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La campagna, firmata da Publicis Conseil e on air in Francia dal 30 agosto, nasce in occasione dell’arrivo delle nuove versioni ibride di Sandero e Sandero Stepway, che portano all’elettrificazione l’intera gamma del brand.
Un viaggio molto più quotidiano
Il film, diretto da Philippe Tempelman e prodotto da Phantasm, gioca fin dall’inizio con le aspettative della pubblicità automobilistica. La storia si apre infatti in un mondo quasi surreale, tra paesaggi spettacolari nei quali compaiono una scuola, un panificio, un cinema e persino un supermercato. Poi la prospettiva cambia: gli stessi luoghi riappaiono nel cuore di una città reale, riportando lo spettatore alla propria quotidianità. L’idea creativa parte da una considerazione semplice: non percorriamo grandi distanze ogni giorno, ma guidiamo ogni giorno. Ed è proprio su questa dimensione concreta che Dacia costruisce il racconto della propria gamma ibrida.
La gamma si elettrifica
Il film presenta i sei modelli della gamma elettrificata Dacia: Duster, Bigster, Striker, Sandero, Sandero Stepway e Jogger. A seconda del modello, la tecnologia ibrida può offrire fino a 1.500 chilometri di autonomia, con la possibilità di arrivare fino a 40 giorni senza rifornimento. Un modo per presentare l’elettrificazione non come una tecnologia distante dalla vita quotidiana, ma come una soluzione pensata per esigenze concrete.
La campagna riprende così la piattaforma di comunicazione del brand, Cars for real life, for real people, portando sullo schermo un’idea di automobile coerente con il posizionamento Dacia: vetture robuste e accessibili, progettate per accompagnare le persone nella vita reale.
Anche la musica cambia registro
Anche la colonna sonora segue questa scelta. Il film utilizza una nuova versione indie-rock, con influenze britanniche, di On the Road Again di Willie Nelson, prodotta da Start-Rec e interpretata da Max Baby, artista della scena rock emergente parigina. Chitarre più crude, ritmo incalzante e arrangiamenti contemporanei reinterpretano il brano mantenendone il senso di libertà, ma con un’impronta coerente con il tono della campagna e con il linguaggio di Dacia.