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Studio IBM, con la maggiore pervasività della tecnologia la figura del CIO è sempre più rilevante

Kathryn Guarini, Chief Information Officer IBM

Un nuovo studio IBM Institute for Business Value (IBV) ha rivelato che il ruolo del CIO è sempre più determinante per lo sviluppo strategico e organizzativo nelle realtà che puntano maggiormente sulla tecnologia. Inoltre, i CEO intervistati ritengono che i prossimi anni possano essere sfidanti per altre funzioni della C-Suite, in particolare i ruoli tecnici, come CIO e CTO, lo saranno a un tasso più del doppio rispetto a CMO, CHRO o qualsiasi altra posizione, esclusi CFO e COO.

Lo studio globale annuale ha anche rivelato le sfide critiche che i CIO stanno affrontando e fornito raccomandazioni per aiutare a superare tali sfide facendo leva su agilità, innovazione e crescita per le proprie organizzazioni.

“La pandemia ha accelerato la necessità di disporre di applicazioni di intelligenza artificiale e cloud ibrido per gestire i processi di business più critici”, ha dichiarato in una nota Kathryn Guarini, Chief Information Officer di IBM. “Nell’era post-pandemica, il ruolo della tecnologia non è mai stato così critico e spetta ai CIO determinare la strategia, abbattere i silos interni e guidare l’agilità e l’innovazione in ogni segmento di business”.

I CIO intervistati guidano la trasformazione digitale con particolare attenzione a leve quali intelligenza artificiale, cloud ibrido e sostenibilità

I CIO garantiscono continuità nell’offrire i servizi IT indispensabili per la gestione delle attività quotidiane, ma spesso ci si aspetta che possano contribuire anche a guidare l’innovazione e la crescita del business.

Molti CIO intervistati hanno sottolineato l’importanza dei dati e dell’automazione per abbattere i silos e creare nuovi flussi di valore. È cresciuto del 560%, rispetto a due anni fa, il numero dei CIO intervistati che segnalano un’elevata maturità nei flussi di lavoro abilitati all’AI. Inoltre, il 37% dei CIO intervistati cita l’automazione dei processi quale leva in grado di influire positivamente nelle organizzazioni. Secondo lo studio, le aree in cui vi è una maggiore automazione sono quelle dell’IT (40%), della finanza (35%) e della produzione (35%).

Il cloud ibrido è un presupposto indispensabile per i progetti basati sull’intelligenza artificiale. I CIO hanno dichiarato un’elevata introduzione del cloud nei propri progetti, con un aumento del 700% rispetto al 2019. Il recente studio dell’IBV sulla trasformazione del cloud fornisce ulteriori informazioni su come il cloud ibrido stia diventando l’architettura IT dominante.

Molti CIO fanno ricorso alla tecnologia anche per indirizzare gli obiettivi aziendali nell’area della sostenibilità.  Il 42% dei CIO intervistati si aspetta che la tecnologia abbia un impatto significativo sulla sostenibilità nei prossimi tre anni.

CIO e CTO potrebbero lavorare in sinergia per dare impulso al business

Il CIO sempre più spesso funge ‘da ponte’ con le altre funzioni aziendali, per la capacità di creare connessioni in grado di soddisfare le necessità tecnologiche e di riorganizzare le risorse, per promuovere agilità ed efficienza. Tuttavia, se si considera il ristretto ambito IT, solo 4 CIO su 10 intervistati riferiscono di interagire frequentemente con i CTO, nonostante una collaborazione efficace possa portare benefici anche al business.

Questa mancanza di connessione può impattare in modo significativo: se CIO e CTO utilizzano dati e intelligenza artificiale per diversi casi d’uso senza che vi sia un coordinamento tra cultura, processi e strumenti, l’organizzazione potrebbe non avere la visione inter-aziendale e la capacità necessaria per gestire opportunamente i dati critici.

I CIO intervistati potrebbero sottovalutare l’importanza di considerare un ambiente di lavoro ibrido

L’83% dei CIO intervistati afferma di aver implementato strategie di lavoro remoto, ma solo il 23% si aspetta che i cambiamenti generati dalla pandemia in questo ambito possano affermarsi nel tempo. Al contrario, quasi due dipendenti su tre (65%) riferiscono che preferirebbero lavorare esclusivamente da remoto o adottare un modello ibrido, se avessero la possibilità di scegliere.

Tali evidenze potrebbero rappresentare una potenziale complessità per i CIO, se i dipendenti continuassero ad avere preferenze per gli orari flessibili e le sedi di lavoro. In questo periodo di ‘The Great Resignation’, la capacità del CIO di adottare soluzioni tecnologiche efficaci e strategie di collaborazione potrebbe fare la differenza anche nella gestione dei talenti.

Lo studio IBM include anche alcune raccomandazioni, tra cui:

  • Adottare un approccio cloud ibrido aperto e tecnologie AI per favorire agilità, innovazione e crescita.
  • Colmare il divario tra CIO e CTO per ampliare l’impatto positivo della tecnologia.
  • Cogliere le opportunità derivanti da strategie organizzative che prevedano anche un lavoro ibrido.