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Hiscox ribalta i codici della pubblicità con una campagna in cui tutto va deliberatamente storto

Dopo quasi dieci anni di assenza dalla televisione britannica, lo specialista assicurativo per le piccole imprese torna on air scegliendo di fare esattamente ciò che la pubblicità evita da sempre: mostrare cosa succede quando le cose vanno male

È con questo nuovo capitolo che prende forma ‘The Most Disastrous Campaign Ever’, piattaforma creativa sviluppata da Uncommon Creative Studio che trasforma errori, glitch e incidenti tecnici nel cuore stesso della comunicazione.

Gli spot televisivi sembrano letteralmente fallire in tempo reale. In una versione il video si blocca e ‘glitcha’ improvvisamente, in un’altra tutto appare capovolto, mentre in un’altra ancora il filmato sembra non essere stato consegnato affatto. Ci sono spot con audio nella lingua sbagliata, formati errati e interruzioni apparentemente accidentali. Ma ogni errore è progettato con precisione per rappresentare le piccole catastrofi quotidiane che possono colpire una PMI: se un piccolo problema può mandare in crisi uno spot televisivo, può fare lo stesso con un business.

Ribaltare il linguaggio della categoria

L’aspetto più interessante del progetto è il modo in cui rompe apertamente i codici della comunicazione assicurativa. Secondo Uncommon, gran parte del settore continua a costruire campagne fatte di promesse rassicuranti e immagini idealizzate, raccontando un mondo senza attriti.

Hiscox sceglie invece di partire dalla vulnerabilità operativa delle piccole imprese: ritardi, errori tecnici, problemi di consegna, dispute contrattuali, blackout di sistema. La campagna non vende quindi un’idea astratta di protezione, ma visualizza concretamente l’ansia quotidiana del fare impresa. Ed è proprio qui che la creatività diventa strategia di posizionamento.

Dall’OOH alla TV: un ecosistema creativo coerente

Il progetto rappresenta l’evoluzione televisiva di una piattaforma lanciata nel 2023 e già diventata riconoscibile per la sua capacità di sabotare deliberatamente i formati pubblicitari tradizionali. Negli ultimi anni The Most Disastrous Campaign Ever aveva già prodotto billboard pieni di refusi, maxi affissioni installate al contrario, schermi DOOH apparentemente distrutti e persino spoof di brand come Specsavers, Weetabix e Cillit Bang per raccontare il rischio legato alle violazioni di copyright. Con il passaggio alla TV, il concept si espande mantenendo coerenza: non è il messaggio a parlare degli errori, ma il media stesso a diventare errore.

Quando il fallimento diventa memorabilità

La campagna lavora anche su un principio sempre più centrale nella comunicazione contemporanea: la perfezione pubblicitaria tende a essere invisibile, mentre l’imperfezione cattura attenzione. Glitch, rotture e anomalie interrompono il flusso televisivo e generano immediatamente dissonanza cognitiva. Lo spettatore si ferma perché percepisce qualcosa che “non dovrebbe accadere”.

È una logica che prende in prestito dinamiche tipiche della cultura internet – bug, crash, contenuti corrotti, errori di upload – e le trasforma in linguaggio pubblicitario mainstream. Ma, a differenza di molte campagne che usano il caos come semplice effetto visivo estetico, qui ogni incidente è direttamente collegato al prodotto assicurativo e alla funzione del brand.

La strategia media

La distribuzione della campagna è stata costruita da Mediaplus UK attorno ai principali momenti di visione condivisa della televisione britannica, intercettando eventi e appuntamenti ad alta audience come le fasi finali della Premier League, il debutto di nuove serie drama su ITV e format popolari come Gogglebox.

L’operazione si espande poi fino ai grandi eventi sportivi internazionali, includendo la programmazione del Mondiale di calcio su ITV, con una reach complessiva stimata superiore ai 22 milioni di adulti.

La campagna TV è inoltre supportata da una presenza in streaming attraverso circuiti BVOD, SVOD e YouTube, rafforzando la copertura cross-platform e l’esposizione continuativa del messaggio.

La creatività come dimostrazione di empatia

Secondo i dati condivisi da Hiscox e Uncommon, la piattaforma avrebbe già contribuito a migliorare awareness, brand health e volumi di ricerca del marchio. Ma il risultato più interessante è probabilmente un altro: riuscire a rendere empatica e vicina alle persone una categoria tradizionalmente distante e burocratica come quella assicurativa.