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Cresce l’utilizzo della voce e dei device indossabili nell’eCommerce di tutto il mondo. Un’analisi di Sapio Research

L’utilizzo dei dispositivi indossabili e delle tecnologie vocali per lo shopping è in aumento: non è solo un’affermazione basata sulla constatazione empirica che ciascuno di noi può fare, e soprattutto sulla logicità di un rapporto ‘più dispositivi, più acquisti’ che nella sua semplicità raramente si è dimostrato errato, ma anche sulla forza dei numeriCr.

Una recente ricerca, effettuata in alcuni paesi del mondo (tra breve vedremo quali e faremo qualche considerazione in merito) da sostanza numerica a questa affermazione: nei prossimi due anni, si prevede un aumento del 91% nell’uso dei dispositivi indossabili e un aumento del 201% dei dispositivi ad attivazione vocale, per effettuare acquisti online.

Lo studio è basato su un sondaggio di 5.600 consumatori negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Cina, Australia, Singapore, India, Canada e Germania, condotto da Sapio Research per conto di MiQ, una società attiva nel programmatic marketing.

Cina, Stati Uniti e Regno Unito sono i primi tre paesi dove l’eCommerce è maggiormente utilizzato, nella classifica mondiale delle rispettive aree economiche di riferimento, e i voice assistant e wearable device sono più diffusi: ciò non significa tuttavia che la ricerca sia viziata da un bias cognitivo, anzi ha un valore prognostico rilevante man mano che condizioni dei diversi paesi si adegueranno agli attuali primi della classe.

Negli Stati Uniti, ad esempio, l’acquisto di dispositivi indossabili è stimato in crescita dell’81% e quella dei dispositivi ad attivazione vocale del 131%: sono valori che vanno ad aggiungersi a una diffusione che ha già raggiunto valori ben superiori a quelli dell’Italia, per citare un paese europeo non ai primi posti nella classifiche dell’eCommerce.

Ma attenzione: per quanto riguarda la crescita specifica dell’utilizzo di dispositivi indossabili e assistenti vocali a fini dell’eCommerce si assiste a uno spostamento, non a una semplice incremento in valori assoluti.

Infatti, a fronte dei valori elencati negli USA, si assiste in quel paese anche a un calo dell’utilizzo del desktop per fare acquisti. La ricerca evidenzia infatti un -14%, e un -20% a livello mondiale, a riprova del peso di paesi come la Cina e l’India, dove l’internet è sostanzialmente navigata via smartphone (o App).

Un ultimo punto è quello relativo alla distribuzione dei consumatori nell’acquisto di questi device, con un ‘affollamento’ delle classi che adottano più rapidamente questi device – 29% gli early adopter, 28% quelli che attendono le prime recensioni e 27% quelli che comprano pochi mesi dopo l’arrivo del prodotto sul mercato – a fronte di un modesto 16% di late comer.

Concludendo, attenzione a pensare che a seguito di questa diffusione dei device solo Amazon Alexa e Google Assistant stiano sorridendo: questi due sistemi, che stanno allargando il loro raggio d’azione dalle smart home alle automobili dominano in Occidente, e nei paesi convenzionalmente indicati come tale, ma competitori stanno nascendo ovunque in Asia: in Cina, in India, in Corea del Sud. E, facendo i conti con i recenti embargo a stelle e strisce che hanno colpito potenze tecnologicamente avanzate, chissà che domani non ci ritroviamo ‘invasi’ da Babji, da Bixbi o da Xiawei?

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