Publicis Groupe sostiene che anche in assenza di gare tradizionali i clienti sottopongano le agenzie a valutazioni approfondite, che possono richiedere mesi e coinvolgere professionisti del marketing, ingegneri, esperti di dati e team di procurement. “Affermare che vinciamo con una semplice stretta di mano tra Ceo è un insulto all’intelligenza dei nostri clienti”, si legge nel post.
La replica arriva dopo che Rose, durante la presentazione dei risultati del terzo trimestre di WPP, aveva definito la tendenza degli accordi senza presentazioni formali come ‘Ceo handshake’, mettendo in guardia dai rischi di una rinuncia alla due diligence. La manager aveva anche spiegato la decisione di WPP di non partecipare alla gara per l’incarico media di Coca-Cola in Nord America, poi assegnato a Omnicom, scegliendo di concentrare le risorse sul business media globale.
Su questo punto Publicis critica direttamente la rivale, sostenendo che la rinuncia a partecipare alla gara non possa essere giustificata con la necessità di tutelare i team dal carico di lavoro. “Se altre sei settimane sono state sufficienti per mettere fuori gioco i vostri team, non è un problema di resistenza, ma di capacità”, si legge nel post.
Ricordando che Publicis ha conquistato quest’anno gli incarichi di PepsiCo e Microsoft in modo diretto.
Il testo del post di Publicis Groupe su Instagram


