Mercato

Lo stato dell’arte (?). Quando la conoscenza di soluzioni digitali viene scambiata per competenza

Ma dove abbiamo sbagliato? Spiace notare sempre più spesso che nella comunicazione di marketing la competenza è sostituita dalla conoscenza di soluzioni digitali. E la sapienza è sostituita dall'uso senza vergogna di parole e frasette in Inglese
Andrea Concato
Andrea Concato

Con un dubbio: chi le usa saprebbe fare una presentazione e dibattito in quella lingua?

Alla faccia della rivoluzione

Quella che è stata spacciata per rivoluzione non è altro che la sostituzione di termini. È tutta buccia. Sotto, niente patata. O meglio sempre la stessa. Si tratta sempre di rivelare, individuare, scoprire la ragione d’essere unica della marca, e di farla sapere agli interessati nel modo più coinvolgente e profondo di cui siamo capaci. Ovviamente approfittando delle sempre più chirurgiche e personali soluzioni digitali e dei supporti AI. E’ così! Non c’è altro di nuovo nel gioco. Il campo è quello, i giocatori gli stessi, la palla è la palla.

Imitare non è conoscere

Man mano che scompaiono talento e intelligenza, compaiono pappagalli che ripetono a macchinetta: Agentic AI, Generative Engine Optimization, Modelli linguistici verticali, web immersivo, AI Agents, social commerce, data driven marketing, chatbot, oppure location, reputation, experience, experiential event, immersive, exclusive. Non basta dire il nome! Il primo che conoscerà a fondo tutto questo e saprà dirlo con parole sue, anche in più versioni a seconda degli interlocutori, che userà intelligenze sorprendenti, idee fuori schema capaci di bucare il brusìo di fondo, allora lui, o lei, diventerà re, o regina.

Poche ma splendide le eccezioni

Perché al di là della buccia, dimostrerà senza trucchi di possedere conoscenza, competenza e talento. Ad oggi, stando a quello che si dice, si legge e si vede, non ce n’è traccia rilevante, a parte poche, splendide, meritevoli eccezioni.

di Andrea Concato, consulente d’impresa per la comunicazione.