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Il comparto dello spettacolo oggi vale 4,3 miliardi di euro di spesa complessiva, pari a un + 7% rispetto al 2024, e 253,1 milioni di spettatori (-0,1% rispetto all’anno precedente). Questo vuol dire essenzialmente una cosa: “Il pubblico italiano è un pubblico che sceglie”, ha spiegato Salvo Nastasi, Presidente SIAE. “Il numero degli spettatori è lo stesso, ma il pubblico spende di più, vuol dire che acquista biglietti più preziosi”.
E non si tratta solo di un fattore inflattivo, cioè di un aumento dei prezzi. Ma di puntare su eventi di qualità, a cui si tiene. “Rispetto agli ultimi due anni in cui l’inflazione era stata una parte importante dell’aumento della spesa – registriamo un +7 % a fronte di un mondo degli eventi in cui l’inflazione è salita dell’1,5% – oggi c’è una lettura diversa”, ha aggiunto Matteo Fedeli, Direttore Generale SIAE, alla domanda di Francesco Prisco de Il Sole 24 Ore, che ha moderato l’incontro. “C’è uno spostamento della spesa del pubblico verso il settore dello spettacolo. Non è una crescita unicamente legata ai costi, ma una maggiore voglia del pubblico di spendere in questo settore rispetto ad altri”. E questa è la prima notizia. La seconda è legata ad un fenomeno in enorme crescita che è sotto gli occhi di tutti: quello dei concerti dal vivo.
Concerti: è l’anno migliore di sempre
Dal dopo lockdown avevamo capito che eravamo su un piano inclinato che portava ad aumentare costantemente le spese. I dati SIAE ci dicono che la spesa per i concerti dal vivo è di 1,2 miliardi di euro (+17,5% sul 2024). Sono 31,5 milioni gli spettatori (+8,7%) per 67, 9mila eventi (+3,6%). A farla da padrone sono i grandi concerti di musica pop, ma segnaliamo un dato: sono stati oltre 20,4mila gli spettatori per Ludovico Einaudi all’Auditorium Parco della Musica.
A cosa si deve questo successo? Ai superfan che spendono molto per un posto ai concerti? O al fatto che i live erano uno spettacolo soprattutto giovanile e oggi ormai siamo giovani fino a 50 anni? “Anche qui non è un fenomeno inflattivo, ma la scelta di persone che prendono questa spesa togliendola a un’altra parte, perché vedono questa esperienza come unica e irreplicabile”, spiega Fedeli. “Non si tratta di parlare solo di giovani e meno giovani. Anche persone che hanno una famiglia che vogliono andare a vedere il loro beniamino nei concerti. Ci sono ormai tanti artisti che non fanno milioni di stream ma fanno centinaia mi di migliaia di biglietti. Gli over 40, 50, 60 streammano poco perché hanno i cd ma quando arriva la stagione estiva vanno a 2, 3, 4 concerti. Le persone vanno a più di un evento all’anno, è un elemento estremamente positivo. Il cliente paga la qualità. E quando percepisce che la qualità spende”.
I concerti più visti
Per quanto riguarda la spesa sono stati gli AC/DC a Imola, Ed Sheeran all’Olimpico di Roma, i Linkin Park agli I-Days a Milano, Kendrick Lamar all’Olimpico, gli Imagine Dragons all’Ippodoromo Snai La Maura a Milano e Ligabue alla RCF Arena di Reggio Emilia. È questo il concerto che è al primo posto per spettatori, seguito da Max Pezzali a Imola, Ed Sheeran a Roma e Linkin Park, Imagine Dragons e Dua Lipa all’Ippodromo Snai La Maura a Milano. Le differenze sono date dal fatto che i biglietti degli artisti stranieri sono più alti di quelli italiani, che però fanno più date nel nostro paese. Marco Mengoni, che non è in Top Ten, ma, con 670mila biglietti, è quello che ne ha venduti di più. “Dobbiamo pensare alla percentuale italiana che andrà ai dieci concerti di Vasco Rossi a Roma”, è lo spunto che lancia Fedeli. “Saranno 600mila persone, circa un 1% della popolazione italiana”.
Calano gli organizzatori e i luoghi per eventi, migliora la qualità
Si parla di qualità, dunque. Ed è proprio questo il fattore per cui gli organizzatori di eventi e i luoghi per gli eventi calano. “Il pubblico cerca qualità e la qualità ha dei costi, che non possono essere sostenuti dai soggetti che operavano in precedenza”, riflette Fedeli. “Il -10% organizzatori e -9% dei locali ci dicono che questo mondo si sta concentrando, ma proprio per la ricerca della qualità”. In questo senso ci sono dei dati interessanti. L’84% dei comuni italiani ha almeno uno spettacolo: c’è un calo dell’1,6% ma sono 6629 i comuni in questione e sono veramente tanti. I dati SIAE ci dicono che nel 2025 in Italia ci sono stati 3,3 milioni eventi (-0,8%) e che la spesa pro-capite in Italia per un evento è di 72,9 euro (+7%). L’introito medio per uno spettacolo è dei 1286 euro (+7,8%)
Cinema: è l’anno di Buen camino
È stato un grande anno per il cinema. Come sappiamo è stato l’anno di Checco Zalone e Buen camino, che ha portato l’incasso totale del settore nel 2025 a 539,9 milioni di euro +0,1%) e a 71,8 milioni di spettatori (-2,3%). La spesa aumenta e gli spettatori calano, dunque. Sono 725.826 gli spettatori che hanno visto Buen camino nel primo giorno di programmazione, lo scorso 25 dicembre. Ma è lecito chiedersi: se non ci fosse stato Buen camino staremmo parlando degli stessi risultati?
