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Le novità in casa Radio Rai per la nuova stagione: visual su Ray Play e rilevazione ascolti tramite meter. Al via i profili social

Roberto Sergio, Direttore Rai Radio

Come previsto e annunciato a luglio, dal 28 settembre, Rai Radio 2 è disponibile in visual radio su Rai Play. Intervenendo oggi alla Presentazione dei palinsesti autunnali, il Direttore di Rai Radio, Roberto Sergio, ha spiegato il senso dell’operazione:Una innovazione che parte da una scelta strategica precisa, fatta tre anni fa: digitalizzare l’intera filiera produttiva radio e rendere Rai Radio la realtà tecnologicamente più avanzata nel panorama delle radio italiane. Promessa mantenuta , ma soprattutto un nuovo punto di partenza. Il percorso fatto è stato importante e per certi versi rivoluzionario. Digitalizzare la filiera ha significato di fatto azzerare tutto e ripartire dall’inizio. Ma era l’unica scelta che ci avrebbe consentito di guardare oggi a un futuro multimediale, fatto di produzioni audio-video e che esce dal solo mezzo radio. Oggi la nostra sede è a tutti gli effetti uno dei poli produttivi multimediali all’avanguardia della Rai. Un nuovo asset strategico per la radio e per la Rai in genere”. Per tutto ciò, Sergio ringrazia la Direttrice di Radio 2 Paola Marchesini, i colleghi di Rai Radio e delle altre strutture Rai che hanno reso possibile il progetto.

Dopo Radio 2, anche gli altri canali potranno sfruttare la modalità visual, seppure con modalità differenti. “Non avrebbe senso avere dirette visual 24 ore su 24 per un canale come Radio 1 o Radio 3 – ha spiegato Sergio -. Stiamo pensando piuttosto a finestre visual che si accenderanno in determinate occasioni, come ad esempio per interviste con ospiti particolari, o per programmi condotti da talent. L’appuntamento, per tutti gli altri canali, è per il 2021”.

Per il 2021, le altre sfide tecnologiche e di marketing di Rai Radio saranno il presidio del settore degli smart speaker e la razionalizzazione dell’offerta podcast.

Per quanto riguarda la rilevazione degli ascolti tramite meter, già dal mese di ottobre sarà avviata la fase di test e con l’inizio del 2021 andrà a regime.

“La rilevazione con meter – ha spiegato Sergio – è l’unica forma di monitoraggio che può dare una fotografia realistica degli ascolti. Da mesi proponiamo in Ter un adeguamento dell’indagine in tal senso, con l’integrazione della Cati con il meter. Finora, le nostre richieste sono rimaste inascoltate. Ovviamente saremo ben felici di fermare la ricerca autonoma, se Ter dovesse approvare la modalità passiva e far proprio il monitoraggio tramite meter in modalità analoghe a quelle da noi progettate. Altrimenti, andremo avanti come da programma con la nostra ricerca parallela a quella Ter”.

La ricerca Rai Radio sarà uno strumento a uso interno, utile per poter avere indicazioni in tempo reale sull’andamento dei canali e dei singoli programmi. Sergio: “Avremo dati qualitativi e non solo, che saranno finalmente utili per capire come ottimizzare al meglio la programmazione. Fino ad oggi i dati Ter sono stati utili a misurare la brand awareness dei canali, ma non hanno mai fornito indicazioni puntuali sull’ascolto. Con la misurazione passiva avremo dati dettagliati e in tempo reale”.

Al via i profili social Instagram e Facebook per Rai Radio. Le pagine andranno ad affiancare quelle dei canali già esistenti e tratteranno temi legati al mondo della radio in genere e alle attività Rai Radio come conferenze stampa, lanci, nuovi progetti. Il target è b2b (giornalisti, addetti del mondo radio) e b2c, con l’ambizione di andare a contattare gli ascoltatori delle radio italiane di età 20-40 anni.

Sergio: “Con questa operazione vogliamo colmare un gap esistente oggi nel mondo delle radio. Esistono infatti tutte le pagine e i profili per ciò che concerne la parte editoriale, non solo in Rai ma in tutte le realtà editoriali. Manca però un luogo di confronto e discussione sugli aspetti strategici del mondo radio, sulle evoluzioni tecnologiche, sul futuro prossimo. Temi oggi presidiati dalle testate e dai blog online, ma non dagli editori. Per questo abbiamo deciso di esserci. Ma senza essere pedanti o estremamente istituzionali. Anzi, il nostro obiettivo è far vedere cosa c’è dietro i microfoni, avendo il privilegio di poterlo fare da una realtà come la nostra”.

Gian Paolo Tagliavia, Ad Rai Pubblicità, conclude: “I nostri canali radio sono fatti di programmi scritti con grande cura, che sono diventati punti di riferimento per il pubblico, che vengono ricercati e ascoltati anche on demand. In un mercato dell’attenzione in cui le radio concorrono sempre di più con la musica in streaming, questo è un asset fondamentale. E i risultati dimostrano che i brand privilegiano i contesti in cui si sentono a proprio agio nell’articolare i propri valori: Rai Radio nel 2020 aumenta di 1,2 punti la propria quota di mercato e subisce una contrazione dei ricavi del -23%, con una media mercato al -33%“. ndr: Dati FCP Assoradio, quota Rai Radio dall’8,0% gennaio-luglio 2019 al 9,2% gennaio-luglio 2020; progressivo ricavi gennaio-luglio 2020: Rai Radio -23,2%, radio commerciali -34,2%, media mercato -33,3%.

 

 

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