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La birra, una lager da 4,9%, utilizza il packaging come mezzo di comunicazione per esprimere una posizione critica sulla presenza dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) agli eventi sportivi, tema che ha generato dibattito tra organizzazioni e osservatori internazionali. Secondo il birrificio, lo sport dovrebbe rappresentare uno spazio di aggregazione e condivisione, non di intimidazione.
Il contesto della protesta
La campagna si inserisce in un più ampio dibattito internazionale sulla sicurezza del torneo, già oggetto di critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani e osservatori politici. Il progetto è sviluppato con il supporto dell’agenzia creativa United Imaginations.
Una tradizione di attivismo del brand
Non è la prima volta che Olarin Panimo utilizza i propri prodotti come mezzo di espressione: in passato il birrificio aveva già preso posizione pubblicamente contro la guerra in Ucraina attraverso una campagna legata al proprio branding.
“In Olarin Panimo vogliamo garantire la sicurezza di tutti i tifosi ai Mondiali FIFA e ci opponiamo alla presenza delle forze dell’immigrazione statunitensi agli eventi del torneo. Non siamo un grande birrificio, ma non siamo mai stati troppo piccoli per far sentire la nostra voce quando vengono violati i diritti umani: questo è il nostro modo di dire ad alta voce ciò che molte persone stanno pensando”, ha dichiarato in una nota Ville Leino, uno dei fondatori del brand.
