L’idea parte da una riflessione sulla natura stessa della lettera. Nata per essere letta e utilizzata nella costruzione delle parole, nella ricerca di Marini perde progressivamente la propria funzione originaria per diventare segno, forma, immagine e materia. Con il progetto presentato a New York compie un ulteriore passaggio: entra nello spazio della moda e diventa corpo. Sulla seta le lettere acquistano una nuova dimensione, mentre sul corpo prendono movimento e diventano parte di una performance visiva.
La sfilata, presentata venerdì 11 settembre 2026 alle 19.30 durante la New York Fashion Week, ha portato il linguaggio di TypeArt all’interno della passerella. Gli abiti non sono stati pensati come una tradizionale collezione fashion, ma come 21 opere autonome e indossabili, nelle quali arte, tessuto e movimento si incontrano.
“La moda è per me un nuovo spazio espositivo. La lettera è nata per essere letta, ma può anche essere guardata. Dopo essere diventata opera, spazio e architettura visiva, oggi arriva sul corpo. E quando il corpo si muove, anche l’opera comincia a muoversi”, spiega Marini.