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Creatività ed execution devono differenziare, altrimenti un brand vale l’altro

Dopo aver visto i due film Lenor usciti lo scorso 18 marzo era doveroso parlane con Enfant Terribles, l’agenzia che li firma. Perché rompono gli standard della categoria, sottolineando come il punto stia tutto lì. Questione di esperienza, competenza e idee coraggiose. E l'execution conta

Di certo non sono progetti che nascono dall’oggi al domani, ma da una relazione con il cliente che dura da diversi anni e dall’esperienza ENFANTS TERRIBLES, come ci raccontano Valerio Franco, Partner, Consigliere d’Amministrazione, Strategy Director, Mizio Ratti, Partner, Presidente del Consiglio d’Amministrazione, Direttore Creativo Esecutivo, e Riccardo Quartesan, Partner, Consigliere d’Amministrazione, Direttore Creativo.

Un brief sfidante, ma facile, per una nuova creatività

Entrambi i progetti, infatti, hanno al centro prodotti che innovano, quindi vincenti. P&G voleva una creatività che si distinguesse ed uscisse dall’uniformità che il mercato oggi presenta per questa categoria. L’agenzia ha attinto alla sua competenza ed esperienza poliedrica, uno dei due film, ad esempio, sembra quello per un profumo, ed è stato possibile grazie al lavoro svolto in passato per un brand come Missoni. La sfida futura della creatività è anche questa, in un momento, infatti, in cui i clienti vogliono pragmatismo e risultati certi è inevitabile vedere svanire l’originalità. Ma è questo l’obiettivo, altrimenti tutto è marmellata, omologazione.

Il valore dell’execution

Il crafting è fondamentale. La differenza la fa il particolare, che magari non ti accorgi che esiste, ma che ti fa dire ‘mi piace’.  In un mondo in cui chiunque crea contenuti, la pubblicità deve emergere tornando all’eccellenza anche della realizzazione, al bello. Che poi significa performare, perché altrimenti si sposta tutto nelle pianificazioni media, aumentando l’investimento, ma non ottenendo comunque l’efficacia della memorabilità.

E sono 29 anni

Di lavoro con brand di multinazionali, con brand a gestione familiare, con brand nazionali, con brand internazionali. Ed è questa poliedricità che garantisce la capacità di comprendere, grazie a una relazione forte con il cliente, i bisogni dei brand, sapendo perseverare anche con idee coraggiose, in una sorta di resilienza nello spingere le idee nuove, collaborando con il cliente per definirle e ridefinirle in fasi successive, aderendo ai suoi obiettivi.  Una capacità acuita con l’esperienza e grazie all’ascolto sempre attivo. “Il credo che ci ha da sempre accompagnato sta nell’evoluzione della specie, nel senso che non è il più grande o il più forte che sopravvive, ma chi sa adattarsi”. Il tutto senza mai dimenticare di divertirsi con il proprio lavoro.

Uno guardo al mercato

Siamo in un periodo di cambiamento, torneremo all’importanza dell’idea, anche perché lo standard, la noia, la standardizzazione, hanno fatto il loro tempo. Di conseguenza, torneremo anche ad agenzie meno grandi. Negli ultimi anni c’è stata una corsa all’ingigantimento delle strutture, tutti che pensano a crescere per vendere a un fondo, ma molti si ritroveranno a guardare i fondi del caffè. Fasi così sono già successe ed è provato che facciano scadere la qualità, nel senso che diventare troppo grandi significa ottimizzare, efficientare, licenziare. Enfants Terribles sta andando in tutt’altra direzione.