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Nvidia acquisisce ARM, il chip manufacturer britannico, per 40 miliardi di dollari. A SoftBank una partecipazione azionaria inferiore al 10% e contanti

“L’intelligenza artificiale è la forza tecnologica più potente del nostri tempi e ha avviato una nuova ondata di servizi informatici. Nei prossimi anni miliardi di computer che eseguono funzionalità AI creeranno un nuovo Internet delle cose, migliaia di volte più grande dell’attuale Internet delle persone. La nostra combinazione creerà un’azienda posizionata in maniera fantastica per l’epoca dell’IA”: queste parole di Jensen Huang, CEO di Nvidia, aiutano a restituire le sue giuste dimensioni all’acquisizione di ARM, resa nota da un lettera distribuita a tutti i dipendenti.

I rumor erano presenti già in precedenza, e si erano andati intensificando nelle ultime settimane, ma la notizia è ‘uscita’ ufficialmente solo il il 13 settembre: Nvidia acquisirà ARM (salvo l’IoT Services Group) da SoftBank con un’operazione valutata 40 miliardi di dollari. L’intesa dovrebbe chiudersi nell’arco di 18 mesi e sarà ovviamente soggetta all’approvazione degli enti per la concorrenza del mercato di Cina, Unione Europea e Stati Uniti. E del Regno Unito, in cui, secondo le dichiarazioni rilasciate di Nvidia, ARM manterrà il quartier generale, in cui saranno incrementati gli investimenti per creare un nuovo polo di ricerca sull’Intelligenza Artificiale.

Con questa acquisizione Nvidia guadagna l’accesso alla progettazione di CPU, diventando un’azienda completa come Intel e AMD, in grado di proporre tanto chip grafici quanto processori. Grazie ad ARM, inoltre l’azienda statunitense amplia inoltre il parco di programmatori software (da 2 a oltre 15 milioni), espandendo il raggio d’azione potenziale delle sue tecnologie sul mercato.

Cosa non meno importante però, “ARM continuerà a gestire il suo modello a licenze aperte mantenendo la neutralità globale con i clienti che è stata fondamentale per il suo successo, con 180 miliardi di chip consegnati fino ad oggi dai suoi licenziatari. I partner di ARM trarranno inoltre vantaggio dalle offerte di entrambe le società, comprese le numerose innovazioni di Nvidia”, recita una nota stampa che sbroglia uno dei nodi più delicati di questo passaggio di proprietà, in quanto le architetture ARM sono alla base dei progetti di Apple, Qualcomm e molti altri produttori di chip.

E proprio qui potrebbe risiedere un problema relativo al futuro di ARM: abbandonare la Union Jack per la Star Spangled banner vuol dire scendere in campo anche nel confronto tra Cina e Stati Uniti, quindi i suoi chip, ad oggi distributi liberamente, potrebbero un domani diventare uno degli asset di un guerra non combattuta che si fa ogni giorno più aspra.

Per quanto riguarda i termini finanziari dell’intesa, approvata da tutti i consigli di amministrazione coinvolti, Nvidia pagherà a SoftBank un totale di 21,5 miliardi di dollari in azioni ordinarie Nvidia e 12 miliardi in contanti (finanziati con la cassa), di cui 2 miliardi pagabili alla firma. SoftBank potrà inoltre ricevere fino a 5 miliardi di dollari in contanti o azioni ordinarie se ARM raggiungerà specifici obiettivi finanziari. Nvidia emetterà inoltre 1,5 miliardi in capitale per i farsi carico dei dipendenti di ARM (oltre 6 mila).

Secondo Nvidia, l’unione delle sue competenze nel mondo dell’intelligenza artificiale con il vasto ecosistema di ARM darà modo di creare un’azienda più forte, accelerando l’innovazione e guidandone l’espansione in nuovi mercati in forte crescita. SoftBank rimarrà impegnata indirettamente in ARM tramite una quota inferiore al 10% di Nvidia.

E che l’Intelligenza Artificiale sia il fine ultimo di questa acquisizione è confermato anche da un’altra aggressiva mossa di Nvidia, che l’aprile scorso ha pagato 7 miliardi di dollari per Mellanox, un produttore di chip israeliano specializzato a far comunicare i cloud distribuiti che richiedono sempre maggiori capacità di ‘colloquio’ tra le macchine ospitate nei vari data center.

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