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Cdp, l’importanza di avere un posizionamento. The Box Films: il nostro è fuori dagli schemi. Sartoriale. Operiamo con agenzie e brand non per. Ci siamo sempre. Sorprendiamo. Alziamo l’asticella. Al mercato diciamo: esagerate. La creatività vince. Grazie a chi lo sta credendo

Antonio Cappuzzello

Ne abbiamo parlato con Antonio Cappuzzello, Founder ed Executive Producer, Federico Levizzani, Founder ed Executive Producer e Stefano Negri – Partner e Executive Producer, THE BOX FILMS.

Federico Levizzani

Qual è il vostro posizionamento? 

“Riteniamo che anche in questo 2019 appena passato The Box confermi il suo essere cdp anomala, un pò fuori dagli schemi. Vissuta da mercato come una una risorsa ‘particolare’. Una struttura che seppur non possa più definirsi piccola ha avuto modo di lavorare con brand e agenzie importanti incuriositi e inspirati, che hanno creduto nel nostro approccio quasi sartoriale alla produzione. Questo riteniamo sia dovuto allo ‘spirito The Box’. Una volontà e una capacità di esserci sempre, di mantenere costantemente un’atmosfera di rilassatezza e fluidità, che a progetti che hanno sempre meno tempo e risorse per essere prodotti sono più che necessari.  Il disporre di figure interne che ‘sposano’ il progetto e che pongono un’ attenzione al dettaglio quasi maniacale ha fatto sì che The Box sia stata forse tra le realtà più sorprendenti del mercato e attenzione, e non sono parole nostre”.

Dovendo scegliere qual-quali i progetti realizzati nel 2019 che più vi rappresentano e perché?

“Ogni nostro lavoro rappresenta il nostro modo di essere e quindi in ognuno di loro  ci rispecchiamo e ne siamo entusiasti. Certo che, come accaduto in un paio di occasioni nell’anno appena passato, quando arrivano sfide provanti dovute a budget ‘molto’ contenuti ma ‘molto’ ricchi di creatività è sempre un piacere il mettersi alla prova. Interpretare questo mestiere con la libertà di operare insieme all’agenzia, e non solo ‘per l’agenzia’, contribuire alla realizzazione aggiungendo il nostro apporto creativo all’aspetto produttivo, mostrarsi coesi e pronti a difendere l’idea, decisi nel portare avanti una scelta, sempre per il bene del film e quindi del cliente, l’essere insomma non solo esecutori ma creatori rende il tutto ancora più bello. Vedere poi che il cliente altro non ha da dire se non ‘bravi’, beh, questo è ciò per cui lavoriamo”.

Stefano Negri

Le sfide qualitative che vi siete posti per il 2020?

“Alzare l’asticella è ciò che stiamo facendo ormai da 15 anni ponendoci sempre nuovi traguardi. Abbiamo fortemente voluto aprire una branca di The Box che si occupasse specificatamente del mondo del Luxury e del Fashion e ci siamo riusciti con successo. Abbiamo voluto accelerare con il new business sul mercato Italia e abbiamo avuto importanti riscontri. Abbiamo speso il nostro nome nell’ambito della fotografia e abbiamo conquistato clienti di rilievo internazionale. Il 2020 si pone quindi all’interno di un programma di ampio respiro inviato tempo fa dove cercheremo di consolidare la posizione sul mercato Italia e avvicinarci a quelle agenzie e clienti che come dicevamo in apertura vedono The Box come quella realtà parallela ma che ancora non hanno avuto il coraggio di chiamare. Il mercato è ricco di professionisti e per tale motivo sentiamo l’esigenza di differenziare la nostra offerta cercando di andare a coprire quegli aspetti del nostro lavoro che ancora possono essere migliorabili”.

Cosa vi sentite di suggerire ai clienti (agenzie e-o brand) al fine di rendere più efficiente ed efficace il rapporto di collaborazione?

“Una nostra grande ambizione sarebbe quella di tenere dei Talk in agenza o presso i clienti per spiegare loro quale, a nostro giudizio, possa essere il giusto approccio a una produzione. Senza avere l’arroganza di definire cosa è meglio, cosa vada o non vada fatto ma semplicemente disporre di un pò di tempo per illustrare quale potrebbe essere il percorso ottimale da seguire dal momento in cui l’dea viene richiesta, al suo concepimento, sino al momento del suo concretizzarsi. Lavorare insieme per definire il miglior percorso per arrivare al miglior risultato. Qualche agenzia in effetti già ora ci interroga sulla fattibilità di una strada creativa o meglio ancora si confronta con noi per capire se una proposta sia perseguibile o meno sulla base delle economie a disposizione. Troviamo che questo approccio sia molto proficuo. L’aver iniziato in questi mesi ad esempio a presentare di persona i progetti a cliente e agenzie in sede di assegnazione di una gara è già un grande passo avanti. Il poter spiegare, motivare e difendere il proprio operato davanti ai propri committenti è sicuramente un fattore positivo”.

L’augurio che mandate al mercato per questo nuovo anno?

“Di esagerare! E ci rivolgiamo ai clienti. Provare a sfidare quei limiti di comunicazione ai quali sono sottoposte spesso le agenzie. Limiti che spesso portano a scelte creative meno impattanti in favore di una comunicazione più soft perchè il pubblico non ‘capirebbe’. Ritengo che il pubblico sia molto più ricettivo di un tempo, si è oggi fruitori dei nuovi media. Dal web ma anche dalla tv si ricevono prodotti di altissima fattura, vedi le Serie, che usano un linguaggio a volte criptico ma intrigante, spesso sopra le righe ma definitivamente affascinante. Siamo sempre più spesso arbitri e giudici di ciò che guardiamo, esprimiamo scelte, diamo giudizi. Il mettersi in gioco è secondo noi prova di vivere in questi tempi. Di conseguenza il non voler togliere il freno a mano alla creatività che sappiamo essere presente e ben sviluppata nei nostri copy e art e il rimanere legati a temi più ‘democristiani’ temo possa a breve portarci a una sorta di appiattimento. Credo invece che, pur esaltando le qualità di un determinato prodotto si dovrebbe far si che il messaggio pubblicitario arrivi nelle case con una carica dirompente, portando stupore, allegria, fascino e memorabilità. Ambizioso! Resta un augurio”.

Il desiderio che vorreste veder realizzato? 

“Molti dei nostri desideri si sono già realizzati e per questo diciamo grazie a tutti coloro che hanno creduto nella nostra ‘anomalia’. Ora vogliamo continuare sulla strada intrapresa ormai 15 anni fa e poter dire grazie a chi ci scoprirà nei prossimi mesi”.

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