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Aida Partners: per riassumere il 2018, una cena a 4 mani con Realacci e Sadler. Ossia, il potere del networking. E poi ci sono il marketing territoriale, la strategia di consulenza, i temi dell’economia civile e della sostenibilità

Intervista a Gianna Paciello, vice presidente AIDA PARTNERS.

 Il vostro 2018 sarà ricordato per…?
“Diversi i motivi che potrebbero rendere memorabili per noi di Aida Partners progetti, eventi e incontri del 2018.Dovendone scegliere uno, però, tra l’altro il più recente, la ‘cena a quattro mani tra Claudio Sadler ed Ermete Realacci’ ci rende felici e orgogliosi per la sua realizzazione.

Infatti, abbiamo pensato di invitare il più grande ambientalista italiano a cimentarsi ai fornelli con uno chef stellato, presso il suo ristorante di Milano. La cena ha visto seduti ai tavoli 40 ospiti e amici della ‘Fondazione Symbola per le qualità italiane’, di cui Realacci è presidente e fondatore.

Sponsor dell’evento è stato Giorgio Santambrogio, ceo di VéGé, catena retail tra le più importanti del nostro Paese.Vedere Ermete Realacci, opportunamente e appositamente vestito da chef, lavorare ai fornelli, supervisionato da Claudio Sadler, è stato interessante e divertente per tutti i convenuti. Gustarne le preparazioni è stata poi un’esperienza memorabile per tutti gli invitati, non poco sorpresi dalle realizzazioni culinarie della ‘strana coppia’.Ottima serata, quindi, di relazioni e Networking tra professionisti, manager e imprenditori, tutti molto felici dell’invito e grati per la serata”.

Quale o quali i lavori da segnalare perché significativi?
 “Ci è molto piaciuto lavorare per un progetto di ‘marketing territoriale’, vicino a Ivrea, che si chiama ‘Vistaterra’.Si tratta del recupero di un edificio storico del 1600 e del relativo borgo in esso contenuto. Il lavoro verte sul rilancio in termini economici e occupazionali di tutto il territorio circostante, attraverso il suo recupero residenziale. Ci ha appassionato molto, sia per la bellezza del posto che per le attività di comunicazione e stakeholder engagement che abbiamo portato avanti per un anno. E’ un progetto ampio e ambizioso che ci ha permesso di misurarci con attività di comunicazione molto diverse tra loro, che richiedono approcci e strategie profondamente differenti: basti pensare che abbiamo organizzato eventi per la stampa, incontri con stakeholder ma anche un evento per i wedding planner. In questo senso, la capacità consulenziale è quella di unire le tessere del puzzle, tenendo a mente l’obiettivo finale, ma senza sacrificare le specificità di ogni singola attività”.

 Cosa prevedi sarà l’elemento caratterizzante della comunicazione 2019 e come vi siete preparati a questo challenge?
“Riteniamo che il vero challenge del 2019 sarà il ritorno alla consulenza, quella vera, che permetta alle aziende, indipendentemente dallo strumento che sceglieranno di adottare, di sposare una strategia, un percorso che metta insieme innovazione ma anche attenzione al mondo in cui viviamo, al territorio, ai valori da trasmettere. Sicuramente, come Aida Partners, avremo un focus dedicato ancora una volta ai temi dell’economia civile e della sostenibilità, ormai imprescindibili e trasversali a qualunque settore merceologico, con l’utilizzo però di strumenti innovativi e digitali”.

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