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Nasce doope. rewriting reality, una nuova House of Production italiana per commercial in AI

Tre protagonisti della comunicazione uniscono competenze creative, produttive e registiche per un nuovo modello di produzione pubblicitaria
Logo Doope

Si chiama doope.rewriting.reality ed è una nuova House of Production italiana interamente dedicata alla realizzazione di commercial attraverso l’intelligenza artificiale. Un progetto che nasce dall’incontro di tre realtà del panorama pubblicitario: MADE, storica casa di produzione milanese, il nucleo creativo ENFANTS TERRIBLES, e Jacopo Tartarone, regista con un percorso consolidato nella direzione di film pubblicitari.

Un modello integrato per un mercato in trasformazione

La peculiarità risiede nella sua struttura: creatività, produzione e regia convergono in un unico interlocutore. Una scelta che risponde a una convinzione: nel territorio ancora inesplorato della produzione AI, la qualità del risultato finale dipende dalla solidità del concept iniziale e dalla capacità di governare ogni fase del processo con competenza maturata sul campo.

L’intelligenza artificiale applicata alla produzione video non è una scorciatoia”, spiegano in una nota i fondatori. “È un linguaggio nuovo che richiede visione creativa, rigore produttivo e sensibilità registica. Servono anni di esperienza per capire cosa funziona e cosa no, anche quando lo strumento è radicalmente diverso”.

La realtà esce allo scoperto dopo oltre un anno di preparazione. Un periodo in cui non sono stati testati soltanto gli strumenti disponibili sul mercato, ma soprattutto le nuove dinamiche che questo tipo di produzione comporta: tempi, flussi di lavoro e le metodologie di sviluppo. E parallelamente, le affinità e le sinergie tra i tre partner, la capacità di dialogare e costruire un linguaggio comune tra mondi professionali diversi che in questo progetto trovano un punto di convergenza inedito.

La dichiarazione di intenti

Il nome doope, che si ispira a un termine slang che indica una replica, una copia, è una scelta consapevole e programmatica. Il payoff rewriting reality ne esplicita la filosofia: doope non intende simulare la realtà, ma riscriverla. L’obiettivo non è produrre immagini che imitino il mondo reale con maggiore o minore verosimiglianza, ma dare forma a universi immaginifici preclusi alle tecniche tradizionali. Una posizione che contiene una riflessione etica sul ruolo dell’AI nella produzione audiovisiva: la trasparenza sulla natura del mezzo diventa il presupposto per un suo utilizzo creativo autentico. Per doope, l’intelligenza artificiale non deve essere scelta per ridurre tempi e costi, ma per rendere possibili idee che altrimenti rimarrebbero irrealizzabili.

Tre storie, una visione comune

MADE porta nella partnership una tradizione produttiva che ha attraversato le stagioni della pubblicità italiana. Enfants Terribles contribuisce con una cultura creativa coltivata in trent’anni di attività. Jacopo Tartarone aggiunge la sua firma registica.

Lo spot Tonitto 1939

Tra i lavori più recenti realizzati, lo spot Tonitto 1939 che usa l’Intelligenza Artificiale per raccontare il sorbetto. Un orso polare attraversa un paesaggio artico e si avvicina a una casa isolata, attirato da un sorbetto Tonitto ai frutti di bosco lasciato all’esterno. La padrona di casa, sorpresa dall’incontro, prima recupera il prodotto, poi, in un gesto di complicità surreale, decide di offrirlo all’orso.

“Questo spot rappresenta per noi un approccio alternativo al racconto del brand”, commenta nella nota Alberto Piscioneri, General Manager di Tonitto 1939. “Abbiamo voluto coniugare sperimentazione tecnologica ed emozione, mantenendo al centro il prodotto: l’unico elemento reale dello spot. Tutto il resto, e cioè l’intero contesto narrativo, è frutto dell’immaginazione. Un progetto in cui la fantasia supera la realtà, con un’eccezione: il sorbetto Tonitto. Sono anche particolarmente felice di aver collaborato con persone che conosco da tempo e di aver verificato che l’esperienza maturata in anni di comunicazione, quando si combina con l’innovazione, può fare davvero la differenza”.