Mercato

DoorDash acquisisce Instacart per 17 miliardi di dollari: delivery, grocery e retail media si uniscono

L’operazione punta a integrare la rete di consegna di DoorDash con la tecnologia per il grocery e le relazioni con retailer e brand sviluppate da Instacart. Il closing è previsto tra la fine del 2027 e la prima metà del 2028, previa approvazione degli azionisti e delle autorità competenti

Doordash e Instacart

L’accordo, annunciato il 29 ottobre, segna un passaggio importante nel mercato statunitense del commercio alimentare online e apre nuove prospettive per il retail media. L’operazione combina infatti due asset complementari: da una parte la rete logistica e la piattaforma di DoorDash, dall’altra la tecnologia per la gestione degli ordini alimentari, i rapporti con retailer e brand e gli strumenti pubblicitari di Instacart.

In base ai termini dell’accordo, DoorDash riconoscerà 65 dollari per ogni azione Instacart, con un premio del 26% rispetto al prezzo di chiusura del 22 ottobre, ultimo giorno di contrattazione prima delle indiscrezioni sull’operazione. Il corrispettivo sarà composto per almeno il 75% da liquidità, con la possibilità per gli azionisti di Instacart di scegliere tra contanti, azioni DoorDash o una combinazione delle due modalità.

Una piattaforma per connettere negozi, consumatori e brand

La logica industriale dell’acquisizione è integrare competenze e infrastrutture che finora hanno operato in ambiti distinti. DoorDash metterà a disposizione la propria rete di consegna, mentre Instacart porterà in dote la tecnologia sviluppata per il grocery e il fulfillment, ovvero la gestione e l’evasione degli ordini. Le soluzioni potranno essere utilizzate sia attraverso le app delle due società sia sui siti proprietari dei retailer.

Il progetto riguarda anche la componente pubblicitaria. L’integrazione degli strumenti di advertising e AI sviluppati dalle due aziende punta a offrire a insegne e brand nuove possibilità per raggiungere i consumatori e valorizzare i dati generati dagli acquisti. In particolare, la tecnologia Instacart consente ai retailer di gestire i propri canali di vendita online e le relative reti di retail media, creando nuove opportunità di ricavo pubblicitario.

Il peso di questa attività è già rilevante per Instacart. Nel 2025 la società ha generato oltre un miliardo di dollari di ricavi da advertising e altre attività; nel terzo trimestre 2026 questa voce è cresciuta del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che aiuta a comprendere perché la componente pubblicitaria rappresenti un elemento strategico dell’operazione, oltre alla dimensione logistica e commerciale.

Più negozi e un’offerta integrata per i consumatori

Secondo quanto comunicato dalle società, i clienti Instacart potrebbero accedere a oltre 50.000 punti vendita aggiuntivi, rispetto ai quasi 100.000 già presenti sulla piattaforma. L’accordo prevede inoltre la possibilità per gli iscritti a DashPass e Instacart+ di utilizzare un’unica membership, con un risparmio complessivo stimato dalle aziende in circa 100 milioni di dollari l’anno sulle quote di abbonamento. Per i retailer, il vantaggio dichiarato è poter contare su una struttura tecnologica e logistica più ampia senza dover sviluppare autonomamente tutte le infrastrutture necessarie per competere con i grandi operatori dell’eCommerce.

DoorDash e Instacart hanno inoltre precisato che i negozi potranno continuare a collaborare con qualsiasi piattaforma di delivery, senza vincoli di esclusiva nel settore grocery. Dopo il completamento dell’operazione, DoorDash prevede di mantenere il marchio Instacart, la sua app e i prodotti tecnologici enterprise. Fino alla chiusura dell’accordo, le due società continueranno invece a operare in modo indipendente.

Il nodo della concorrenza e dei dati

L’operazione dovrà superare un percorso autorizzativo tutt’altro che scontato. Il closing è atteso tra la fine del 2027 e la prima metà del 2028, subordinato al voto degli azionisti Instacart e alle approvazioni regolatorie, comprese quelle negli Stati Uniti, in Canada e in Israele. Le dimensioni dell’accordo e la sovrapposizione delle attività nel mercato della consegna alimentare potrebbero attirare l’attenzione delle autorità antitrust.

Reuters ha già segnalato che l’esame potrebbe concentrarsi sugli effetti della concentrazione sulla concorrenza, sui prezzi e sull’accesso ai dati relativi alle abitudini di acquisto dei consumatori. Per DoorDash e Instacart, la combinazione delle rispettive piattaforme dovrebbe invece rafforzare la capacità dei negozi locali di competere con i grandi operatori digitali. Resta da capire come verranno integrate le tecnologie e quali saranno gli effetti concreti per retailer, brand e consumatori.

La strategia di espansione

L’acquisizione si inserisce in un percorso di espansione internazionale già avviato. Nell’ottobre 2025 DoorDash ha completato l’acquisizione di Deliveroo, rafforzando la propria presenza nel Regno Unito e in altri mercati europei, Italia compresa. Il gruppo controlla inoltre Wolt, piattaforma di delivery nata in Finlandia e attiva in diversi Paesi europei.