Mercato

Intelligenza artificiale e lavoro, il 56% dei leader teme la sostituzione entro 5 anni

Un'indagine globale fotografa l’ascesa delle organizzazioni agentiche: l’intelligenza artificiale diventa collega, manager e persino consumatore
Beatrice Agostinacchio
Beatrice Agostinacchio, Managing Director Hotwire Italia & Spagna

L’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento di supporto, ma una presenza sempre più integrata nei processi aziendali. E, in prospettiva, anche nei ruoli decisionali. È quanto emerge da una nuova ricerca globale firmata da Hotwire Global, ROI·DNA e House of Beautiful Business, che introduce il concetto di organizzazioni agentiche: aziende in cui gli agenti di AI diventano parte attiva della forza lavoro, operando sia all’interno sia all’esterno.

Lo studio, basato su un’indagine che ha coinvolto 900 business leader a livello globale, evidenzia un cambio di paradigma già in atto: l’AI sta trasformando flussi di lavoro, processi decisionali e comportamenti di consumo, fino ad arrivare a influenzare – e in alcuni casi completare – le transazioni per conto degli utenti.

Dall’assistente al collega (fino al manager)

I dati mostrano una crescente familiarità – e apertura – nei confronti dell’intelligenza artificiale. Il 69% degli intervistati afferma che l’AI li fa sentire più autonomi ed efficaci, ma allo stesso tempo il 56% ritiene che entro cinque anni potrebbe svolgere una parte significativa del proprio lavoro. Già oggi il 21% dichiara di interagire con l’AI come se fosse un collega, mentre il 62% accoglierebbe positivamente un ‘dipendente’ artificiale incaricato di gestire le attività quotidiane.

Ancora più significativo è il dato sulla leadership: il 43% si dice a proprio agio con l’idea di avere un’intelligenza artificiale come responsabile, anche per l’assegnazione dei compiti e la valutazione delle performance.

L’Intelligenza Artificiale come consumatore

Il cambiamento non riguarda solo il lavoro, ma anche il modo in cui si prendono decisioni di acquisto. L’82% degli intervistati utilizza strumenti di intelligenza artificiale per ricevere consigli, mentre il 32% sarebbe disposto a delegare a un assistente AI la possibilità di effettuare acquisti in autonomia. Uno scenario che ridefinisce il concetto stesso di target: accanto ai consumatori umani emergono infatti nuovi interlocutori ‘non umani’, capaci di orientare scelte e transazioni.

Marketing e comunicazione: un nuovo pubblico da intercettare

“L’intelligenza artificiale sta giocando un ruolo attivo nel modo in cui lavoro e vita quotidiana vengono portati avanti”, commenta in una nota Beatrice Agostinacchio, Managing Director di Hotwire Italia & Spagna.

Dai dati emerge però anche una dissonanza: da un lato l’AI aumenta la percezione di efficacia individuale, dall’altro rende evidente quanto rapidamente i ruoli possano evolvere. “Per i professionisti del Marketing e della Comunicazione il messaggio è chiaro: abbiamo un nuovo pubblico ‘non umano’ da coinvolgere, se non lo facciamo ora rischiamo di perdere questa opportunità”, continua Agostinacchio.

Il 60% delle aziende dichiara di monitorare come gli agenti di AI descrivono il proprio brand, ma il 22% non ritiene che queste sintesi riflettano in modo accurato l’identità del marchio. In un contesto in cui l’AI può rappresentare il primo punto di contatto con i clienti, limitarsi all’osservazione non è più sufficiente. Serve un approccio attivo, anche attraverso strumenti di Generative Engine Optimization (GEO), per aumentare visibilità e credibilità.

Verso organizzazioni ibride uomo-macchina

Alla base del report c’è una trasformazione più ampia: la nascita di un modello organizzativo fondato sulla collaborazione tra esseri umani e agenti autonomi. Per la prima volta, le aziende non sono più composte esclusivamente da persone. I sistemi di AI iniziano a pianificare, agire e prendere decisioni insieme agli individui, condividendo il carico di lavoro. Questo impone un nuovo ruolo ai leader, chiamati a orchestrare team ibridi, bilanciando creatività, etica e capacità di giudizio umana con velocità, scala e precisione delle macchine.