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Il PIL ristagna, ma l’Information Technology italiana raddoppia la crescita. Volano le tecnologie legate alla Trasformazione Digitale, ma la metà delle piccole e micro aziende è a rischio esclusione

Questa mattina, all’interno della 53^ edizione di Smau Milano, è stato presentato il nuovo Assintel Report, la ricerca sul mercato ICT e Digitale in Italia, realizzato da Assintel, Associazione Nazionale delle Imprese ICT e Digitali, con CFMT – Centro di Formazione Management del Terziario – insieme alla società di ricerca indipendente IDC Italia. Il progetto, patrocinato dall’Agenzia per l’Italia Digitale, dalla European e dall’Italian Digital SME Alliance, e con la partnership di Confcommercio e SMAU, è stato realizzato con il contributo di cinque altre aziende associate che credono fortemente nel valore dell’innovazione come driver indispensabile all’evoluzione del sistema Italia: Adfor, Data4, Etna Hitech, GDPR360, Noovle.

“In Italia, le imprese determinate a cogliere i vantaggi del digitale stanno puntando soprattutto sul ridisegno del modello di business e sulla valorizzazione dei dati”, ha sottolineato Daniela Rao, senior research & consulting director di IDC Italia. “Se questo pone il nostro Paese in linea con i trend di Trasformazione Digitale europei e più in generale mondiali, occorre purtroppo evidenziare come la velocità del cambiamento non sia ancora uniforme lungo tutto il tessuto industriale nazionale: l’Italia appare ancora spaccata in due, in base alle dimensioni aziendali”.

Uno scenario doppio, che ha trovato conferma nei dati della ricerca, che pure non manca di aspetti positivi, come il mercato dell’Information Technology italiano che raddoppia la crescita nel 2019 rispetto all’anno precedente, nonostante uno scenario generale in stagnazione. In totale il mercato vale oltre 24,2 miliardi di euro, +3,8% rispetto allo scorso anno. Questo trend è previsto consolidarsi anche negli anni successivi con una crescita complessiva degli investimenti IT per il periodo 2018-2022 pari al +2,6% (CAGR).

A questi elementi positivi fa da contrappeso la continua flessione del comparto TLC (-2,7%), che porta quindi il settore ICT complessivamente a crescere “solo” del +2,3% nel 2019, superando i 31 miliardi di euro. Il comparto software cresce del +5,7%, torna in positivo l’hardware a +6,2%, cresce in misura minore il settore Servizi IT +1,4%.

Tra le tecnologie emergenti, a crescere esponenzialmente negli investimenti delle imprese italiane sono l’Internet of Things (+24%), l’Intelligenza Artificiale (+39,1%), le soluzioni di Realtà Aumentate e Virtuale (+160,5%) e i dispositivi Wearable (+116,2%). Continua anche la crescita dei “pillar” della Terza Piattaforma: la spesa aziendale italiana in servizi Public Cloud cresce del +26,1% e le soluzioni Big Data & Analytics del +7,6%.

Il Report si caratterizza, però, soprattutto per un’analisi dei trend del 2020, utili per capire le direzioni del mercato e le intenzioni di investimento delle imprese. Dalla survey su oltre 1.000 aziende utenti emerge un quadro positivo di crescita degli investimenti IT nel 2020: oltre il 16% delle imprese italiane prevede di espandere il budget nel 2020, mentre soltanto il 10% sta considerando l’eventualità di procedere a una razionalizzazione e a una riduzione complessiva delle spese.

“La sfida per la community ICT è quella di guidare la trasformazione digitale, mettendosi davvero in gioco. Al suo interno, riscrivendo i propri modelli di business, e verso l’esterno, facendosi driver culturale verso il sistema delle imprese e della Pubblica Amministrazione”, è il commento di Paola Generali, neoeletta Presidente Assintel. “Vedo l’associazione come un treno super tecnologico che deve via via accogliere viaggiatori sempre più consapevoli, io mi sento come il binario sul quale esso viaggia ad altissima velocità”.

Le Medie e Grandi Imprese trascinano l’espansione: il 25% delle Medie Imprese e il 23% delle Grandi Imprese intendono incrementare la spesa nel corso dei prossimi 12 mesi, in alcuni casi anche al di sopra del 20% (circa il 2%). A comprimere la spesa nell’anno a venire sono soprattutto le Micro e le Piccole Imprese, rispettivamente il 10 e il 7%. Un gap digitale che non solo rischia di allargarsi, ma non è più sostenibile in un’ottica di sviluppo all’insegna dell’Impresa 4.0. Il PIL ristagna, ma l’Information Technology italiana raddoppia la crescita. Volano le tecnologie legate alla Trasformazione Digitale, ma la metà delle piccole e micro aziende è a rischio esclusione. Dopo il tramonto dei distretti industriali, non vi è altro futuro possible per le PMI italiane, vera spina dorsale del Paese, al fuori della strada della digitalizzazione, vista non solo come un processo di business, ma soprattutto come ridisegno strategico della propria operatività.

A scacchiera invece il futuro guardato con gli occhi della localizzazione: tra le aree geografiche che prevedono di ampliare il budget ICT nei prossimi 12 mesi, il Nord Ovest guida come numero complessivo di imprese, circa 39% ( e la cosa non sorprende), seguito però dalle regioni del Sud e delle Isole (34%). Alcuni settori sono particolarmente positivi nelle previsioni: quasi il 30% dell’Industria prevede di espandere il budget ICT almeno a singola cifra, oltre il 4% di PA, Sanità e Istruzione intravede una crescita a doppia cifra. Maggiore cautela invece da parte del Commercio, dove quasi il 18% delle imprese prevede una riduzione dei budget per il prossimo anno.

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