“La risposta è: probabilmente sì”, analizza il Direttore Generale SIAE. “Il film ha avuto un effetto compensativo che ha permesso al comparto nel suo complesso di andare in pari. Ma è anche vero che molte persone stavano aspettando questo film, ma non possiamo dire che una parte di pubblico non sarebbe andato comunque al cinema. Negli anni in cui c’è stato un suo film Checco Zalone è stato un traino per altre uscite e negli anni dei suoi film abbiamo avuto sempre numeri positivi”.
Il cinema è un mercato che va molto bene, e nel 2025 è stato trainato dai mesi di aprile e maggio, il che vuol dire che non è stato solo Checco Zalone. È un comparto che sta dando segni di ripresa.
I film più visti: Checco Zalone fa reparto da solo
Nella top ten dei film per spesa troviamo, nell’ordine, Buen camino, Lilo & Stitch, Follemente, Avatar: fuoco e cenere, Zootropolis 2, Un film Minecraft, Jurassic World – La rinascita, Diamanti, Io sono la fine del mondo e The Conjuring. I film nella top ten per spettatori sono sostanzialmente gli stessi: il dato, qui, è che non c’è solo Checco Zalone, ma ci sono 4 film italiani trai i primi dieci e che un film come Follemente è davanti ad Avatar in classifica. Andando a vedere i primi dieci film Italiani per incassi troviamo Buen camino, Follemente, Diamanti, Io sono la fine del mondo, Oi vita mia, La vita va cosi, 10 giorni con i suoi, L’abbaglio, Le assaggiatrici, Maria. Checco Zalone fa reparto da solo, per usare una metafora calcistica.
“Ma quello che è interessante sono gli altri tre titoli in top ten”, commenta Fedeli. “È importante sapere che la gente ha voglia di andare a vedere uno spettacolo al cinema”.
Il teatro: una crescita costante
Il teatro porta un ricavo complessivo di 641,2 milioni di euro (+10,8%) e 29,7 milioni di spettatori (+5,3%). “Quando c’è una buona offerta il pubblico risponde e molto bene”, analizza Fedeli. “Il teatro è uno dei fenomeni di crescita che nel post covid è più costante. È anche e soprattutto un trend che conferma la voglia del pubblico di investire su una cultura di qualità. Nel 2025 ci sono stati 3.106 spettacoli di rivista e musical (+16,6%)”. Gli spettacoli di prosa che hanno incassato di più sono I 7 re di Roma di Enrico Brignano, Ho tre belle notizie di Angelo Duro, 30 anni… e non sentirli di Andrea Pucci. Tra le opere liriche Verona ai primi posti sia per spesa che per spettatori ci sono Nabucco, Aida e Carmen all’Arena di Verona, seguiti da Lady Macbeth. Rigoletto, Tosca, Norma e Così fan tutte al Teatro alla Scala.
Lo sport: l’effetto Sinner
Lo sport vale 873,3 milioni di euro di spesa (+5,3%) e 37,7 milioni di spettatori (-0,1%). I dati significativi sono i 400.783 spettatori agli Internazionali d’Italia di Tennis e i 66.459 spettatori di media per il 6 Nazioni di rugby (+2,1%), ma anche i 530 mila spettatori nei due weekend di Formula 1, (+15). Non c’è solo il calcio, quindi anche se con 626,2 milioni di euro spesa nel (+31%) resta centrale e vale il 70% della spesa per lo sport. C’è chiaramente un effetto Sinner, ma anche quello di altri atleti, sul tennis. È quel maggiore valore che oggi manca comunque nel mondo del calcio.
Discoteche, fiere e parchi
Chiudiamo con gli altri dati. Discoteche e sale da ballo portano 492,3 milioni di euro (-0,9%) e 32,2 milioni di partecipanti (-5,3%) ma il dato interessante è che, grazie ai festival di musica elettronica, la fruizione di un certo tipo di musica dal mondo delle discoteche si sta spostando verso quello degli eventi dal vivo. Le fiere possono contare su 94,3 milioni di euro di spesa (+7,1%), i parchi e attrazioni viaggianti su 339,3 milioni di euro (-0,5%).
Il Ministro Mazzi: un contributo per le produzioni che valorizzano le location
Alla presentazione è stato invitato Gianmarco Mazzi, Ministro per il Turismo. “Stiamo studiano un’iniziativa sul turismo del cinema”, ha annunciato. “Avrà due filoni. Il primo sarà promuovere a livello social tutti i luoghi dove sono stati girati i film della storia e le produzioni recenti. Il secondo sarà un contributo ai produttori vincolato a una condizione. Quando viene fatta una produzione chiederemo ai produttori di realizzare una puntata di 30 minuti dove gli attori spieghino i luoghi dove la fiction è stata girata. Questi 30 dovranno essere mandato in onda legati all’ultima puntata della fiction”.
di Maurizio Ermisino