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Food and Beverage e Realtà Aumentata: esperienze phygital uniche e immersive per il marketing del ‘new normal’. Le potenzialità spiegate da Aryel

Proprio nelle situazioni più drammatiche, come l’attuale pandemia, si concentra lo sviluppo di nuove soluzioni: sono sempre più numerose le aziende che, negli ultimi mesi, hanno iniziato a realizzare il potenziale della realtà aumentata, da sempre considerata come la tecnologia riservata a grandi aziende con elevati budget.

Aryel è la prima piattaforma di AR marketing dove anche le realtà più piccole, che costituiscono la gran parte del settore F&B, possono implementare la realtà aumentata nel loro marketing mix, offrendo ai potenziali clienti esperienze uniche.

“Grazie alla realtà aumentata ristoranti e attività del settore possono far vivere ai propri clienti situazioni ingaggianti in totale sicurezza: tramite il proprio smartphone sarà possibile consultare il menù, scoprire gli ingredienti o indagare sulla provenienza di un alimento”, spiega nella nota Mattia Salvi, CEO di Aryel.

Ad esempio, la ricerca ‘What matters to consumers when buying food’ condotta a livello globale da DNV GL, evidenzia come l’emergenza Covid abbia in buona parte modificato le priorità dei consumatori, ponendo in primo piano i temi della sicurezza alimentare, prima preoccupazione per il 55%, insieme alla salute, per il 53%. Uno dei punti deboli del settore è rappresentato dalla difficoltà per i produttori di inserire un gran numero di informazioni, nutrizionali e non, nel poco spazio a disposizione su packaging ed etichette, dove ingredienti, informazioni nutrizionali e contenuti pubblicitari si rubano il posto a vicenda su tetrapack, confezioni e scatole.

Le campagne marketing realizzate con Aryel danno invece la possibilità di ottimizzare questo spazio, regalando al consumatore finale un’esperienza del tutto nuova e coinvolgente. Non solo immagini e informazioni statiche: con l’AR all’utente basterà inquadrare un marker posizionato sulla confezione o la confezione stessa per attivare musica, video e esperienze interattive.

Anche integrare la realtà aumentata nei menù dei ristoranti permette non solo di superare le barriere linguistiche ma anche di fornire ai clienti un’esperienza phygital unica e immersiva, che migliori l’esperienza del consumatore in un contesto low-touch come quello che, a causa della pandemia di Covid-19, si sta vivendo.

Implementare dinamiche di Product Visualization nei menu è infatti un modo efficace per coniugare il mondo digitale con quello fisico ed emozionale della ristorazione, regalando ai clienti un’esperienza complessiva ingaggiante e offrendo ai clienti un’attività interattiva con cui distrarsi mentre attendono di essere serviti o mentre aspettano l’arrivo del rider comodamente a casa. Tutto questo, raccogliendo i dati demografici dei consumatori e permettendo così ai ristoratori di conoscere meglio la propria clientela.

La digitalizzazione dei campi di visuale e la rappresentazione digitale degli oggetti al loro interno migliorerebbe infine le pratiche di verifica della sicurezza alimentare: il tecnico potrebbe lavorare a distanza con un dipendente, condividendo la stessa visuale dello schermo, per rilevare le aree di miglioramento necessarie o le indagini supplementari. Ciò consentirebbe di rappresentare digitalmente l’intero processo produttivo.

La realtà aumentata nel settore food and beverage può aiutare i consumatori a fare scelte più ragionate circa quello che acquistano: con regole sempre più stringenti sulle indicazioni da dare in merito alla provenienza e alla composizione dei prodotti – ad esempio la presenza di allergeni – questa tecnologia aiuta a mettere in evidenza queste informazioni fondamentali e a dare una migliore esperienza di acquisto, a partire dall’INCI.

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