate come perfettamente normali. Un uomo-canguro con marsupio ‘abitato’, un massaggio affidato ai tentacoli di una medusa, un cane-palloncino che si comporta come un vero animale domestico. Ogni scena lavora su un cortocircuito: ciò che dovrebbe essere familiare diventa leggermente disturbante, senza mai uscire da una messa in scena apparentemente ordinaria. È qui che si inserisce l’idea di una morbidezza ‘scomoda’, che sostituisce il classico immaginario rassicurante del prodotto.
Effetti reali per un effetto straniante
A rafforzare questa sensazione contribuisce la scelta produttiva. I film, diretti da Carl Sundemo e prodotti da Epoch, sono realizzati interamente con effetti pratici: creature, oggetti e movimenti esistono fisicamente sul set e sono animati manualmente da operatori e tecniche di puppetry. L’assenza di soluzioni digitali evidenti rende ogni scena più tangibile e, proprio per questo, più straniante. L’assurdo non viene ‘costruito’ in post-produzione, ma prende forma nel mondo reale.
Pianificazione globale e target
La campagna si rivolge in particolare alla Gen Z, intercettando e rielaborando in chiave ironica alcune estetiche e tendenze contemporanee legate al concetto di ‘soft life’, sempre più diffuso tra i più giovani. La diffusione è prevista su TV, piattaforme digitali e social, con un rollout internazionale che accompagna il lancio del prodotto nei diversi mercati.