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Simone Rinzivillo (Archetipo): “Determinare qual è l’audience di riferimento e il modo in cui interagisce con i canali è essenziale per definire in che direzione dirottare i budget

ARCHETIPO nasce in un momento storico molto particolare, scandito da un’accelerazione nel settore digital senza precedenti, e prende le mosse da una solida conoscenza dei canali digitali e delle tecniche di marketing online”, premette Simore Rinzivillo, Founder e CEO dell’agenzia. “A contraddistinguerci è l’approccio analitico alla base delle strategie di Data Intelligence, Search Experience Optimization e Digital Advertising, messe in campo da un Team di professionisti con esperienza pluriennale, coesi verso una mission condivisa: affiancare le aziende nella crescita, aiutandole a sfruttare al meglio il cambiamento”.

Dalla vostra proposition si evince un forte approccio Data Driven. In che modo l’analisi del comportamento utente nei vari touch point digitali può indirizzare le strategie di marketing e comunicazione digitale? 

“Siamo convinti che per tracciare un nuovo percorso sia necessario tenere bene a mente quello svolto in precedenza. Individuare con occhio critico tutte le potenzialità espresse e inespresse, comprendere successi e insuccessi, fare il punto sugli obiettivi raggiunti e sulle modalità con cui i risultati sono stati ottenuti, ma anche determinare qual è l’audience di riferimento e il modo in cui interagisce con i nostri canali, sono azioni assolutamente necessarie per modulare nuove strategie di acquisizione e per determinare dove dirottare sforzi e budget. Mi riferisco ad esempio a tutte quelle azioni che implementiamo nel tempo per migliorare le performance di caricamento di un sito web – importante fattore di ranking su Google e di usabilità – o per aumentare la capacità di conversione di una landing page. Azioni sempre guidate da un’analisi preliminare di KPI ben precisi, raccolti attraverso strumenti diversi ma complementari. Le persone del team di Archetipo operano nel settore da molti anni – in alcuni casi si tratta di professionisti con cui c’è stato già modo di collaborare in passato – e oltre a padroneggiare canali e tecniche di pianificazione e comunicazione, ne hanno capitalizzato i risultati nel corso dei tanti progetti seguiti, consolidando un’esperienza significativa”.

L’eCommerce ha visto una crescita esponenziale in correlazione alla pandemia, portando in pochi mesi a un’evoluzione che in condizioni normali avrebbe richiesto anni. Come si è evoluta la domanda di adeguamento alla nuova realtà da parte dei player – grandi e piccoli – del mercato?

“La crescita è stata evidentemente spinta da circostanze straordinarie, che hanno agevolato anche chi, fino allo scorso marzo, sull’ecommerce non aveva mai puntato o investito, continuando a privilegiare il punto vendita fisico, tradizionale. La pandemia però ha rimesso tutto in discussione, a partire dalle nostre abitudini d’acquisto: anche i più scettici si sono visti costretti a comprare online e tutti ci siamo trovati nella condizione di dover letteralmente scovare i pochi ecommerce in grado di garantire la consegna – spesso portali sconosciuti e molto poco fruibili – o addirittura di dover fare la fila online pur di riuscire finalizzare i nostri acquisti.
Se dopo la fine del primo lockdown una parte del mercato ha visto i fatturati ecommerce mantenere un andamento soddisfacente, l’altra parte – quella costituita proprio da quei pochi portali che pur essendo obsoleti e poco performanti sono stati in grado di garantire la vendita – è tornata a essere nuovamente inadeguata, non riuscendo a intercettare la domanda nei canali di acquisizione (Search e social) o non essendo in grado di garantire un’esperienza di acquisto appagante.
Fortunatamente, sono diverse le realtà che hanno compreso le potenzialità legate ai canali di vendita online e che stanno investendo in tal senso, non solo in termini di acquisizione ma anche di riorganizzazione delle piattaforme. Alcune di esse ci vedono coinvolti in prima persona per la definizione delle strategie di acquisizione su Google e Social Media, l’ottimizzazione SEO delle nuove piattaforme già in fase di sviluppo e nell’implementazione e le attività Conversion Rate Optimization”.

Archetipo si inserisce nell’ecosistema delle digital agency indipendenti. Alla luce di questi primi mesi di attività, quali sono le prospettive presenti e future dell’agenzia?

“Il percorso iniziato insieme al mio socio Claudio Fiorentino sta confermando le scelte fatte e le motivazioni che supportano il progetto Archetipo.
Nonostante il contesto particolare che sta caratterizzando tutto il 2020, ad ottobre l’agenzia aveva già raggiunto gli obiettivi di business e confermato il piano di inserimenti previsto che per l’anno non è ancora concluso. Entro dicembre infatti si aggiungerà al team almeno un’altra persona.
Oggi stiamo seguendo le strategie di digital marketing di importanti Brand che operano in settori competitivi tra cui GDO, Pharma, Healthcare, Finance e Travel. Si tratta di un inizio indubbiamente promettente, è quello che volevamo per impostare le condizioni di consolidamento nel prossimo anno”.

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