La Biennale di Venezia / I Leoni per il Teatro 2022, Christiane Jatahy Leone d’oro alla carriera, Samira Elagoz Leone d’argento

Christiane Jatahy - (© Estelle Valente)

E’ la regista e autrice brasiliana Christiane Jatahy il Leone d’oro alla carriera per il Teatro della Biennale di Venezia; il Leone d’argento va al filmmaker e performer Samira ElagozI Leoni sono stati proposti dai Direttori del settore Teatro Stefano Ricci e Gianni Forte (ricci/forte) e approvati dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di VeneziaLa premiazione si svolgerà nel corso del 50. Festival Internazionale del Teatro che si svolgerà dal 24 giugno al 3 luglio 2022 a Venezia.

Christiane Jatahy  (Rio de Janeiro, 1968)
E’ autrice, regista teatrale e filmmaker. Dal 2003 focalizza il suo lavoro sull’esplorazione delle zone di confine tra le discipline artistiche, realtà e finzione, attore e personaggio, teatro e cinema. Tra i primi lavori Conjugado, Corte Seco, A Falta que nos move ou Todas as histórias são ficção, che diventerà il suo primo lungometraggio (2010). Il primo successo internazionale arriva con Julia, da La signorina Giulia di Strindberg, Shell Award 2012 per la migliore regia teatrale in Brasile, con oltre 300 rappresentazioni in tutto il mondo e tuttora in tournée. Nell’ambito del programma culturale delle Olimpiadi 2012 idea, firma la regia e coordina In the comfort of your home, una serie di interventi, documentari, performance e video installazioni di 30 artisti brasiliani nelle loro case a Londra. Del 2013 è l’installazione audiovisiva e documentaristica Utopia.doc, primo di una serie di lavori sulle tematiche della casa, dell’esilio e dei rifugiati. Nel 2014 firma E se elas fossem para Moscou? da Le tre sorelle di Cechov, come Julia tuttora in tournée e vincitore del Premio Shell, il Premio Questão de Crítica, il Premio APTR-Associação de Produtores de Teatro. Nel 2015 conclude la “trilogia della memoria” con A Floresta queAnda, ispirandosi al Macbeth di Shakespeare. Del 2016 è la sua prima regia lirica, Fidelio di Beethoven (Teatro Municipal di Rio de Janeiro). Nel 2017 debuttano: La règle duJeu dal capolavoro di Jean Renoir, su invito della Comédie Française; l’installazione/performance Moving People, incentrata sul tema dei rifugiati, su invito del Theater der Welt Festival e del Thalia Theater di Amburgo; l’adattamento di Dans la solitude des champs de coton di Bernard-Marie Koltès. Segue il dittico Nossa Odisséia in cui l’epica di Omero è messa a confronto con la realtà dei rifugiati di oggi: la prima parte, Itaca, debutta all’Odéon-Théâtre de l’Europe di Parigi nel 2018; la seconda, O agora que demora, debutta nel 2019 a San Paolo e al Festival d’Avignone. Entre chien et loup – dal film Dogville di Lars Von Trier – presentato nel 2021 ad Avignone è la prima parte di una “trilogia dell’orrore” su temi legati al fascismo, al maschilismo e al razzismo. Gli altri due titoli sono: Before the sky falls e Depois do silêncio (dal libro Torto Arado), che inaugurerà il prossimo giugno le Wiener Festwochen. E’ artista associata dell’Odéon-Théâtre de l’Europe, Centquatre-Paris, Schauspielhaus Zürich, Arts Emerson Boston e Piccolo Teatro di Milano.

Samira Elagoz (Helsinki, 1989)
E’ filmmaker e performer residente tra Amsterdam e Berlino. Con studi in coreografia all’Università delle Arti di Amsterdam dove si laurea nel 2016, dal 2013 al 2019, mentre è ancora un’artista donna, dedica la sua attività alla ricerca e alla ripresa filmica di uomini cisgender, costruendo un’ampia raccolta dei suoi primi incontri con sconosciuti organizzati attraverso varie piattaforme online. Per 5 anni gira il mondo, pre e post #metoo, con la performance Cock, Cock, Who’s There?, che tematizza la violenza sessuale. Alla lunga tournée segue la ricerca di un periodo di intimità, in cui si rende conto di come lo spettacolo, iniziato come un vero inno all’essere donna si era poi rivelato un addio ad esserlo. Oggi Elagoz si identifica in una mascolinità transgender con un passato profondamente femminile. Temi ricorrenti di Elagoz sono la mascolinità e gli uomini. Ma mentre nei suoi primi lavori esplorava cis-uomini e la mascolinità nelle sue diverse forme da un punto di vista esterno in quanto si identificava come donna, nei lavori più recenti come Seek Bromance (2021) cambia questa prospettiva cogliendo la sua stessa transizione. Elagoz ha dedicato vita e carriera al discorso sul genere, la violenza sessuale e le sue conseguenze, lo sguardo maschile, il romanticismo nell’epoca digitale e gli incontri intimi. Formatosi nelle arti performative, incorpora aspetti di questo mezzo con quelli del video e del film, creando la sua cifra originale di “docu-fiction”. La cosa più indicativa è che non usa attori o interpreti e mette sempre sé stesso nei suoi film come osservatore vérité-esque che osserva mentre viene osservato. Non usa mai sceneggiature, non lavora negli studi e vuole cogliere eventi della vita reale. È stato un compagno, un amante, un confidente e una spalla. I suoi lavori sono stati ospitati in contesti internazionali dedicati alle arti performative, al cinema, alle arti visive. Nel 2014 vince il Blooom Award di Colonia con Four Kings, il suo primo corto; a Impulstanz 2017 vince il concorso Prix Jardin d’Europe con Cock, Cock, Who’s There?, la performance-documentario che viene premiata anche con il Total Theatre Awards for Emerging talent all’Edinburgh Fringe Festival. Il suo primo lungometraggio, Craigslist Allstars, debutta nel 2016 all’IDFA-International Documentary Film Festival di Amsterdam, il maggiore in questo campo, e l’anno successivo viene candidato nella sezione per il miglior film internazionale al CPH:DOX-Copenhagen International Documentary Film Festival.