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Emma, l’AI di Egomnia sotto i riflettori dopo i test degli utenti sui social

A pochi giorni dal lancio il chatbot è stato messo alla prova, generando oltre 60.000 interazioni e una rapida circolazione di screenshot e commenti su piattaforme come X, LinkedIn e Reddit. Per tutta risposta la società ha sospenso temporaneamente il servizio

Emma AI

Il progetto, lanciato il 20 giugno da Egomnia come iniziativa esplorativa e sperimentale, è stato rapidamente sottoposto a un utilizzo intensivo non previsto nelle fasi di test. Le interazioni condivise sui social hanno evidenziato risposte in diversi casi palesemente errate o incoerenti, mettendo in discussione l’affidabilità del modello.

In un messaggio ufficiale pubblicato sul sito, l’azienda ha ringraziato gli utenti per l’interesse, sottolineando che l’utilizzo registrato non è stato in linea con gli obiettivi iniziali del progetto e annunciando la sospensione temporanea del servizio.

 

Emma era stata presentata come un modello in fase di sviluppo, destinato a evolversi progressivamente attraverso l’addestramento e la raccolta di interazioni. Secondo quanto dichiarato dalla società, l’elevato volume di utilizzo emerso nei primi giorni avrebbe evidenziato limiti strutturali del sistema, ancora non ottimizzato per una diffusione su larga scala.

In una dichiarazione riportata sui social, il fondatore Matteo Achilli ha evidenziato come il sistema non sia ancora ottimizzato per alcuni tipi di richieste, invitando a utilizzare il chatbot soprattutto per attività creative e testuali, come la generazione di testi o contenuti narrativi, piuttosto che per calcoli o domande “a trabocchetto”.