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È Khabane Lami il tiktoker italiano più seguito, con oltre 26 milioni di fan. Idolo della Gen Z. Senza dire (quasi) mai una parola

Dalle case popolari di Chivasso al successo su TikTok. Questa la storia da ‘uno su mille ce la fa’ di un utente di TikTok italiano, senegalese di nascita, che oggi è tra i 100 tiktoker più seguiti al mondo, una classifica capeggiata sempre dalla statunitense Charli D’Amelio, dall’alto dei suoi oltre 100 milioni di fan.

Il nostro connazionale si chiama Khabane Lami, ma tutti lo conoscono come Khaby: ha 21 anni – ha compiuto gli anni il 9 marzo scorso – e ha spodestato Luca Vacchi dal podio di italiano più seguito su TikTok: Vacchi infatti è fermo – si fa per dire – ai 17 milioni di fan.

Sulla piattaforma Khabi ha debuttato solamente a marzo del 2020, nel pieno del primo lockdown (che si confermato un momento particolare ma fertile per i creator), e ora, a poco più di un anno di distanza, è diventato una delle webstar italiane di maggior successo, sul social media preferito dalla Generazione Z. Ovviamente, come è lecito attendersi, ad aiutare Khaby nel suo percorso verso l’empireo di TikTok è l’agenzia di creator The Akkademia.

Il che potrebbe rendere ‘sospetto’ anche il successo riscosso da Khami: nei suoi primi dodici mesi di permanenza sulla piattaforma era infatti riuscito ad accumulare all’incirca un milione di follower, ma una sguardo alle altre star seguite dall’agenzia mostra che i volumi dei fan sono stabilizzati su valori molto più ridotti: 995.000 della tiktoker romana Jamila, 180.000 per la milanese Vanessa, fino agli 1,3 milioni della diciannovenne piacentina Chaima e ai due milioni di Alberico da Roma.

Perfino qualcuno tra i fan ha chiesto, tra il serio e il faceto, se l’impennata di fan fosse tutta autentica e non ci fosse ‘sotto’ qualche oscura compravendita di fan ‘farlocchi’. Perchè effettivamente la crescita è stata impressionante – e continua ancora. ‘Dove arriverà?’ si è chiesta l’edizione francese di Huffington Post, e mentre scriviamo i fan hanno raggiunto i 26,8 milioni persone, avvalendosi di balzi improvvisi che si spiegano solo con gli imperscrutabili meandri dell’algorimo di TikTok che decide di valorizzare o penalizzare i video a prescindere dal numero di follower di cui si dispone. E Khami ha ottenuto tutto questo successo senza dire (quasi) mai una parola.

Di fatto, la sua è una specie di satira dello stesso TikTok: nei suoi video, il creator prende in giro le assurdità imperanti, con la massima serietà, nel social fondato da Alex Zhu e Luyu Yang. Davanti a chi sbuccia una banana con una mannaia, o a un oggetto per tagliare una pizza, o un macchina per indossare le calze, ad esempio, Khami sgrana gli occhi prima di mostrare come si fa davvero, nel modo consueto, e le sue espressioni incredule risultano la chiave del divertimento di chi guarda. L’assenza di dialogo, poi, rende i video fruibili ovunque, e supera senza difficoltà i confini angusti del mercato nazionale per proporsi come esponente di una comicità senza tempo e senza confini. Riassunta in pochi secondi, va da sé.

Nel solco di Buster Keaton e di Mac Ronay, se solo la Generazione Zeta sapesse chi sono…

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