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Microsoft Italia annuncia i risultati della ricerca ‘Emotion Revolution’ sull’impatto della Didattica a Distanza su docenti e studenti durante l’emergenza sanitaria

Microsoft Italia ha presentato oggi i risultati di ‘Emotion Revolution: Emozioni e Didattica a Distanza durante l’emergenza Covid-19′, una ricerca qualitativa realizzata in collaborazione con PerLAB e Wattajob, che ha monitorato gli effetti emotivi della recente emergenza nel mondo della scuola, tra gli insegnanti e gli studenti e della Didattica a Distanza.

La situazione che l’Italia ha vissuto negli scorsi mesi ha portato infatti insegnanti e studenti a dover rivoluzionare le proprie abitudini, applicando le proprie competenze in uno scenario completamente nuovo e ripensando l’approccio all’insegnamento e all’apprendimento. Anche le abitudini di molte famiglie sono cambiate profondamente con un impatto inevitabile sul vissuto emotivo dei loro componenti.

Ne emerge uno scenario luci e ombre, in un momento di ancora forte incertezza sul prossimo anno scolastico. Se da un lato infatti la Didattica a Distanza (DaD) è stata indubbiamente fondamentale per garantire continuità ai ragazzi, contribuendo a migliorare sensibilmente le competenze digitali tra studenti e anche tra i docenti, dall’altro è stata anche fonte di stress e stanchezza per entrambe le categorie, segnale questo di come la scuola debba essere in primis un luogo di insegnamento e apprendimento fisico, dove il digitale è uno strumento che non vuole sostituirsi alla didattica tradizionale ma integrarsi per un approccio più innovativo, dinamico e trasversale.

“Durante questo momento così complesso per l’intero Paese, abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione digitale del sistema scolastico, impensabile fino a pochi mesi fa”, spiega nella nota Elvira Carzaniga, Direttore della Divisione Education di Microsoft Italia. “Nonostante la scuola italiana fosse nella maggior parte dei casi in ritardo su competenze e strumenti digitali, la situazione di crisi ha dato un impulso decisivo per lo sviluppo di quelle conoscenze tecnologiche che, oggi, sempre più giocano un ruolo fondamentale nel mondo del lavoro e dell’educazione. Microsoft Italia ha aiutato scuole e università a dotarsi in tempi rapidi di tutto ciò che era necessario per le lezioni a distanza, facendo ecosistema con le istituzioni, le aziende, le associazioni e con i partner sul territorio e continueremo a farlo nei prossimi mesi, per accompagnare un rientro a scuola che tenga conto dell’esperienza digitale. Con questa ricerca, abbiamo voluto analizzare cosa ha funzionato e cosa no, affinché la tecnologia, nel lungo termine, possa essere integrata in modo davvero efficace nella didattica tradizionale per rinnovarla e migliorarla”.

Tra i principali insight emersi della ricerca sono stati isolati alcuni relativi al rapporto con la tecnologia, e altri invece che si riallaciavano al vissuto emotivo di docenti e discenti.

Per il primo aspetto, il 70% degli insegnanti dichiara un miglioramento significativo nel loro rapporto con la tecnologia, che ha generato notevoli benefici nello svolgimento della professione: l’uso di strumenti digitali ha reso infatti i docenti più motivati (17%), più concentrati (9%) e più soddisfatti in generale del loro lavoro (9%). Altri punti di forza della DaD, sono stati un generale miglioramento della pianificazione della didattica (10%) e un’ottimizzazione dei tempi e costi (9%). Tuttavia, emerge tra una parte minoritaria degli insegnanti (il 14%) la difficoltà di coinvolgere in modo efficace gli studenti durante la lezione.

Per quanto riguarda invece gli studenti, invece, il primo vantaggio concreto delle lezioni a distanza è stato lo sviluppo di competenze digitali, secondo il 17% degli insegnanti e genitori che hanno partecipato alla survey, Segue l’acquisizione di una maggiore autonomia nella fase di apprendimento, per il 9% del campione. I corsi da remoto infatti hanno permesso agli studenti, dai più grandi ai più giovani di acquisire capacità informatiche – dalla partecipazione a un meeting virtuale, alla creazione e condivisione di contenuti online – in tempi molto più rapidi, innescando un processo a valore che li aiuterà nel loro percorso futuro. Un maggiore senso di coesione con docenti e compagni di classe invece è il terzo risultato positivo generato dalla DaD, secondo il 5% degli intervistati.

In generale, i docenti italiani intervistati percepiscono all’interno della propria comunità scolastica un clima sostanzialmente positivo, che raggiunge un punteggio di 3,9 su una scala da 1 a 5 e rilevano un buon livello di soddisfazione (4,9 su 5) rispetto a questa nuova modalità di didattica.
La mancanza di strumenti e infrastrutture adeguate – connessione internet non sufficiente e mancanza di dispositivi in alcune zone del Paese – resta comunque il principale ostacolo alla piena implementazione delle lezioni online, indicato dal 21% degli intervistati, seguito dal numero maggiore di distrazioni a cui sono soggetti gli studenti a casa, rispetto all’aula tradizionale (14%).

Stanchezza e stress infine sono le prime due emozioni negative legate all’uso della tecnologia che accomunano docenti e studenti, conferma che questa modalità di apprendimento sia stata introdotta in questa sua forma per far fronte all’emergenza e non possa sostituirsi completamente alla didattica in presenza che resta fondamentale e necessaria. Emerge il bisogno di ripensare la didattica a distanza per poter essere integrata in modo permanente con la didattica tradizionale.

Per quanto concerne invece il vissuto emotivo, si segnala da parte dei docenti un risultato connotato termini prevalentemente negativi: ansia, stanchezza e insicurezza si confermano le prime tre emozioni provate nel corso della pandemia. Dover far fronte tempestivamente a un nuovo modello di scuola (DaD) con mezzi e competenze non sempre adeguati, ha ulteriormente incrementato la complessità di questa fase emergenziale, portando i docenti ad abbandonare la propria zona di comfort.
Noia, solitudine e confusione sono le prime tre emozioni negative provate invece dagli studenti. È possibile che, la scarsa esperienza dei docenti nello svolgere DaD non abbia favorito lo svolgimento di lezioni particolarmente coinvolgenti e interattive per i nativi digitali. L’isolamento sociale, che ha caratterizzato questa fase, sembra aver giocato un ruolo altrettanto significativo nell’influenzare le emozioni degli studenti.

L’incertezza verso l’organizzazione scolastica futura è infine la principale fonte di stress per i docenti intervistati (17%), seguita dal raggiungimento del work-life balance (15%) e dalla gestione dei carichi di lavoro (13%). In un momento di profondi cambiamenti organizzativi che la scuola italiana sta attraversando, i docenti hanno individuato tra i principali fattori di stress la mancanza di direttive puntuali e in tempi brevi da parte delle Istituzioni rispetto a quella che sarà la futura riorganizzazione della scuola italiana

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