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La trasformazione in corso, secondo Lasorella, non riguarda soltanto la tecnologia, ma investe anche il rapporto tra cittadini, contenuti e piattaforme digitali. In un ecosistema sempre più guidato dagli algoritmi, la priorità diventa quindi garantire qualità, trasparenza e pluralismo dell’informazione. Uno dei nodi principali riguarda l’evoluzione dei motori di ricerca verso nuovi modelli basati sull’intelligenza artificiale generativa.
Si apre il confronto tra editori e piattaforme
Agcom ha segnalato alla Commissione europea il possibile impatto delle nuove funzionalità come AI Overviews e AI Mode di Google, evidenziando il rischio che le risposte sintetiche generate dai sistemi di AI possano ridurre l’accesso diretto alle fonti giornalistiche, con possibili conseguenze sulla sostenibilità economica dell’editoria e sul pluralismo informativo.
Proprio su questi temi prende avvio il tavolo di consultazione tra editori e piattaforme digitali istituito dall’Autorità, dedicato all’utilizzo dei contenuti giornalistici da parte dei servizi online, anche in relazione alle applicazioni di intelligenza artificiale generativa. L’obiettivo è individuare soluzioni condivise in materia di trasparenza ed equa remunerazione, attraverso il confronto tra gli attori della filiera.
Piattaforme globali sempre più centrali negli equilibri dei media
Il quadro delineato dalla Relazione conferma il progressivo spostamento del valore verso gli operatori digitali globali. Il Sistema integrato delle comunicazioni italiano vale 20,4 miliardi di euro, ma al suo interno cambiano gli equilibri tra media tradizionali e nuovi ecosistemi digitali. La televisione resta il comparto dominante, con il 74,1% delle risorse e ricavi pari a circa 8,9 miliardi di euro. Tuttavia, il mercato è sempre più caratterizzato dalla convergenza tra broadcasting tradizionale, streaming e piattaforme online: operatori come Netflix, Dazn, Amazon e Disney+ rappresentano ormai il 23,3% delle risorse televisive.
Continua inoltre la crescita delle offerte televisive a pagamento online, con i servizi S-VOD e pay-per-view che nel 2025 hanno registrato un incremento del 10%, arrivando a sfiorare 2,4 miliardi di euro e rappresentando una quota sempre più rilevante del mercato della pay TV. Anche la distribuzione del valore pubblicitario riflette questa evoluzione, con le piattaforme digitali che hanno rafforzato negli ultimi anni il proprio peso negli investimenti, diventando interlocutori sempre più centrali per brand e operatori della comunicazione.
L’editoria quotidiana alle prese con una crisi strutturale
Il comparto più fragile resta quello della stampa quotidiana. Nel 2025 le copie cartacee diffuse a pagamento sono scese a 1,2 milioni al giorno, con una diminuzione del 9,3% rispetto all’anno precedente. I ricavi delle aziende editoriali hanno registrato una contrazione del 7,9%, confermando le difficoltà di un modello ancora alle prese con la transizione digitale. In questo scenario assume particolare rilevanza il tema dell’equo compenso per l’utilizzo online dei contenuti giornalistici.
La Relazione richiama la recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha confermato la compatibilità con il diritto europeo della normativa italiana, riconoscendo il ruolo dell’Agcom nella determinazione della remunerazione in caso di mancato accordo tra editori e piattaforme. Tra gli interventi dell’Autorità anche le nuove regole dedicate agli influencer rilevanti, con l’introduzione di un codice di condotta e di un elenco pubblico per i creator che superano determinate soglie di audience.
Infrastrutture digitali: cresce la fibra, gli operatori puntano ai servizi evoluti
Sul fronte delle comunicazioni elettroniche, il mercato ha raggiunto nel 2025 un valore di 29,5 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente. A sostenere il settore è soprattutto la rete fissa, grazie agli investimenti nella fibra e alla domanda di servizi digitali avanzati: la copertura FTTH ha raggiunto il 77,6% delle famiglie italiane. Più complesso il quadro della rete mobile, dove i ricavi hanno registrato una flessione dello 0,6% dopo anni di forte pressione competitiva sui prezzi.
Per Lasorella, la sfida per gli operatori sarà quella di evolvere da semplici fornitori di connettività a veri e propri hub di servizi digitali, integrando soluzioni come cloud, cybersecurity, Internet of Things e intelligenza artificiale.
Tra le attività dell’Autorità anche il contrasto alle chiamate fraudolente: tra il 19 novembre e il 31 dicembre 2025 sono state bloccate oltre 90 milioni di chiamate dall’estero con numerazione mobile italiana e più di 30 milioni con numerazioni fisse anomale.