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Montato in modo perfetto su due hit d’epoca come Stella stai di Umberto Tozzi e Cuccurucucù di Franco Battiato, magnificamente anni Ottanta, sintetiche e pop, il trailer de Il Maestro riesce a cogliere tutto il senso del film. Quel trailer è una promessa, che poi il film mantiene in pieno. Il Maestro di Andrea Di Stefano ha vinto Premio Robert Bernocchi – Film rivelazione dell’anno. Il premio, dedicato al giornalista analista di cinema scomparso di recente, è meritatissimo.
Il Maestro è un film che riprende la tradizione della Commedia all’Italiana degli anni Sessanta e un genere sportivo che in Italia non ha mai attecchito ma che Andrea Di Stefano ha trattato in maniera magnifica. A completare il tutto c’è un attore come Pierfrancesco Favino e una grande campagna promozionale. Qualcuno, vedendo il film, ha citato Il Sorpasso di Dino Risi, ma anche le atmosfere de Il giovedì dello stesso Risi con Favino che qui è un Walter Chiari meraviglioso.
Un progetto nato nel 2006
Ma da dove nasce Il Maestro? “Il progetto è nato nel 2006 dall’incontro con Ludovica Rampoldi” ci racconta Andrea Di Stefano in collegamento. “Era una storia che volevo raccontare e ci siamo messi a scrivere una sceneggiatura che era distante da quello che è diventato poi Il Maestro. Quando ci siamo reincontrati dopo anni eravamo maturati noi come persone e come professionisti. Era cambiata la storia ma c’era sempre la voglia di raccontare questo incontro tra due sconfitti che insieme riuscivano a vincere non sul campo da tennis ma su un campo migliore, quello della vita”.
La strategia è stata perfetta
Tutto è iniziato a con la presentazione a Venezia fuori concorso, visto che il concorso può essere complesso per il cinema italiano. E poi è stata anticipata l’uscita – inizialmente prevista a gennaio 2026 – a novembre 2025 per agganciarsi alle ATP Finals di Milano. Sono stati molto belli il poster e il teaser poster. E il trailer di cui parliamo in apertura. “Quando finisce il percorso di un film quello che resta è la sua vita, il suo rapporto con il pubblico e con il tempo”, riflette il produttore Nicola Giuliano di Indigo Film. “Per come intendo io il mio lavoro la cosa più importante è proprio il rapporto con il tempo: quanto un film resta nel cuore degli spettatori e, visto tanti anni dopo, è ancora amato, abbiamo la possibilità di riconoscere dentro quel film quella cosa meravigliosa che cerchiamo di fare: il cinema”.
Pierfrancesco Favino, uno Stan Smith italiano
Vision ha sostenuto il film e con la stessa cura e lo stesso amore lo ha portato in sala. “È un onore avere un premio in memoria di Robert Bernocchi”, commenta Laura Mirabella, Chief Marketing Officer di Vision Distribution. “Ringrazio Andrea di averci regalato questo film. Per noi è stato stimolante trovare tutti i modi possibili per collegarlo alla realtà e riportare i valori di uno sport come il tennis con tutta l’umanità che Andrea ha messo nel film. È stato divertente promuovere il film, dalla presentazione a Venezia al Circolo del tennis ed essere presenti alle Atp Finals con l’aiuto di Sky. Pierfrancesco Favino, che abbiamo trasformato in uno Stan Smith italiano, è stato molto generoso. Nello sport non si vince solamente; capita anche di perdere, ma due persone in difficolta unite possono superare i loro fantasmi. La profondità d’animo di Andrea Di Stefano in questo film si sente tutta”.
di Maurizio Ermisino