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Iliad e Vodafone aprono i colloqui per un possibile futuro ‘merging’ delle rispettive attività mobili in Italia

Iliad Group e Vodafone Group stanno avviando discussioni su una fusione delle loro attività in Italia, cercando modi efficaci per porre fine alla concorrenza spietata che sta ‘inquinando’ il mercato, secondo informazioni, non confermate ufficialmente, di Reuters.

L’agenzia di stampa ha riferito che questo discussioni – potremmo chiamarle trattative – sono attualmente in corso, proprio mentre Iliad Italia introdurrà nel Paese anche i servizi di telefonia fissa: la conferenza stampa di lancio è stata fissata per il 25 gennaio. Secondo fonti non identificate ufficialmente, l’operatore con sede in Francia sta lavorando insieme alla banca d’investimento Lazard sui suoi piani strategici per l’Italia.

L’ingresso di Iliad in Italia nel 2018 ha dato il via a una feroce competizione con gli operatori mobili storici, scatenando un autentica ‘guerra dei prezzi’ e portando gli incumbent storici – TIM e Vodafone – a lanciare nuovi brand per le loro offerta low cost: rispettivamente Kena e Ho.

Per Iliad, il business italiano ha generato ricavi per 674 milioni di euro nel 2020 mentre Vodafone Italia ha portato circa 5 miliardi di euro nell’esercizio chiuso al 31 marzo 2021. Il contesto, per Iliad, mosta un calo degli utili, scesi a a 420 milioni (-75,6%) rispetto agli 1,7 miliardi del 2019, proprio per gli investimenti copiosi e le tariffe basse delle offerte mobili, mentre il fatturato è salito del 10% a 5,8 miliardi.

Particolare da notare è che Iliad è stata in grado di entrare nel mercato italiano grazie alla fusione di Wind e 3 Italia (di CK Hutchison) in WindTre, il nuovo operatore comune. Perchè l’accordo iniziale ottenesse l’approvazione della Commissione Europea, i due operatori, hanno dovuto vendere parte dello spettro e delle loro attività proprio alla società francese.

Ma la guerra dei prezzi scatenata dall’ingresso dell’operatore transalpino in Italia ha sì portato benefici ai consumatori – al momento le tariffe sono ai livelli più bassi in Europa occidentale – ma ha creato in fretta una situazioni di disagio per tutti, incumbent e new entry.

CK Hutchison si è lamentata della intensa concorrenza esistente in Italia, che ha provocato un calo dei ricavi e dei clienti in quella che rimane la sua maggior divisione. Anche TIM, già travagliata di suo e alle prese con il possibile scorporo della rete, annuncia che il EBITDA organico della Business Unit Domestic è stimato in diminuzione (‘low teens decrease’) rispetto all’anno 2020, con un peggioramento rispetto alla precedente previsione comunicata ad ottobre, e si trova ad affrontare un’offerta pubblica di acquisto (ostile?) di quasi 11 miliardi di euro da parte del gruppo statunitense KKR.

Nick Read, CEO del gruppo Vodafone, da parte sua, ha auspicato un consolidamento tra i player in Europa, unico modo per aiutare il settore a tornare alla crescita.

L’accordo tra Vodafone e Iliad, comunque, creerebbe un gruppo con una quota del 36% del mercato mobile, quindi la fusione richiederebbe l’approvazione normativa da parte dell’Italia e della Commissione europea. Inoltre, gli sforzi per ridurre il numero di operatori da quattro a tre all’interno degli Stati membri dell’Unione Europea non sono sempre stati coronati da successo.

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