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Gli Stati Uniti sono già in ritardo nella corsa alle comunicazioni mobili di 6G? L’allarme dell’Alliance for Telecommunications Industry Solutions

Gli Stati Uniti sarebbero già in ritardo sulla futura tecnologia mobile di Sesta Generazione? Dopo la rincorsa affannosa al 5G, che vede gli USA soccombenti di fronte alla tecnologia cinese di Huawei, tant’è che sono corse voci (a volte ben più fondate di semplici voci) dell’acquisione o della partecipazione a Stelle e Strisce negli sviluppatori europei di questa tecnologia, Ericsson o Nokia (o entrambe, ndr), ora il problema si ripresenta davanti quasi inalterato, nonostante le affermazioni di Donald Trump, sul “6G come elemento necessario per mantenere la posizione futura della nazione”, fatte per l’ultima volta a Febbraio dell’anno scorso.

Ma le cose in Cina procedono in fretta, quando il governo lo vuole, ed è del 20 Maggio la notizia che China Unicom e ZTE hanno dettagliato i piani per lavorare insieme per guidare lo sviluppo delle connessioni mobili 6G. E anche il Giappone non resta a guardare, per lo meno secondo le notizie pubblicate sulla stampa locale.

Ecco quindi che settimana scorsa un’associazione statunitense attiva nelle norme sulle telecomunicazioni ha invitato il governo a intensificare le azioni relative allo sviluppo di tecnologie in grado di fornire il 6G, sostenendo che un avvio anticipato sarebbe cruciale per garantire una posizione globale di primo piano. Un richiamo all’intervento pubblico che è quasi un’eresia oltre oceano.

L’Alliance for Telecommunications Industry Solutions (ATIS) ha affermato infatti che il governo dovrebbe collaborare con l’industria e gli esperti accademici, con l’obiettivo di sviluppare ricerche focalizzata su aree chiave, tra cui reti e servizi basati sull’intelligenza artificiale; sistemi avanzati di antenne e protocolli radio; e servizi di rete multi-accesso, con le conseguente ricadute sul settori essenziali quali sanità e agricoltura.

L’ATIS ha pertanto esortato i funzionari della PA statunitense a offrire finanziamenti e incentivi fiscali per le attività di R&S in questi ambiti, e ha confermato come necessaria una politica nazionale in materia di spettro radio. “Le autorità locali hanno un ruolo da svolgere creando zone di innovazione a livello degli stai e delle regioni più innovative”, ha preseguito l’ATIS, ribadendo che “la definizione di un insieme di tecnologie di base” sarebbe un valido punto di avvio che porterebbe concreti vantaggi a livello federale.

Mike Nawrocki, Vicepresidente Technolgy and Solution dell’associazione, ha aggiunto che il lavoro sulle potenziali tecnologie 6G “deve essere amplificato ora” per garantire che gli Stati Uniti guidino le aree chiave tra cui ha citato la telemedicina, l’agricoltura intelligente, l’apprendimento a distanza, il commercio digitale e l’IA.

Massimo Bolchi

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