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Il sistema imprenditoriale, accademico e istituzionale milanese si mobilita a sostegno della candidatura della città a sede di una nuova struttura delle Nazioni Unite dedicata alla governance dell’intelligenza artificiale. Il 12 ottobre, al Teatro Dal Verme, durante l’Assemblea Generale di Assolombarda, American Chamber of Commerce in Italy (AmCham Italy), Assolombarda e Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza hanno firmato il Manifesto pubblico Milano capitale globale della governance dell’intelligenza artificiale.
A firmare sono stati Simone Crolla, Consigliere Delegato di AmCham Italy, Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda, e Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza. L’iniziativa, nata dal lavoro di AmCham Italy, punta ora a coinvolgere l’intero territorio attraverso un Comitato Promotore aperto a nuove adesioni. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 9 novembre, quando la candidatura sarà presentata ufficialmente alle istituzioni.
Che cosa prevede il progetto
Il ‘Progetto Radegonda’, propone una struttura internazionale che aiuti gli Stati a valutare in modo condiviso le capacità e i rischi dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati. L’idea è mettere a disposizione metodi di misurazione, strumenti di valutazione, competenze tecniche e informazioni utili alle decisioni pubbliche, senza sostituirsi ai governi o alle autorità già competenti. Il modello immaginato dai promotori non avrebbe poteri per introdurre norme, autorizzare sistemi o applicare sanzioni. Il suo compito sarebbe favorire il confronto internazionale, sviluppare criteri comuni e rafforzare la capacità degli Stati di comprendere le tecnologie che stanno adottando.
La proposta si inserisce nel percorso già avviato dalle Nazioni Unite sulla governance dell’AI. La risoluzione A/RES/79/325 dell’agosto 2025 ha istituito un Panel scientifico internazionale indipendente e il Global Dialogue on AI Governance, il cui primo appuntamento si è svolto a Ginevra il 6 e 7 luglio 2026. Secondo AmCham Italy, resta spazio per una struttura dedicata al coordinamento trasversale delle diverse dimensioni della governance dell’intelligenza artificiale.
La finestra internazionale e la competizione tra Paesi
Per i promotori, i prossimi mesi rappresentano un passaggio importante per portare la candidatura all’attenzione della comunità internazionale. Il mandato dell’attuale Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, termina il 31 dicembre 2026, mentre la seconda sessione del Global Dialogue on AI Governance è in programma a New York il 3 e 4 maggio 2027.
È in questo scenario che Milano punta a proporre il proprio modello, mentre altri Paesi lavorano per rafforzare la loro presenza nel campo della governance tecnologica. La Repubblica di Corea sta sviluppando un progetto per riunire in un unico campus le funzioni legate all’intelligenza artificiale di sei agenzie ONU. La Cina, invece, ha lanciato a Shanghai la World AI Cooperation Organization, un organismo intergovernativo esterno al sistema delle Nazioni Unite.
La candidatura milanese si distingue, nella visione dei promotori, per il coinvolgimento iniziale di imprese, università e società civile, prima ancora di una formalizzazione da parte del Governo italiano. L’obiettivo è costruire una proposta tecnica e istituzionale da sottoporre agli interlocutori nazionali e internazionali, in vista dei prossimi passaggi sulla governance globale dell’AI. L’impostazione dichiarata è quella di una cooperazione volontaria, rispettosa della sovranità nazionale e orientata alla valutazione indipendente dei sistemi più avanzati.
Il progetto viene ricondotto dai promotori ai Carolina Principles for Emerging Technologies, sui quali i ministri del G20 avrebbero raggiunto un consenso il 2 settembre 2026, e al White House Accord sottoscritto a fine settembre da aziende del settore dell’intelligenza artificiale. Si tratta di iniziative distinte, che condividono l’attenzione per strumenti di cooperazione e impegni volontari, senza per questo coincidere con il modello istituzionale proposto per Milano.
Perché Milano si candida
La candidatura fa leva sulla concentrazione di università, centri di ricerca, imprese e infrastrutture tecnologiche presenti nell’area milanese e in Lombardia. Il sistema accademico comprende realtà come Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Università di Milano-Bicocca, Università Bocconi e Human Technopole, accanto a un tessuto industriale che può offrire un contesto di sperimentazione per applicazioni avanzate.
Tra gli ambiti indicati nel Manifesto c’è la Physical AI, cioè l’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico attraverso robot, macchine e infrastrutture. Un campo in cui la collaborazione tra ricerca e industria può contribuire alla valutazione delle prestazioni, dei limiti e dei rischi dei sistemi.
A sostegno della candidatura, il documento cita anche il peso economico della Lombardia. Nel 2024 gli investimenti di private equity nelle imprese regionali si sarebbero avvicinati ai 9 miliardi di euro, pari a circa il 60% del totale nazionale. Nell’area milanese, inoltre, sette data center sono stati riconosciuti di interesse strategico nazionale. Il Comune di Milano ha già adottato un proprio Manifesto per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e, secondo i dati riportati dai promotori, ha 45 casi d’uso in produzione nell’amministrazione e nei servizi ai cittadini.
