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Sephora lancia ‘Project Hearts Not Hate’, iniziativa contro le discriminazioni legate all’aspetto fisico

Il progetto globale, lanciato in occasione della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre, nasce con l’obiettivo di promuovere una cultura dell’accettazione e dell’inclusione, nella quale la bellezza sia uno strumento di espressione personale e non un motivo di giudizio

L’iniziativa si inserisce nel percorso intrapreso dal brand per favorire una rappresentazione inclusiva della bellezza e prevede un programma internazionale di sensibilizzazione, formazione e sostegno alle organizzazioni non profit, sviluppato anche attraverso la collaborazione con Right To Be, organizzazione non profit internazionale impegnata nella lotta contro l’odio e le molestie.

La ricerca Ipsos

Alla base del progetto c’è una ricerca internazionale commissionata a Ipsos, che ha coinvolto 20.001 persone in dieci Paesi: Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Messico, Singapore, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti.

Dall’indagine emerge che sette adulti su dieci hanno subito, almeno una volta nella vita, discriminazioni o giudizi legati al proprio aspetto fisico. Un fenomeno particolarmente diffuso tra i giovani: nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni, la percentuale raggiunge l’85%.

Le conseguenze si riflettono anche sui comportamenti quotidiani. Tra le persone che hanno vissuto queste esperienze, il 76% dichiara di aver modificato almeno un aspetto della propria vita. Il 55% ha evitato determinate persone o gruppi, il 45% ha rinunciato a frequentare alcuni luoghi o a trovarsi in situazioni in cui avrebbe potuto attirare gli sguardi degli altri, mentre il 39% ha evitato eventi sociali e il 34% ha cambiato il proprio comportamento.

Tra i principali fattori che alimentano giudizi ed esclusione, gli intervistati indicano la corporatura, il peso o la taglia (37%), il colore della pelle, l’etnia o l’origine (35%) e l’orientamento sessuale (29%).

Anche i social media contribuiscono, secondo l’82% degli intervistati, ad amplificare il fenomeno. Tuttavia, quasi il 90% degli episodi di giudizio ed esclusione legati all’aspetto fisico si verifica offline.

Negli Stati Uniti, il 70% delle persone dichiara di aver subito personalmente episodi di questo tipo, con conseguenze soprattutto psicologiche, tra cui perdita di fiducia in sé stessi, ansia, stress e peggioramento del benessere mentale. Il 40% afferma inoltre di aver assistito, nell’ultimo anno, a situazioni in cui qualcuno è stato preso di mira per il proprio aspetto, mentre il 21% ha ricevuto commenti che suggerivano di modificare una propria caratteristica fisica per apparire migliore.

Dalla consapevolezza all’azione

Uno degli aspetti evidenziati dalla ricerca riguarda la difficoltà di intervenire quando si assiste a episodi di discriminazione. Sebbene il 57% degli intervistati abbia visto qualcuno essere giudicato, bullizzato o escluso a causa del proprio aspetto fisico, l’81% ritiene che spesso le persone non sappiano come comportarsi in queste situazioni.

Tre quarti del campione riconoscono inoltre ai brand del settore beauty un ruolo specifico nel contrastare il fenomeno, in considerazione della loro influenza sui canoni estetici, sulla rappresentazione della bellezza e sulla comunicazione.

Per contribuire a colmare la distanza tra consapevolezza e capacità di intervento, Sephora ha coinvolto Right To Be, affidandole lo sviluppo di Sephora H.E.A.R.T.S. Training.

Il programma, realizzato in esclusiva per Sephora, prevede una metodologia di formazione dedicata alla prevenzione delle molestie legate all’aspetto fisico, all’intervento da parte di chi assiste a questi episodi e al sostegno delle persone che li subiscono.

A partire dal 2027, Right To Be avvierà le attività formative nei diversi mercati, coinvolgendo i dipendenti Sephora e le comunità locali e mettendo a loro disposizione strumenti pratici per riconoscere le discriminazioni e intervenire.

Sephora Collection sostiene il progetto

Il lancio internazionale di Project Hearts Not Hate sarà accompagnato da un’iniziativa di raccolta fondi legata a Sephora Collection. Il 9 e 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, Sephora effettuerà una donazione per ogni prodotto Sephora Collection venduto nelle due giornate. I fondi saranno destinati a Right To Be e ad altre organizzazioni non profit locali che sostengono le comunità maggiormente colpite dalle discriminazioni legate all’aspetto fisico.

Deborah Yeh, Global Chief Marketing Officer Sephora

“La bellezza ha il potere di aiutare le persone a esprimere chi sono e a sentirsi sicure della propria identità, ma purtroppo l’aspetto fisico è ancora troppo spesso motivo di giudizio o esclusione. In qualità di leader mondiale nel settore della bellezza, abbiamo la responsabilità di contribuire a trasformare una cultura del giudizio in una cultura dell’accettazione e della positività. Con Project Hearts Not Hate vogliamo dare visibilità al problema, fornire ai dipendenti e alle comunità gli strumenti necessari per reagire e contribuire a costruire un mondo più inclusivo. E’ l’inizio di un lungo percorso, durante il quale ascolteremo, impareremo e ci adatteremo per offrire un sostegno concreto ovunque operiamo”.