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Così il Presidente Upa, oggi a Milano nell’incontro stampa che ha preceduto il tradizionale appuntamento annuale che riunisce gli utenti pubblicitari.

Ricordando che, complici Europei e Olimpiadi, il 2015 si era attestato a +1,7% e il 2016 a +3,7%. Recuperando 1 miliardo dal 2009. Per quanto riguarda i settori, crescono Auto, Farmaceutici, Cura della persona, Viaggi e Turismo. Stabili gli Alimentari, mentre le Telco registrano un segno negativo nei primi 3 mesi dell’anno, puntando però a un recupero da settembre.

Aumenta comunque la fiducia, stando a quanto rilevato dai commenti degli associati. Con le Pmi intenzionate a incrementare gli investimenti in comunicazione del 5%, stabili le grandi imprese, punto di domanda invece su quelle di medie dimensioni. Le native digitali nel 2016 hanno investito nel nostro Paese 173 milioni, vale a dire +12% sul 2015 (78% in tv), e il 2017 si prevede ancora in crescita.

Sul fronte mezzi, infine, bene Internet (search + social) e Radio, Tv leggermente in crescita, Ooh da quantificare a consuntivo e Stampa in calo. Ma per quanto riguarda quest’ultima, la Tax Credit in Finanziaria in attesa di regolamentazione fa presagire un 2018 a segno +. “Se questa previsione troverà conferma, sarà svolta culturale, con la stampa che rientrerà di nuovo nell’agenda media degli investimenti”, aggiunge Sassoli.

E sul fronte del commercio elettronico, “il 10% delle nostre esportazioni sarà generato nei prossimi 5 anni dall’e-commerce che tuttavia sconta arretratezza tecnologica, piccole dimensioni e poco coraggio da parte degli investitori: i venture capitalist francesi hanno investito in tre mesi nel commercio elettronico quanto gli italiani in tre anni”, ha detto. Ricordando che la competizione non si gioca solo tra imprese ma soprattutto tra sistemi paese. “E’ quindi imperativo per l’Italia attrarre investimenti, trattenere talenti e aiutare le aziende che esportano con una flat tax”.

Durante il successo incontro con gli associati, Sassoli ha poi sottolineato la centralità della televisione e la conseguente importanza dei progetti in corso in Auditel: la realizzazione di un panel unico al mondo, di 16.100 famiglie, per rispondere alla frammentazione dell’offerta e della domanda di televisione, che costituirà anche la base per la prossima misurazione censuaria dei contenuti televisivi ovunque essi vengano fruiti da un consumatore intermediale (tv, smart-tv, pc, tablet e smartphone). Insistendo nella sua relazione sull’intermedialità: “il supremo gioco post-mediatico che consiste nell’attraversare i mezzi rimodulando il contenuto”, portando come esempio l’edicola di Fiorello, progetto innovativo che ha valorizzato tutti i mezzi di comunicazione, dalla stampa alla radio, dalla televisione a internet.

Sul tema dell’intermedialità, poi, ha redatto una sorta di geografia odierna del digitale in cui ciascun soggetto ha un ruolo ben definito: “a Google la mappatura delle ricerche; a Facebook la mappatura dei comportamenti; a Youtube e Instagram la mappatura dell’immaginario e del self brand; Twitter si apre alla pubblicità; a Snapchat la mappa dei millennials; ad Amazon la mappatura della nuova catena del valore; ad Apple la mappa della nomofobia”.

Annunciato anche un progetto Upa che riguarda i KPI (key performance indicator) della comunicazione, “la prossima frontiera al servizio dell’efficacia di tutto il sistema”, che consisterà in una mappatura universale di tutti gli indicatori di performance delle azioni di marketing e comunicazione consultabile a più livelli.










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