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Google in testa alla sfida per la quantum supremacy. Pubblicato lo studio sulla rivista Nature. Ma IBM contesta l’affermazione

Non è una notizia nuova, in sé. Ne avevamo già parlato lo scorso 23 settembre, ma oggi è ufficiale: Google afferma di aver raggiunto la cosiddetta “quantum supremacy”, grazie Sycamore, il processore quantistico a 53-qubit realizzato dai ricercatori del Google Quantum AI Lab, che ha battuto per la prima volta un supercomputer tradizionale.

Lo studio completo è infatti pubblicato sulla rivista scientifica Nature, che riporta come il primato sia davvero notevole: Sycamore ha risolto in 200 secondi un calcolo che avrebbe richiesto 10.000 anni a Summit, il supercomputer più veloce al mondo. Un traguardo molto atteso nel mondo dell’informatica, perché apre le porte a nuove tecnologie, dalla progettazione di batterie più performanti alla medicina, passando anche per gli apporti a tecnologie già esistenti come il machine learning. Oppure a possibilità straordinarie nel mondo degli hacker e della security: l’attuale cifratura a 128 bit, ritenuta sicura per il prossimi 20 o 30 anni, sarebbe decodificata in poche ore da un Quantum Computer efficiente.

Per il momento, tuttavia, il Quantum Computer di Google non ha alcuna applicazione pratica: è stato costruito unicamente allo scopo di dimostrare che fosse possibile, per un computer quantico, risolvere un calcolo inaccessibile a un supercomputer tradizionale.

La questione è stata sollevata anche da IBM, non a caso l’azienda che ha prodotto Summit per gli Oak Ridge National Laboratory, che ha messo in dubbio la definizione stessa di quantum supremacy in relazione all’obiettivo raggiunto. Dario Gil, Director of Research di IBM, sostiene – non del tutto a torto – che Sycamore non può essere considerato un vero computer, perché è stato progettato per risolvere un solo task, singolo e circoscritto.

Non sorprende, invece, che non sia dello avviso il CEO di Google, Sundar Pichai, che ha paragonato il traguardo raggiunto al primo volo dei fratelli Wright: “ Il primo aereo volò per soli dodici secondi, un ‘impresa che non aveva alcuna applicazione pratica. Ma dimostrò che un aereo potesse volare”.

La sfida continua, e si farà sempre più accesa strada facendo.