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Vite creative: a proposito di dati. Di sicuro questo non è uno di quelli eclatanti che cambierà il mondo dei vostri data base. Ma la creatività che sottende è certo di quelle con la C maiuscola. E non solo perché Micaela de Gregorio ha lavorato in pubbblicità. Non solo perché suo padre è stato direttore creativo in Y&R. A colpirci è il progetto di Micaela: ‘porridge a scuola’

Quando e perchè hai deciso di mollare tutto per andare a Likoni in Kenia e fondare Likoni Yetu?

“Nel 2014 dopo due anni che cercavo un lavoro dopo un esperienza in un’agenzia web,  all’età di 45 anni mi sono chiesta è questo che immaginavo nel mio futuro? Volevo una carriera nel mondo della pubblicità e che a forza di contratti a progetto non avevo potuto avere, stanca dei tanti ‘no potrebbe lei stessa aprire una sua agenzia’, ‘no è troppo preparata’, sino all’ultimo ‘pensavamo ad una figura più giovane’, ho deciso di fare nella vita qualcosa che amavo e in cui avevano bisogno solo di mani e cuore. E lo volevo fare in Africa. Ho scelto Mombasa perché non volevo andare in una Milano 2 a watamu o Malindi, ma per motivi di salute personale non potevo andare né in.piena savana o in una jungla. E sono finita a Likoni slum di Mombasa.

Un posto sporco, insicuro, poverissimo. Era il posto dove volevo e potevo fare molto. Allora ho venduto la mia piccola casa la macchina e con i 30.000 euro sono arrivata a Likoni in un orfanotrofio dove all’inizio ho costruìto un dormitorio. Poi ho lavorato in un altro orfanotrofio dove in due anni mi hanno usato e finito tutti i soldi, ho deciso che non avrei mai più lavorato con orfanotrofi e quindi ho aperto una piccola no profit che appunto si chiama Likoni Yetu che vuol dire la nostra Likoni”.

 Parlaci del progetto Porridge a Scuola. Perché l’hai pensato così e che importanza ha per questi bambini?

“A Likoni in realtà ho diversi progetti aperti. Due sono contro la malnutrizione. Uno si chiama adotta un pasto e con un piccolo contributo anche di solo 10 euro, ma tutti i mesi,  posso assicurare attualmente un pasto a base di carne a 46 bambini che altrimenti non mangerebbero mai proteine animali.

I bambini sono tutti anemici, molti sieropositivi e altri con tbc. La malaria è di casa così come il colera e la febbre tifoide. Poi su preghiera di alcune insegnanti mi hanno fatto cominciare a gennaio in una povera scuola primaria Battisti, un progetto sempre contro la malnutrizione ovvero il porridge a scuola almeno ai bambini più piccoli dai 2 ai 6 anni. Sono bambini che spesso arrivano a scuola, dopo aver camminato a lungo sotto il sole o un monsone, arrivano spesso senza colazione, oppure con una semplice tazza di chai, il the con il latte, e che a pranzo non hanno nemmeno una moneta per poter mangiare un chapati o qualche patate bollita”.

Cosa possiamo fare con i 10 euro al mese di donazione che chiedi, quanto possiamo contribuire a cambiare la loro vita?

“Con 10 euro, almeno 10 euro al mese posso comprare 30 litri di latte, 60 chili di porridge molto nutriente, 10 chili di zucchero, 20 litri di acqua tutti i giorni sapone per lavare le tazze, sapone per lavare le mani dei bambini e i fiammiferi.

I bambini stanno incrementando il loro peso paese e da gennaio organizzeremo una carta con peso età altezza misurata tutti i mesi per vedere l’andamento positivo del progetto. Più crescono sani, meno si ammalano e anche le minime regole di igiene insegnate a bimbi così piccoli serviranno per sempre. Il porridge viene dato due volte al giorno alle 10 per compensare la poca colazione e alle 14 prima che i piccoli tornino a casa ad aspettare un eventuale se fortunati, cena”.

La tua impresa non è facile, ogni giorno lotti con difficoltà, infezioni, malattie, problemi. Cosa ti fa andare avanti con tanta determinazione? 

“Non ho mai pensato che fosse facile e anzi è peggio di come tu immagini. Perdere due gemelle di appena 6 mesi per una semplice polmonite ma perché malnutrite è stata una ferita dura che mi ha segnato. E quest anno ho perso una mamma solo perché si è trascurata dopo un infezione gastrointestinale.

Ma io vado avanti e ce la farò fino a quando ci sarà un bambino che sorride. Questo è il mio nuovo scopo della vita. Fare bambini felici”.

Che ricordo hai del tuo lavoro in pubblicità. E quanto la comunicazione può e deve mettersi al servizio di progetti come il tuo? 

“Dei miei studi e delle mie esperienze in pubblicità porto l’arte della comunicazione e con tanto sforzo sto cercando di imparare a parlare swahili per poter comunicare meglio. Quello che cerco di fare è di far arrivare a più persone possibili un’idea: aiutare le persone e fare del bene in Africa prima che accada che queste vogliano prendere un barcone. L’Africa è stupenda e non devono lasciarla. Mio padre amava l’Africa specialmente i suoi deserti e nei momenti bui penso a lui che soffia nel ghibli e mi chiedo cosa penserebbe della mia scelta di vita”.

Per donare: Coordinate Likoni Yetu- c/c n. 1040105627. cod. Iban:IT95T0760101600001040105627. BIC/SWIFT: BPIITRRXXX. causale: porridgepostapay paypol. n 4023600932259577. Micaela de Gregorio expire 07/21. CF: DGRMCL69D52D612K