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Si scatena la lotta del live streaming tra Twitch, Facebook Gaming e YouTube

Il 2020 (e questo inizio di 2021) sono stati anni straordinari per gli eSport, che hanno vissuto mesi intensi, caratterizzati da due eventi ben poco prevedibili: la pandemia, innanzitutto, e poi la resa di Microsoft, che a metà anno, più o meno, ha abbandonato il terreno dello streaming, passando la mano a Facebook Gaming, e riconoscendo il fallimento del tentativo del suo Mixer di rivaleggiare con le già affermate piattaforme di Twitch (Amazon) e YouTube (Google).

E pensare che gli inizi, nel 2019 – la piattaforma in realtà era nata nel 2016 con il nome di Beam, ma questo fu l’anno della sfida ai grandi rivali – i primi movimenti contrattuali di Mixer avevano fatto scalpore, con l’arrivo del ‘CR7 degli eSport’, quel Tyler ‘Ninja’ Blevins che nell’occasione cambiò volentieri piattaforma grazie a un super contratto da 50 milioni di dollari che, per Microsoft, si tradusse in un incredibile numero d’iscrizioni grazie alla community di fan a seguito del player di Fortnite.

Si aprì così la corsa alla conquista del miglior streamer, coinvolgendo per mesi YouTube, Twitch, Mixer e Facebook Gaming che si sfidarono a colpi di contratti milionari per far sì che i follower degli streamer seguissero i loro beniamini sulle rispettive piattaforme di streaming.

Poi di colpo, con l’annuncio della cessazione della attività di Mixer e dell’accordo di passaggio su Facebook Gaming, si è aperto un nuovo scenario operativo. Innanzitutto le ‘stelle’ del settore non hanno seguito le indicazioni di Microsoft e sono in larga parte passate su YouTube: Ninja, ha effettuato il suo primo live streaming dopo Mixer su YouTube, superando la soglia dei 100mila spettatori, un numero estremamente alto anche per i suoi standard precedenti su Twitch.

E YouTube sembra proprio essere la piattaforma che più beneficerà della svolta, perché, a differenza di Twitch, la stragrande maggioranza degli streamer di qualsiasi piattaforma possiede già un canale sul quale carica gli highlights delle live o altri video. Per loro sarà quindi facile usare una piattaforma con cui hanno già familiarità.

Un’occhiata ai numeri, comunque, non guasta, benché la ricerca su mercato europeo degli eSport di Deloitte risalga al Settembre 2020, dopo il primo lockdown italiano, comunque. Il rapporto di DeloitteLet’s Play! 2020 – The European eSport market’, pubblicato in collaborazione con Interactive Software Federation of Europe (ISFE) e Game, l’associazione dell’industria tedesca dei giochi, mostra dati e informazioni sugli sviluppi del mercato europeo degli eSport. Sono stati approfonditi il livello di conoscenza e utilizzo degli eSport, sia dal punto di vista dei giocatori, sia da quello dei fruitori passivi di contenuti, come ad esempio eventi e match in streaming (la ricerca ha anche indagato canali di fruizione, titoli e intenzione d’acquisto).

 

Come risultato delle restrizioni implementate per contenere la pandemia e il maggior tempo trascorso a casa, si è assistito a un forte aumento del numero di spettatori delle trasmissioni di eSport, sia su Internet, sia in TV. L’incremento più rilevante si è registrato in Italia e in Spagna, dove le normative attuate dal governo sono state particolarmente rigide, e dove il 44% degli intervistati ha dichiarato di aver fruito di più contenuti eSport rispetto a prima della pandemia. Più della metà degli intervistati in Italia e Spagna afferma di aver giocato più partite dall’introduzione delle restrizioni Covid-19, mentre negli altri paesi intervistati (che hanno conosciuto la ‘seconda ondata’ del Covid più tardi), questa quota è compresa tra il 30% e il 38%.

Che le piattaforme di live streaming durante la pandemia globale abbiano saputo sfruttare al meglio la crisi, trasformandola in un vantaggio che ha fatto crescere il loro bacino utenti e gonfiare i contatori di visualizzazioni, è un dato assodato. Anche il sito specializzato StreamElements e la società d’analisi Rainmaker concordano: in termini di ore guardate nel 2020 Twitch e Facebook Gaming hanno fatto segnare un aumento pari all’80% rispetto al 2019. Più precisamente è Twitch la piattaforma che ha segnato un aumento maggiore (+82%) mentre il rivale di Menlo Park è cresciuto leggermente meno (+79%).

Questa crescita per la piattaforma streaming di casa Amazon si traduce con 1,8 miliardi di ore di visualizzazioni – poco più di 205.479 anni – totalizzate a febbraio 2021, dopo il picco di quasi 2 miliardi raggiunto a inizio anno. Facebook Gaming, invece si aggira su numeri più bassi ma che per la più giovane piattaforma, è comunque segno di una notevole crescita. Le ore totalizzate sullo streaming di Facebook sono infatti 400 milioni.

A titolo di confronto, ricordiamo che un anno fa Twitch raggiungeva la quota di 1,1 miliardi di ore di streaming al mese, mentre Facebook Gaming superava appena i 291 milioni di ore visualizzate. Tra i due ‘litiganti’ dello streaming video, non dimentichiamo il primo ‘serbatoio’ di video al mondo: YouTube. La piattaforma Google ha visto un enorme aumento dei contenuti di gioco. Con 100 miliardi di ore di visualizzazione e oltre 40 milioni di canali di gioco attivi a produrre tali contenuti, oltre ad alcune delle stelle assolute degli eSport.

Una cosa fondamentale del post pubblicato sul blog di YouTube è l’evidenza attribuita allo streaming. Twitch ha dominato il mercato a lungo, ma questi sono i primi segnali che YouTube stia preparandosi alla sfida finale. Come già accennato, dopo la chiusura di Mixer si è assistito alla migrazione su YouTube di un certo numero di nomi importanti, benché la maggioranza sia tornata sulla piattaforma di Amazon. Ma YouTube è oggi in forte espansione nel live streaming: se riuscissero ad avvicinarsi ai numeri delle visualizzazioni che già hanno in video, la partita del live streaming per gli eSport sarebbe tutt’altro che chiusa.

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