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Call My Agent Italia 2: Format francese, classe italiana, Sky con la nuova serie fa ancora centro. Al via dal 22 marzo. Nils Hartmann: ci sarà la terza stagione. “Non bisogna prendersi troppo sul serio, un film può andare bene o male, ma non si rischia la vita”

di Maurizio Ermisino

Quanto ci piacciono queste parole della sceneggiatrice Lisa Nur Sultan, perché in effetti, bisogna sempre ricordarlo, siamo nel mondo dell’entertainment. Anche il nostro della comunicazione. Quindi, massima professionalità, ma largo alla creatività e alla capacità di osare, perché in gioco non ci sono delle vite e perchè esserne consapevoli libera il pensiero e le idee migliori arrivano. Ma torniamo alla serie.

Che cos’è un Bastianazzo? Alla CMA, la fantomatica agenzia di promozione delle star del cinema al centro di Call My Agent Italia, la serie Sky Original che arriva con la seconda stagione dal 22 marzo su Sky e Now, tutti sono in fermento per lanciare questo nuovo film. Nei primi due episodi della nuova stagione, che abbiamo visto in anteprima oggi a Roma, in occasione del lancio, gli agenti più frenetici e stressati dello show business stanno lavorando su Bastianazzo, il nuovo film dei “Cugini Pigna”, astri nascenti del cinema italiano già definiti da tutti i nuovi “Fratelli D’Innocenzo”, o, perché no, i “nuovi Fratelli Coen”. Immediatamente dopo la prima, però, è evidente che, a livello di critica, Bastianazzo è un flop, e allora quel nome diventa sinonimo di fiasco. E così diventa a rischio anche il sequel del film, Padron ‘Ntoni, con protagonista un Gianmarco Tognazzi ingrassato fino a 145 chili per entrare nel ruolo. E non si farà neanche la trilogia “The Bad Wish” (non ci siamo arrivati subito, ma è il nome Malavoglia in inglese…). O forse sì…

Vi abbiamo raccontato un po’ di Call My Agent Italia 2 per farvi capire come sia tutto finto, tutto immaginario, tutto divertito e divertente. Estremamente divertente. Call My Agent è il remake italiano della serie francese Dix Pour Cent. E la versione italiana è perfetta: il tocco francese si sente – in quella frenesia e allo stesso tempo leggerezza di una certa commedia d’oltralpe – ma tutto è calato nella nostra cultura e nel nostro mondo. E’ una serie dove i protagonisti sono attori ancora poco conosciuti ma bravissimi, tutti in parte, credibili. E sopra le righe solo quel poco che serve a far risaltare il paradosso di certe situazioni, ma non troppo da rendere tutto vicino a ciò che accade davvero. Gli attori più famosi, invece, sono qui come guest star, nei panni di se stessi: Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Gabriele Muccino, Gianmarco Tognazzi, Corrado Guzzanti, stanno al gioco, esagerando i loro caratteri. E arriveranno Claudio Santamaria, Sabrina Impacciatore, Elodie e molti altri. Il risultato è spassoso. E Sky fa ancora centro, scegliendo il format giusto e adattandolo nel miglior modo possibile. Il primo episodio della serie è dedicato a Marzia Ubaldi, una delle attrici del cast venuta a mancare pochi giorni dopo la fine delle riprese.

“È stata una sfida” spiega Nils Hartmann, Executive Vice President Sky Studios per l’Italia. “Vista la grande qualità del format francese, ci siamo resi conto che si poteva sbagliare. Grazie a Palomar, alla sceneggiatrice Lisa Nur Sultan, al regista Luca Ribuoli abbiamo portato a casa un successo, che è un grande omaggio al cinema. La sfida è stata reggere il successo della prima stagione. Nella seconda stagione ti affezioni ancora di più a questa famiglia di pazzi squinternati che amano il loro lavoro e il cinema. Se Carlo Degli Esposti ne ha voglia faremo la terza stagione”.

Carlo Degli Esposti, fondatore di Palomar, è ovviamente d’accordo. “Siamo riuscirti, per scrittura e interpretazione, a creare un mondo italiano che fa dimenticare il format francese, che è una delle più grandi idee della tv dopo show come il Grande Fratello” dichiara il produttore. “Ci divertiamo tutti moltissimo a farla. E il racconto dà al mondo del cinema e dello spettacolo un equilibrio che nella realtà non è così ben costruito. È un insegnamento al settore su come si dovrebbe evolvere nel futuro. È a tutti gli effetti un titolo divertente e terapeutico”.

“La sfida produttiva è stata gigante” concorda Luca Ribuoli, il regista. “È stato un impegno complesso: è stata ambiziosa a livello di scrittura e girarla è stato impegnativo, più che nella prima stagione. A livello di scrittura abbiamo cercato di non fermarci al sapore che abbiamo dato alla prima stagione e di trovare un’indipendenza maggiore dalla serie originale, anche perché gli anni passano e certe cose rischiano di essere superate. La fascinazione è stata Venezia: non avrei mai immaginato nella mia vita di girare a Venezia, durante il Festival, invece è avvenuto”.

