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Accio, l’AI agentica di Alibaba, ridisegna le PMI italiane e il commercio B2B globale

L’AI agentica è il tuo nuovo team operativo. Dalle ricerche di mercato all’ottimizzazione dei prezzi, l’intelligenza artificiale autonoma permette alle PMI italiane di trasformare un’idea in business abbattendo i tempi burocratici

Patrick Sostmann, General Manager Europe, Alibaba.com
Patrick Sostmann, General Manager Europe, Alibaba.com

Guardando ai mercati internazionali, la novità non è più l’AI generativa, bensì la AI agentica. Si tratta di sistemi in grado di operare in autonomia, gestire flussi di lavoro complessi in più fasi e prendere decisioni operative al posto dell’utente. Questa rivoluzione tecnologica promette di abbattere le barriere del commercio internazionale, un tema particolarmente sentito in Europe, soprattutto in Italia, dove il tessuto economico è dominato da Piccole e Medie Imprese (PMI) che spesso lottano contro la burocrazia e la mancanza di risorse.

Per comprendere la portata di questo fenomeno, Alibaba.com ha condotto un’estesa indagine sul mercato italiano, svelando non solo il livello di preparazione delle nostre aziende, ma anche le loro reali necessità.

L’Italia è davvero pronta per l’era agentica?

Secondo una recente ricerca commissionata da Alibaba.com e condotta dall’istituto Censuswide, il panorama delle PMI italiane si mostra sorprendentemente reattivo di fronte alla nuova ondata tecnologica. I risultati delineano infatti un quadro di forte ottimismo: il 96% degli intervistati considera l’AI agentica un elemento importante per le opportunità future del proprio business nel 2026.

Patrick Sostmann, General Manager Europe di Alibaba.com, ha commentato durante un evento a Milano questi numeri evidenziando come ben il 94% degli intervistati si senta preparato per questa nuova era, di cui il 57% si dichiara pienamente e il 37% moderatamente preparato. Tuttavia, Sostmann ha sottolineato una spaccatura dimensionale all’interno del campione: se si isolano le microimprese (quelle con meno di 10 dipendenti), la percentuale di chi si sente ben preparato scende al 70%, mentre solo il 40% dichiara di avere una conoscenza elevata dell’AI.

Nonostante ciò, la propensione all’investimento è altissima a tutti i livelli: quasi tre quarti delle aziende (74%) ritiene probabile l’adozione di strumenti di AI agentica entro i prossimi 12 mesi, e ben l’87% dichiara di voler approfondire la propria conoscenza in merito alle potenziali applicazioni.

L’AI agentica risponde alla complessità

Ma in quali ambiti concreti le aziende italiane sperano di impiegare l’intelligenza artificiale? I dati dimostrano che le PMI cercano aiuto per quelle attività operative ad alto tasso di elaborazione di informazioni.

Le tre aree principali in cui gli intervistati si aspettano i maggiori benefici sono:

  • La gestione delle procedure doganali, delle normative sulle importazioni e della relativa documentazione (23%.
  • Il confronto attivo tra fornitori, prezzi e alternative di mercato (22%).
  • L’ottimizzazione dei complessi processi amministrativi e finanziari (21%).

Queste percentuali non sono casuali, ma si allineano perfettamente con le criticità storiche del commercio B2B. Sostmann ha fatto notare come, in una precedente indagine condotta da Alibaba.com nel 2024, le principali sfide per le PMI fossero proprio la ricerca di partner affidabili (21%), i problemi legati a logistica e supply chain (20%) e le barriere normative (20%).

“Per le PMI, la complessità è spesso una delle sfide più grandi del fare business, in particolare quando si tratta di approvvigionamento, valutazione dei fornitori e operare a livello internazionale”, ha dichiarato, ribadendo poi il concetto in modo ancora più pragmatico: fare business e commercio internazionale richiede moltissimo tempo e, di conseguenza, ciò che manca di più alle persone è la ‘larghezza di banda’, ovvero la capacità operativa. Soprattutto nelle aziende più piccole, gli imprenditori sono talmente sommersi dall’operatività quotidiana e dal confronto estenuante dei preventivi da perdere il focus sulla strategia.

A questo si aggiunge la frammentazione del mercato digitale: per chi vende su più canali, gestire i ‘listing’ (le schede prodotto) è un lavoro infinito: ogni piattaforma ha i propri requisiti tecnici e i propri criteri di valutazione, e un venditore multi-piattaforma europeo opera in media su ben tre o quattro piattaforme diverse.

La democratizzazione dell’Intelligenza Artificiale

Per risolvere questi colli di bottiglia, Alibaba.com ha presentato qualche mese fa Accio, la sua piattaforma di AI agentica per le imprese: un team di agenti AI preconfigurati in grado di supportare l’intero ciclo di vita aziendale, dalla ricerca di mercato fino alla gestione delle operazioni quotidiane.

“L’intero concetto di Accio è stato costruito sui 26 anni di esperienza accumulata da Alibaba”, ha spiegato Sostmann. “Grazie alla nostra esperienza nel sourcing e nel trading, sappiamo molto bene quali siano i punti critici che le persone devono affrontare quando fanno commercio internazionale”.

La filosofia alla base di questo strumento è chiara: “Non forniamo solo un’AI generica, ma una piattaforma in cui preconfiguriamo agenti che risolvono casi d’uso specifici. In pratica, si può semplicemente entrare, usare l’agente, e lui farà metà del lavoro”. Sostmann ha definito questo processo come una vera e propria “democratizzazione dell’AI”, volta a rendere il più semplice possibile l’uso di questi strumenti per tutti.
A differenza della normale intelligenza artificiale generativa che si limita a rispondere a singoli prompt, infatti, gli agenti di Accio compiono attività autonome e multi-fase, lasciano però all’utente la decisone finale

Le nuove regole per competere a livello globale

A chiusura del suo intervento, Patrick Sostmann ha delineato tre nuove ‘regole’ che le aziende devono metabolizzare per prosperare nell’attuale scenario:

  • Passare all’era agentica: Limitarsi a fare domande a un’AI per ottenere risposte scritte è solo un piccolo passo avanti rispetto a una tradizionale ricerca su Google: il vero salto di qualità avviene delegando l’esecuzione dell’intero compito agli agenti AI.
  • Sfruttare l’abbattimento delle barriere globali: L’AI agentica permette alle microimprese di competere molto più facilmente con le grandi aziende. Questo ha un impatto formidabile per l’Europa: sebbene i costi del lavoro europeo siano notoriamente elevati, i costi dei ‘token’ (la potenza computazionale dell’AI) sono uguali in tutto il mondo. Utilizzare l’AI per sostituire intere porzioni di lavoro operativo rende quindi i fornitori europei nettamente più competitivi nello scacchiere globale.
  • Procedere un passo alla volta: Non bisogna cercare di trasformare l’intera azienda in un giorno. Il consiglio di Sostmann (e quindi di Alibaba) è concentrarsi sulla padronanza di un singolo processo prima di passare a quello successivo, costruendo le proprie competenze in modo graduale grazie ai successi ottenuti.

di Massimo Bolchi