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La serie coreana ‘Squid Game’ ha invaso tutto il mondo. E i brand sono accorsi a sfruttare la sua fama, e a sviluppare attività di Real Time Marketing. Finché dura

Prendiamo l’ultimo caso di una serie divenuto un fenomeno mondiale: Squid Game. La serie coreana presente nel catalogo Netflix è riuscita, in meno di un mese, a diventare un vero e proprio cult, con suoi giochi da bambini dove il solo modo di uscire è morire.

Ma non ci soffermeremo qui in analisi sociologiche sul valore della denuncia sociale di una spietata società distopica, o – viceversa – sulla rapidità dell’adozione del ‘Gioco del calamaro’ da parte di un paese, l’Italia, che non ha mai mostrato preferenza per serie non doppiate e sottotitolate. O anche sulla sua diffusione quasi instatanea proprio là dove questa serie non dovrebbe neppure essere vista, essendo vietata ai minori di 14 anni: la scuola media.

Ci concentreremo invece su un by-product della serie, quello del Real Time Marketing che un numero crescente di brand sta cercando di cavalcare con successo, quasi un caso del vecchio piggy back marketing che qui assume valori globali, anche se i brand possono essere strettamente locali. Un esempio classico del ‘glocalism’, se ve ne fosse ancora bisogno. Ecco allora che la vendite delle calzature Vans slip-on bianche, quelle indossate dai giocatori, sono aumentate del 7.800% da quando questa serie è iniziata. Inoltre, secondo un rapporto di Lyst, le ricerche di tute rosse (e verdi) traslucide sono aumentate del 62% nello stesso periodo.

In Italia non sono mancati gli esempi di questo genere. Come quello di Domino’s Pizza, che adatta uno dei simboli della serie al proprio mondo:

o quello di Burger King Italia che si è fatto forte della onion ring che il suo principale competitor, McDonalds, non ha per entrare comunque nella serie orientale.

Ma l’enorme riscontro mediatico dei suoi attori ha, inevitabilmente, fatto gola ai grandi brand dell’haute couture. È il caso ad esempio di Louis Vuitton che ha puntato gli occhi sulla 27enne Ho Yeon Jung, la disertrice nordcoreana Kang Sae-byeok. Dopo aver visto i suoi follower balzare da 400mila a 18 milioni in pochi giorni, la maison ha deciso di ingaggiarla come global ambassador, complice il suo passato da indossatrice.

Ma il ‘gioco’ non si conclude dopo questi pochi esempi: tutto il mondo, per lo meno quello sviluppato, è ossessionato da Squid Games. E i casi di studio si moltiplicano…