Numerose le polemiche riguardo il nuovo videoclip dei Rammstein che, per il lancio del settimo album, a distanza di circa un decennio dal precedente ‘Liebe Ist für Alle Da’, presenta il primo singolo ‘Deutschland’.
9 minuti di videoclip diretti dal regista cinematografico Specter Berlin che, con una produzione quasi hollywoodiana, fa sembrare il singolo un vero e proprio cortometraggio. 9 minuti di puro spettacolo accompagnati però dalle accusatorie dichiarazioni del Presidente del Consiglio Centrale degli ebrei tedeschi, Josef Schuster: “Chi utilizza l’Olocausto per motivi di marketing agisce in modo spregevole e immorale. Se i Rammstein dovessero trarre profitti dall’Olocausto grazie al loro video, di fatto insulterebbero le migliaia di persone che durante la Shoah hanno sofferto in modo indicibile e sono state assassinate nel modo più crudele”.
Protagonisti della clip alcuni dei momenti più importanti e, purtroppo, più tragici della storia della Germania sempre impersonati dalla band tedesca: dalle battaglie ai tempi del Sacro Romano Impero ad un incontro di funzionari della Stasi nella Germania nazista, dai Templari all’Olocausto, dal crollo del muro di Berlino ad un ipotetico e visionario futuro fantascientifico.
Figura chiave è l’attrice di colore Ruby Commey, personificazione dello spirito più coraggioso e combattente della Germania, capace di risorgere dalle proprie ceneri restando unita. Inoltre in una scena Ruby è vestita come un ufficiale nazista e ha un occhio bendato, facendo pensare sia un probabile riferimento all’ufficiale nazista Claus von Stauffenberg che tentò di assassinare Adolf Hitler durante l’Operazione Valchiria nella quale perse l’occhio nel tentativo di compiere la sua missione, prima di essere catturato e poi giustiziato.
Il videoclip è dunque provocatorio, coraggioso e criptico, pieno di riferimenti storici da ricercare e di scene da decifrare per capire cosa rappresenti veramente la Germania per i Rammstein. Una forma d’arte che, attraverso la musica e la produzione video, possa quindi spingere il pubblico ad indagare e informarsi su ciò che è stato. Provocatoriamente.