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Shopping, italiani infedeli ai brand premiano il prezzo. Ma anche la qualità c’entra. Lo dice Criteo con la sua ricerca ‘Why We Buy’

“Abbiamo realizzato la ricerca sulla brand loyalty degli Italiani”, premette Alberto Torre, Country Manager di Criteo in Italia, “con l’obiettivo di identificare i comportamenti di acquisto online degli italiani e la loro propensione a rimanere fedeli a un brand o a un prodotto. Abbiamo intervistati0un migliaio di online shopper italiani, nelle diverse fasce d’età, chiedendo loro cosa li induce ad essere fedeli a un marchio e cosa li spinge a rivolgersi a un nuovo brand per gli acquisti. E i risultati hanno confermato il nuovo posizionamento di Criteo, non più una iper-specializzata retargeting company, ma un vero cambio di pelle. Siamo in grado di supportare i clienti in tutti gli obiettivi di marketing, dall’awareness al ricordo, alla consideration, alla conversion”.

La ricerca “Why We Buy” di Criteo mostra che l’80% dei consumatori è disposto a prendere in considerazione un nuovo brand in tutte le categorie dello shopping. In particolare, i settori nei quali i consumatori sono più favorevoli a scegliere nuovi brand sono l’alimentare, l’abbigliamento, l’elettronica di consumo, libri e articoli di cancelleria e gli accessori. Questa percentuale è superiore a quella di altri paesi, come gli Stati Uniti (con il 73%), la Spagna (76%) e il Regno Unito (64%).

“Il mercato è sempre più competitivo”, commenta Torre. “Per alcune categorie, come l’altissima gamma e il lusso estremo, la fedeltà aumenta, ma appena si scende di livello la competizione è estremamente elevata”.

Di contro, che cosa convince i consumatori ad acquistare più volte uno stesso brand? Per più del 70% delle persone il miglior rapporto qualità/prezzo, per il 48% i prezzi più bassi, per il 41% la gamma più ampia di prodotti e a seguire la possibilità di trovare un articolo non disponibile altrove.
“È forse il messaggio più significativo dell’intera ricerca”, sottolinea Torre, “non è il prezzo, inteso come valore assoluto, ma il rapporto tra qualità del prodotto e valore commerciale il vero driver per i consumatori”.

Il 54% degli intervistati ha inoltre dichiarato di aver abbandonato un brand a causa del peggioramento della qualità e del prezzo troppo alto e il 50% perché ha trovato un’alternativa più valida. Anche il customer service è stato un discrimine nella decisione di abbandono di un brand.

Sono state poi analizzate le ragioni che spingono i consumatori a provare un nuovo brand e la prima è stata uno sconto speciale, la seconda l’offerta di un prodotto in prova, il desiderio di provare qualcosa di nuovo o il consiglio di un amico.

Oltre al rapporto qualità-prezzo, ci sono anche altre ragioni per cui si rimane fedeli a un brand. In primis, dopo il primo acquisto, il 45% degli acquirenti in Italia ha maggiori probabilità di tornare a marchi quando questi sono allineati con i valori personali.
Infatti, quest’epoca di trasparenza, gli acquirenti prestano sempre maggiore attenzione alla missione e ai valori delle imprese. Anche un sito web user-friendly e una shopping app intuitiva sono considerati fattori chiave nel far crescere la lealtà del cliente.

La ricerca di Criteo ha confermato anche che la ricerca/scoperta del brand è omnicanale. I siti Web (56,7%), Facebook (53,9%), YouTube e Instagram sono stati i principali canali per la scoperta di un marchio, ma non sono l’unica fonte. Altre valide strade per raggiungere le informazioni necessarie (o spontanee) sono anche le email, i blog, Twitter e gli online influencer.

Riguardo alla pubblicità online, il 50% degli utenti apprezza annunci che li invitino a scoprire nuovi prodotti, che offrano un codice sconto, così come gli annunci che ricordino i prodotti di interesse, mentre è considerato un fattore negativo la pubblicità che non consente di visualizzare il sito web correttamente o i formati intrusivi o troppo evidenti.

“L’’elemento più importante (e che ci rassicura) è quello della rilevanza”, precisa Torre. “Anche dalla ricerca emerge che agli italiani piace la pubblicità, ma solo se è estremamente targetizzata. La nostro comunicazione commerciale vuole essere più pertinente possibile e parlare one-to-one con ogni consumatore”.

“Quando si pianifica una campagna di fidelizzazione, offrire sconti e creare programmi a premi non è sufficiente”, conclude Torre. “Dare priorità all’esperienza dei consumatori è la chiave per la fidelizzazione e farà in modo che i clienti continuino a tornare per tutta la vita”.