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Dei bei lavori bisogna parlarne. Ci riferiamo alla comunicazione di Translated, con le campagne ‘Lara’ e ‘Human Touch’, by AUGE, con cdp Mercurio. Enfatizzando il valore di una squadra, che se vince, non si cambia. E forse, che vince perché capendosi non cambia, pretendendo reciprocamente sempre di più

Squadra che vince non si cambia. L’esordio in comunicazione di Translated era stato a fine dicembre 2020 con ‘Lara’, una campagna che da subito ha posizionato l’asticella della comunicazione di questo brand a un livello che non lascia dubbi sulla difficoltà di andare oltre, nel senso che un minimo di ansia da prestazione deve aver colto tutti. Translated, l’agenzia AUGE COMMUNICATION e la casa di produzione MERCURIO CINEMATOGRAFICA. E’ così?

Federica Ariagno, Ecd e Founder AUGE: “Abbiamo amato Lara con tutto il cuore. Ma i figli crescono e bisogna lasciarli andare. È vero, sapevamo di dover fare bene. Ma sapevamo anche che alla fine sarebbe andato tutto bene. Siamo ottimisti. Anche in questo tanto simili a Marco (Trombetti, Ceo e Co-founder Translated, ndr) e a Translated. La squadra è la stessa perché condividiamo ambizione e voglia di costruire insieme”.

Patrizia Boglione, Brand&Creative VP Translated: “Lara ha avuto grande successo. Più di 450 milioni di persone l’hanno vista in tutto il mondo. Era la prima volta che usavamo il linguaggio creativo per presentare il brand. Ma noi non ci accontentiamo mai. Noi abbiamo inventato la simbiosi fra Ai e traduttori, e da tanto lavoravamo sul concetto ‘We Believe In Humans’ che è il nostro claim. Poi quando il discorso sull’intelligenza artificiale e il rapporto con l’umanità è diventato un discorso per tutti, allora è arrivata l’idea.  Marco una volta al giorno mi chiedeva: …ma sarà meglio di ‘Lara’?”

Entriamo nel merito della nuova campagna ‘Human Touch’ che non ha tradito le aspettative, anzi. Anche perché la posta in gioco era alta, il brand è cresciuto molto e il progetto è internazionale. Come è nata l’idea e come avete lavorato al suo sviluppo?

Ariagno: “Con Translated abbiamo una modalità di confronto e dialogo continuo. Sapevamo che l’avvento delle A.I. ‘di massa’ era un argomento sul quale esprimersi. La reattività del team creativo è stata determinante e abbiamo colto la palla al balzo. L’insight è arrivato chiaro e lampante e a tutta la squadra è sembrato subito vincente. Il film poi si è scritto da solo, perché sono tutti momenti che ognuno di noi ha vissuto, è bastato solo raccontarli”.

Boglione: “I nostri progetti nascono internazionali per due motivi: siamo un brand che lavora principalmente con clienti della Bay Area di San Francisco, lavoriamo con 400.000 traduttori e traduciamo in 200 lingue. L’Italia non è il solo mercato per noi. Per questo è stato interessante sviluppare il progetto attraverso il confronto con 12 culture diverse ottenendo una validazione culturale dai traduttori e copywriter locali. È stato un percorso fertile e coinvolgente”.

Che valore ha la produzione nella riuscita di questo film e quali gli aspetti su cui vale la pena soffermarsi?

Luca Fanfani, Executive Producer Mercurio: “Lavorare con AUGE vuol dire lavorare con persone a dir poco esigenti. Ma anche con persone che amano tanto il loro lavoro. La scelta del regista è stata fondamentale, Martin Werner è un regista importante a livello internazionale, dotato della giusta sensibilità per portare in vita uno script come questo. Anche il lavoro del dop, Tommaso Terigi, è stato fondamentale, perché ha dato al film il look cinematografico che richiedeva questa campagna globale ”.

Translated è un brand in forte ascesa. Quali sono i vostri prossimi obiettivi e perché seppur basati sull’AI avete scelto di puntare sul valore e sulla unicità dell’umano per identificarvi?

Boglione: “Translated ha creato un nuovo modello in cui gli esseri umani e le macchine si potenziano a vicenda. Questa incredibile simbiosi unisce l’unicità degli esseri umani e la capacità e la velocità delle macchine, aiutando miliardi di persone più velocemente che mai. Per Translated il linguaggio è la cosa più umana che esista. Crediamo negli esseri umani e nella loro capacità di guidare il futuro della tecnologia”.

Una domanda sul potere della squadra. Quanto è importante collaborare ai fini della riuscita del progetto e dunque quanto conta anche ‘conoscersi’ quindi instaurare partnership che non siano mordi e fuggi?

Ariagno: “La forza della partnership fra Translated e AUGE sta proprio nelle persone e nella loro affinità. Patrizia viene dal mondo della comunicazione e dalla creatività. Marco, è un imprenditore innovatore, che conosce bene la forza delle idee, Isabelle Andrieu, Chairwoman e Co-founder ha una grande sensibilità e mette l’umanità dei suoi team al primo posto. E noi come AUGE siamo creativi e imprenditori, parliamo quindi la stessa lingua.”

Boglione: “Quando abbiamo iniziato a cercare un’agenzia, proprio perché sono stata tantissimi anni nel board ADCI e ADCE dove abbiamo cercato di regolamentare il tema delle gare, abbiamo deciso di non fare gara. Abbiamo cercato persone in sintonia con noi. ‘We Believe In Humans’ vuole dire proprio questo: fare team con persone con lo stesso coraggio e la stessa attitudine. Ci piace lavorare fuori dalla zona di comfort. Giorgio (Natale, Ecs e founder AUGE, ndr) e Federica sono due imprenditori come Marco e Isabelle, cercano come loro sempre l’eccellenza in ogni cosa che fanno, sono diretti, strategici e visionari come noi. Nessuno di noi fa grandi giri di parole. L’idea che ci hanno presentato entrambe le volte era eccellente. Punto. Poi noi siamo velocissimi, se pensiamo che stiamo facendo la cosa giusta non ci ferma nessuno. Sia noi che Auge diciamo le cose come stanno, e siamo anche sempre aperti all’ascolto, a cambiare velocemente strada se intuiamo che questo ci porta maggior valore”.

Fanfani: “Lavorare con persone che si conoscono ci permette di instaurare un rapporto sincero e proficuo. Anche discutere magari, ma solo per ottenere un risultato migliore”.

Spontaneo concludere chiedendo, avete già in progetto un proseguo?

Ariagno: “Vogliamo lasciare che questo progetto prenda la giusta corrente. Uscirà in molti paesi, in culture così differenti. Per adesso lasciamo che cresca e si muova nel mondo.  Ci sarà tempo per fare, adesso è tempo per godersi la bellezza di un lavoro fatto bene. Fino a quando Patrizia ci chiamerà e ci racconterà le nuove ambizioni di Marco (Trombetti, ndr).  E li ci sarà da divertirsi. Di nuovo”

Boglione: “Ora distribuiamo questo. Per ora abbiamo ottimi feedback nella comunità mondiale degli innovatori, delle startup, fra i nostri clienti, la comunità creativa. Vediamo come risponderanno le diverse culture. L’anno prossimo? Toccherà fare meglio di ‘Human Touch’”.

Fanfani: “Vorrei dire solo una cosa: Io sono pronto”.