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Gessi: comunicare urlando non serve. Meglio farsi scoprire. Basta con situazioni falliche che più grande sei più vali. E mai in advertising. Troppo affollamento

Apre a Milano lo spazio Gessi. Andateci, perché merita. Esempio di esperienza sensoriale ed epidermica con un brand, oltre l’apparenza, dentro la sostanza. Che qui parla ‘poli’, eclettico, multidisciplinare, con tutta la qualità di un made in Italy da export che sa ridare valore e dignità all’artigianale, volendo stare fuori dal coro. Perché se chiudi il circolo delle idee, chiudi con la ricchezza, con la generazione di valore, sia morale che materiale. Non a caso, per la comunicazione questo brand sceglie di parlare in prima persona, senza scendere a competere urlando nella piazza affollata dei media. Old o new che siano.

Farsi cercare, e poi trovare, è qui prerogativa differenziante, rivolgendosi a chi vuole andare oltre l’ovvio, le apparenze, per scoprire e capire. Al punto che i sui luoghi, così come la formazione, si trasformano in veri e propri canali di dialogo con il mercato, in costante e reciproca autoalimentazione. Così succede anche per questi 1500 mq di via Manzoni 16 A. Non solo spazio espositivo per scorci di bagni e cucine da sogno dal mondo, ma anche luogo che vive più esistenze. Da affittare, da imbandire, da vestire di contenuti. Come saranno i ‘Giovedì di Gessi’, con incontri poliedrici, dai temi ogni volta differenti.

Al microfono di youmark Eusebio Gualino, ad Gessi