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Il Regno Unito ripensa il cibo scolastico, nasce ‘The School Food Project’ insieme a BBH

Cinque organizzazioni si uniscono per migliorare la qualità dei pasti scolastici: raccolti 2,3 milioni di sterline e una campagna nazionale in arrivo a settembre

Nel Regno Unito, il tema dell’alimentazione scolastica entra in una nuova fase, più strutturata e ambiziosa. Con The School Food Project, prende forma una coalizione che unisce alcune delle principali realtà impegnate su nutrizione, educazione e politiche alimentari, con il supporto creativo di BBH. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Bite Back, Chefs in Schools, Jamie Oliver Group, School Food Matters e The Food Foundation, con un obiettivo chiaro: migliorare la qualità del cibo servito nelle scuole e rafforzare l’educazione alimentare a livello nazionale.

Un progetto sistemico, non solo una campagna

Non si tratta di una semplice iniziativa di comunicazione. The School Food Project si presenta come un programma strutturato che integra interventi concreti nelle scuole, supporto operativo e una futura campagna nazionale. La coalizione ha già raccolto 2,3 milioni di sterline grazie al contributo di fondazioni filantropiche, tra cui Henry Smith Foundation, Christopher and Henry Oldfield Trust, Ampney Brook Foundation e Macdoch Foundation. Le risorse serviranno a supportare le scuole nell’implementazione di nuovi standard alimentari, migliorando qualità, accessibilità e varietà dei pasti.

Creatività come leva di cambiamento culturale

Il ruolo di BBH va oltre la costruzione dell’identità visiva del progetto. L’agenzia guiderà infatti una campagna nazionale prevista per settembre 2026, in concomitanza con l’introduzione di nuovi standard governativi. L’obiettivo è duplice: da un lato generare consapevolezza pubblica, dall’altro mostrare concretamente cosa significhi ‘mangiare bene a scuola’, trasformando un tema spesso tecnico in una narrazione accessibile e coinvolgente.

Dal food alla salute pubblica

Alla base dell’iniziativa c’è una visione chiara: l’accesso a cibo di qualità non è un lusso, ma un elemento fondamentale per la salute, lo sviluppo e l’apprendimento dei bambini. Un posizionamento che segna anche un’evoluzione nel ruolo della comunicazione: non più solo storytelling, ma strumento per attivare cambiamenti sistemici, dove creatività, policy e impatto sociale si intrecciano.