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Andolfato/ Quiqueg: creatività fa rima con Motrone. Quando fai il volontario in una fattoria biologica tutto è speciale, anche rendere arabile un campo pieno di rocce

Marco Andolfato, Founder QUIQUEG

Qual è il luogo che più ti rappresenta tra quelli dove hai trascorso queste vacanze estive?

“Motrone, una frazione di Borgo a Mozzano (LU)”.

Perché. Cos’ha di speciale per te? 

“Ci sono stato a fare ‘il WWOOFer‘, cioè il volontario in una fattoria biologica: lavoro manuale in cambio di vitto e alloggio. Tutto era speciale: il silenzio, i rumori, la terra, il cielo. Ero ospite di una coppia di neozelandesi, molto speciali anche loro”.

Come consigli di viverlo a chi intende respirarlo nella sua dimensione più inedita e creativa? Ci dici in pillole i must have – be? 

“Credo che la creatività sia la capacità di risolvere problemi che non hai affrontato prima. Ho dovuto disboscare un bosco di rovi, rendere arabile un campo pieno di rocce, disinfestare le galline dagli acari: problemi nuovi per me (anche se vecchi per il mondo) che mi hanno stimolato (e positivamente affaticato)”.

Quanto ha pesato nel ‘sentire’ questo luogo la coronavirus era?

“La pandemia ci sta mettendo di fronte a problemi interamente nuovi. Nei prossimi mesi non penso che mi capiterà nuovamente di disinfestare galline, ma sono convinto che dovrò (dovremo) affrontare situazioni inedite e penso che quello del WWOOFer sia stato un buon allenamento. Inoltre, dopo i mesi del lockdown, sentivo il bisogno di risintonizzarmi con il mondo, di muovermi a un ritmo leggero”.

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