La combinazione tra ricerca scientifica, manifattura, servizi e infrastrutture digitali è dunque uno degli elementi su cui si fonda la proposta. La sfida sarà tradurre queste caratteristiche in un progetto istituzionale in grado di rispondere alle esigenze delle Nazioni Unite e di ottenere il sostegno necessario a livello internazionale.
Dodici funzioni per valutare capacità e rischi dell’AI
Il modello operativo è descritto nel secondo policy paper di AmCham Italy, ‘Milano e il futuro della governance globale dell’intelligenza artificiale – Le funzioni del nuovo pilastro ONU per la governance dell’AI’. Il documento individua dodici funzioni tecniche, che comprendono il monitoraggio delle capacità dei sistemi più avanzati, la valutazione d’impatto, la trasparenza e la responsabilità umana. Il perimetro si estende anche alle ricadute dell’intelligenza artificiale sul lavoro, sulla salute, sulla tutela dei minori, sull’ambiente e sulla sicurezza. Tra le attività previste figurano inoltre la formazione dei regolatori e l’attenzione al pluralismo linguistico. Il pilastro dovrebbe produrre metodologie, indicatori, segnalazioni e competenze, evitando sovrapposizioni con le agenzie ONU esistenti.
Il finanziamento ipotizzato si articolerebbe su tre livelli: contributi obbligatori degli Stati membri, contributi volontari degli operatori del settore e partnership con fondazioni e istituzioni finanziarie internazionali. Per i contributi privati, il documento richiama modelli già sperimentati in ambito sanitario da organizzazioni come GAVI e CEPI.
Gli impegni del Comitato Promotore
I firmatari si impegnano a sostenere pubblicamente la candidatura di Milano, sviluppata da AmCham Italy in due policy paper pubblicati a luglio e settembre 2026, e a costituire un Comitato Promotore stabile con sede operativa in città. Tra gli obiettivi anche mettere a disposizione del dossier tecnico ricerche, dati ed esperienze e avviare un confronto con la Presidenza del Consiglio, la Farnesina, il MIMIT, la Regione Lombardia e il Comune di Milano.
Il Comitato intende inoltre sollecitare il Governo e le forze politiche affinché la candidatura diventi una priorità della politica estera italiana, promuovendola presso il Segretariato Generale delle Nazioni Unite, la Rappresentanza permanente d’Italia a New York e gli Stati membri, in vista dell’appuntamento internazionale previsto per maggio 2027.
Il 9 novembre la presentazione alle istituzioni
Il prossimo passaggio è previsto per lunedì 9 novembre 2026, dalle 15 alle 17, quando il Comitato Promotore MilanoAI presenterà alle istituzioni la candidatura di Milano a sede del nuovo pilastro ONU. La sede dell’incontro sarà comunicata attraverso l’invito ufficiale. L’iniziativa punta a trasformare il consenso raccolto sul territorio in un percorso istituzionale, sollecitando il Governo e le forze politiche a sostenere la proposta nelle sedi internazionali. La candidatura dovrà confrontarsi con le priorità delle Nazioni Unite e con le posizioni degli Stati membri: la firma del Manifesto rappresenta quindi l’avvio di una fase di mobilitazione e costruzione del progetto, non l’assegnazione di una nuova sede all’ONU.
La posta in gioco, nella visione dei promotori, va oltre l’attrazione di un organismo internazionale. Riguarda il contributo che l’Italia e l’Europa potranno offrire alla definizione dei criteri con cui valutare l’intelligenza artificiale, affrontarne i rischi e accompagnarne lo sviluppo.
I firmatari
Hanno aderito al Manifesto a oggi Claudio Bassoli, President & CEO di HPE; Elena Beccalli, Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Francesco Billari, Rettore dell’Università Bocconi; Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano; Marina Brambilla, Rettrice dell’Università degli Studi di Milano; Vincenzo Di Nicola, Senior Partner del Fondo Artificial Intelligence di CDP Venture Capital, a titolo personale; Fiorenzo Marco Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci; Valentina Garavaglia, Rettrice dell’Università IULM; Teodoro Lio, CEO di Accenture Italia; Daniela Mainini, Presidente del Centro Studi Grande Milano; Emma Marcegaglia, Chair and Chief Executive Officer di Marcegaglia Holding; Giorgio Medda, CEO di Azimut; Letizia Moratti, imprenditrice e filantropa, già Sindaco di Milano; Mons. Vincenzo Paglia, Presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita; Antonio Palmieri, Presidente e fondatore della Fondazione Pensiero Solido; Mario Peserico, Presidente di Indicam; Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italy and Central Mediterranean; Silvio Savarese, Executive Vice President e Chief Scientist di Salesforce AI Research, Adjunct Professor of Computer Science alla Stanford University e membro dell’Independent International Scientific Panel on AI delle Nazioni Unite, a titolo personale; Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano; Marco Tronchetti Provera, Presidente Esecutivo del Gruppo Pirelli; Gianmario Verona, Presidente di Human Technopole; Giovanna Vitelli, Presidente della Fondazione Altagamma.