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Pino Rozzi, Presidente & Ceo, e Roberto Battaglia, Direttore Creativo Esecutivo, annunciano dunque tramite una nota la nuova struttura di vertice dell’agenzia con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento globale.

Marta Di Girolamo diventa Managing Director. Nel suo passato un’esperienza di 5 anni in DLV BBDO, il coordinamento dei team dedicati a BMW Italia e Coca-Cola Central Southern Europe in Bcube, e poi l’arrivo in GreyUnited 5 anni fa, inizialmente come Client Director su Sky e dal 2013 come Head of Account Department. In GreyUnited da 5 anni, prende ora il pieno incarico gestionale e di indirizzo delle energie dell’agenzia nel suo percorso di rinnovamento e crescita verso un approccio totalmente integrato alla comunicazione.

Gaetano De Marco (a sinistra nella foto) assume l’incarico di Chief Strategy Officer. Oltre alle esperienze in Lowe Pirella e Publicis, porta in dote anche la sua esperienza nel mercato della formazione con la sua start up Made in Digital. A lui, dopo 5 anni di GreyUnited, la responsabilità dell’output strategico dell’agenzia e della visione di business e di marketing oltre la guida del reparto planning.

Giuseppe Mayer (a destra nella foto) è Chief Innovation Officer. Mayer, autore del libro ‘Dallo Spot al Post, la pubblicità dopo i social media’, proviene da Ambito 5 e vanta un passato di General Manager in Isobar e di Managing Director Interactive in Saatchi & Saatchi.  Da pochi mesi in GreyUnited sarà responsabile della spinta verso l’integrazione delle discipline e di una creatività che vede nell’innovazione e nelle potenzialità dei new media una risposta alle reali esigenze delle marche.

Spiega Rozzi nella nota: “Ai tre nuovi dirigenti dell’agenzia il compito di ‘aprire’ il processo di generazione delle idee d’agenzia per renderle rilevanti e influenti nel contesto culturale italiano e determinanti nel business dei clienti dell’agenzia. Abbiamo abbandonato la tensione verso le ‘Big ideas’ per intraprendere un’altra strada che ci porta a generare ‘Long Ideas’: un pensiero strategico a lungo termine che vive attraverso diverse discipline della comunicazione, diversi media e attraverso piattaforme di posizionamento di ampio respiro».

Aggiunge Battaglia: “Il processo ideativo si è spostato dal pensiero individuale ed egocentrico a una produzione collettiva in cui il risultato è basato su strategie che riguardano idee che possano fare parte di una vera cultura popolare. Ecco perché non crediamo più nei ruoli gerarchici, ma in una cultura veramente aperta”.

 










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