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Donne del Digital. Barbara Bontempi Imprenditrice, Digital transformer e manager: al mercato auguro di (ri)conquistare qualità e valore consulenziale, adattando al nostro tempo la genuinità e la verve pionieristica tipica dei mercati innovativi

Che domanda non ti farei mai se tu non fossi donna? 

“…e i figli?” Forse siamo, in Italia in particolare, ancora in quella fascia culturale che identifica la soddisfazione della donna solo o almeno soprattutto coi figli. Non saprei, di certo è una domanda che sento ahimè spesso, non necessariamente rivolta a me, in barba tra l’altro a quello che dovrebbe essere un tema sensibile, da trattare con attenzione.

Qual è il tuo stile di leadership?

Delega, responsabilizzazione e condivisione. Ho avuto la fortuna di avere degli ottimi esempi in questo senso e sono cresciuta verificando che istruzioni e controllo corrispondono a perdita di efficienza e di credibilità. Il processo va definito a monte e quando gira come un orologio il team produce risultati. Se serve dare istruzioni significa che il processo non è chiaro e che la responsabilità delle risorse non è sollecitata nel modo giusto. Quando qualcuno ha gli strumenti, dove non arriva indaga e impara, se non succede così probabilmente ho sbagliato io a delegarlo. Nel caso mi prendo la responsabilità e chiedo di valutare il contesto affinché le persone possano acquisire quello che serve per procedere dritte la volta dopo (meno male non c’è la domanda sul cosa succede se non si fila dritti…).

Come ti descriverebbe il tuo team?

Mi han detto che ‘lascio il segno’, forse avrei dovuto chiedere specifiche sul tipo di segno? Scherzi a parte: capita spesso che qualcuno che ha lavorato con me mi dica ‘sai che ho fatto/visto questo e ti ho pensato?’… e di solito segue qualcosa di buono.

Adattarsi o innovare?

Evolvere.

Chi è la tua eroina? E il tuo eroe?

Ogni volta che sento una storia di intuizione, talento e perseveranza scopro nuovi eroi. Se devo citarne uno scelgo George Eliot, pseudonimo di Mary Ann Evans – così vale sia come eroina, sia come eroe – scrittrice e donna indipendente in un epoca ben più difficile di oggi, autrice di libri che oltre a essere belle letture, offrono anche tanto da cui ispirarsi.

Lavori in un settore in costante cambiamento, come fai a mantenerti al passo coi tempi?

Faccio tante domande e sono un’avida raccoglitrice di bookmark e appunti. Qualsiasi cosa mi risvegli un pensiero trasversale o una curiosità appena posso la approfondisco e applico una mia regola: cerco sempre almeno 3 livelli di collegamento con il tema che mi ha interessato. È un’abitudine che presi all’università: così oltre all’aggiornamento di primo livello arrivano le sollecitazioni parallele che mi aiutano a connettere più punti. Oltre il terzo collegamento diventa dispersione e mi fermo.

Se non facessi quello che fai, faresti?

Ah questo lo sanno tutti: la maestra di sci!

La carriera si pianifica o succede?

Se non la pianifichi un minimo non succede, ma se succede non è sempre come l’hai pianificata.

A quali caratteristiche devi di più il tuo successo?

Curiosità, realismo e positività.

Cosa diresti alla te stessa 18enne?

Potevi togliere ‘Glottodidattica’ dal piano studi.

Che augurio fai al tuo mercato per il prossimo futuro?

Spesso si considera che un mercato una volta smesso di essere ‘nascente’, smetta anche di essere innovativo… non credo valga per il nostro mercato cui quindi auguro di (ri)conquistare qualità e valore consulenziale, adattando al nostro tempo la genuinità e la verve pionieristica tipica dei mercati innovativi.

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