“Dopo aver scritto una puntata su tutte le fregnacce che si dicono nelle conferenze stampa, ora mi sembra strano parlare qui” scherza la sceneggiatrice Lisa Nur Sultan. “Avevamo un gruppo che poteva far ridere molto: la sfida era portare qualcosa di adulto in quello che è un fumettone. Abbiamo portato sfumature diverse del dietro le quinte, perché ci sono. Volevamo che ci fossero anche relazioni tra i protagonisti per cui potessimo affezionarci a loro. Io non vedo neanche più neanche i personaggi originali francesi dietro di loro”. “Quello che ha detto Lisa ci sta addosso a pennello” concorda Michele Di Mauro. “Il mio Baronciani ha un rapporto con la famiglia che sta andando verso la distruzione, quello con l’altra figlia che si sta consolidando. Non c’è solo divertimento: ogni tanto c’è profondità, serietà”.

La scrittura quest’anno va verso una dimensione di scoperta dei personaggi, lasciando trasparire la loro umanità” racconta Sara Drago, che nella serie è l’energica agente Lea. “Il pubblico sviluppa un’affezione verso la CMA, che è come una famiglia disfunzionale. Da attrice mi piace alzare l’asticella. La mia Lea si chiede per la prima volta quanto spazio dedica all’amore e quanto al lavoro, e viene sopraffatta da questa domanda. È stato bello trovare una morbidezza in un personaggio che è così forte, che è come una prua di una nave che deve rompere il ghiaccio”. “Alla fine della prima stagione c’era la sorpresa per come era stata accolta e la responsabilità per la seconda” aggiunge Maurizio Lastrico, che è uno degli agenti, Gabriele. “Non dovevamo crogiolarci sugli allori della prima stagione, ma andare ancora più in profondità. Le guest star che sono arrivate, Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi, e Gabriele Muccino, hanno dato subito una sterzata”.

Se tutte le serie metatelevisive gridano che il Re è nudo, come Boris, cosa vuole svelare questa seconda stagione? “Non penso si possa trovare un messaggio dietro una serie corale che parli di un’industria” risponde Lisa Nur Sultan. “In questa stagione cerchiamo di raccontare anche il nero dietro le quinte. Nelle prime puntate non c’è, ma andando avanti sì. Non volevamo raccontare solo i frizzi e i lazzi. Ma, in questo mondo, come non bisogna farsi scappare i capolavori, non bisogna cadere nelle trappole. Non bisogna prendersi troppo sul serio, non ci sono tragedie. Le tragedie sono altre: un film può andare bene o male, ma non rischiamo la vita”.

La verità sul cinema è che nessuno ci ha capito un c…” è la frase catartica che, alla fine del secondo episodio, fa esplodere uno spassoso Gabriele Muccino. “È stato bello metterci dentro un po’ di critica” commenta Maurizio Lastrico. “Ed è bello che Gabriele Muccino ci abbia portato questo”. “In questi mesi abbiamo visto una produzione cinematografica straordinaria, sia dall’estero che dall’Italia” aggiunge Sara Drago. “Se c’è crisi, questa è un gran motore creativo”.

Lisa Nur Sultan non scriverà la terza stagione (“È un processo di scrittura complesso, e la vedrò sul divano” spiega) ma ha amato tantissimo Call My Agent Italia e prova a farci entrare nel processo di scrittura.  “Tutto parte dall’essere un po’ stupidi” ci spiega. “Nell’episodio 3 si parla di un romanzo scritto da Alex Barber su Giordano Bruno. È un autore texano famoso che riscrive Bruno alla Dan Brown. Alla fine doveva esserci Alessandro Barbero mascherato da Alex Barber, ma, come tante cose, non è andata in porto”. Non ha detto di sì neanche Fiorello, che è stato corteggiato a lungo, ma non è detto che non possa far parte della serie in futuro. “Credo che non abbia detto di no nessuno tra le guest star” interviene Carlo Degli Esposti. “Ci siamo divertiti con Muccino e la traduzione di quello che dice. Ci siamo divertiti con le due Valerie, che non si capisce se siano amiche o nemiche. Elodie è stata fantastica. Tutti sono stati fantastici”.

L’abbinamento la narrazione e le guest star “è un percorso molto complesso”, come spiega Lisa Nur Sultan. “Capire le idee che vengono in scrittura, capire le guest star che sono disponibili quando si gira. Trovare le idee che piacciono a noi e che si incastrino con l’orizzontale dei nostri personaggi. La chiave è far sì che il caso verticale riverberi sui nostri personaggi”. “La sensazione è comporre un puzzle a partire dal primo tassello che si mette” aggiunge Sara Drago. E poi succedono dei fuori programma, come svela Maurizio Lastrico. “Valeria Bruni Tedeschi, in scena, in un momento di collera del personaggio, comincia a chiamare sua madre al telefono” rivela. “E quello non è scritto nel copione. È una follia, ma per noi è benedetta. Elodie fa una scena all’ospedale che ferma l’aria. Nella serie c’è rigore ma grande accoglienza alle energie che vengono da fuori”.