Il deposito consiste in una registrazione audio di circa quattro secondi, nella quale Meloni pronuncia due volte la frase ‘Io sono Giorgia Meloni’ e la domanda risulta attualmente in fase di esame.
La scelta arriva in un momento in cui gli strumenti di intelligenza artificiale rendono sempre più semplice replicare una voce e utilizzarla per creare contenuti nei quali una persona sembra pronunciare parole che in realtà non ha mai detto. Per una figura politica, il rischio riguarda anche la possibilità che un audio falso venga diffuso online e attribuito alla persona reale.
Che cosa significa registrare una voce
Quello depositato è un marchio sonoro, una tipologia prevista dal sistema europeo di proprietà intellettuale. L’EUIPO definisce infatti il marchio sonoro come un segno costituito esclusivamente da un suono o da una combinazione di suoni, che può essere depositato anche attraverso un file audio in formato MP3.
La registrazione non significa che la voce di Meloni diventi in senso generale di sua proprietà. La tutela riguarda il segno depositato e i prodotti e servizi indicati nella domanda. Nel caso specifico, il deposito è quindi uno strumento per rafforzare la possibilità di intervenire contro determinati utilizzi non autorizzati del timbro vocale. Una scelta che porta anche nel campo della comunicazione politica una questione che riguarda ormai brand, personaggi pubblici e creatori di contenuti