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Awin, Daiana Iacono: “Ripartire dall’affiliate marketing grazie ad Awin Access”

Daiana Iacono, Client Services Director Awin Italia

“In questo momento così complesso per tutti il digitale è riuscito a dimostrare quanto può essere di supporto alle aziende e quanto può contribuire alla ripartenza dell’economia. In particolare l’eCommerce, finora in certi casi relegato a una sorta di ‘seconda scelta’, è diventato il primo canale a tutti gli effetti, finalmente anche in Italia. In questo contesto l’affiliate marketing, essendo un canale totalmente a performance e con ROI positivo, è stato tra i primi a essere coinvolto e a giocare un ruolo molto importante”, spiega Daiana Iacono, Client Services Director di AWIN.

“Secondo i risultati di un recente sondaggio di IAB US condotto su circa 400 aziende, la pandemia avrà un impatto elevato sul 74% di queste, addirittura superiore alla crisi del 2008. 7 aziende su 10 hanno messo in pausa, oppure adeguato, la spesa pubblicitaria prevista e 1 azienda su 4 ha fermato gli investimenti in comunicazione fino alla fine di giugno 2020. Questi numeri non si sono visti nell’affiliazione e anzi, a livello Awin Group, i clienti hanno continuato a investire in questo canale, con un aumento del traffico (+92%), delle sales (+42%) e delle revenues totali (+22%). Awin Italia è già partner di oltre 80 PMI e nei primi quattro mesi del 2020 ha generato più di 8,7 milioni di fatturato per questi clienti, con una crescita del 46% PoP”.

Per aiutare le aziende nella fase di ripartenza Awin ha lanciato anche in Italia ‘Awin Access’, una nuova soluzione per rispondere alle esigenze dei piccoli eCommerce. Ci spiega come funziona?

Abbiamo parlato dell’importanza del canale digitale per le aziende, e questo vale ancora di più per le piccole aziende che vi si affacciano per la prima volta. Il progetto Awin Access punta proprio a rendere l’affiliazione disponibile ad ancora più aziende digitali emergenti. Si tratta di un servizio self service che permette di abbattere tutte le barriere d’ingresso e quindi di coinvolgere anche le piccolissime imprese che possono così usufruire della strategia del performance marketing, riducendo l’impegno economico richiesto, eliminando i costi di setup e offrendo visibilità a basso rischio. Una volta completata l’integrazione tecnica – facilitata dall’integrazione tramite plugin con le principali piattaforme di eCommerce – i clienti sono in grado di utilizzare immediatamente la piattaforma Awin per iniziare a instaurare partnership dirette con gli oltre 200.000 publisher attivi in tutto il mondo, supportati da materiali, tutorial e un chatbot. Il tutto senza doversi appoggiare ad agenzie esterne. Grazie a un avanzato sistema di tracking e a una reportistica dettagliata, il servizio offre una soluzione facile e sicura per aumentare la propria presenza online e le performance.

Che tipo di feedback ha avuto nei paesi dove è stato già lanciato?

Il lancio di Awin Access in Italia arriva dopo una fase pilota di grande successo nel Regno Unito, durata oltre un anno, che ha coinvolto 159 micro-PMI che generano oltre 2,1 milioni di sterline di fatturato. Il progetto di test ha visto la partecipazione di piccole imprese e imprenditori provenienti dal settore viaggi, finanza, telecomunicazioni e retail. Il 72% dei programmi aperti finora appartiene a quest’ultima categoria, tra cui il produttore di oggetti d’argento Hersey & Son, che ha utilizzato con successo il nuovo servizio offerto da Awin, arrivando a generare un aumento del 29% del traffico e del 23% delle vendite YoY. L’affiliazione contribuisce ora al 15% delle vendite online del sito di Hersey & Son. In Italia hanno già firmato i primi 7 clienti Awin Access che hanno fatto anche da pilot e test prima del lancio ufficiale sul mercato. Tra questi possiamo citare il caso di Lentico, negozio di occhiali della provincia di Pordenone che, grazie al nostro programma, in un mese ha realizzato un aumento dello scontrino medio del 41%.

Nelle prossime settimane partiranno una decina di nuovi clienti che ci hanno contattato dopo il lancio e dopo il webinar che abbiamo tenuto nell’ambito della Milano Digital Week.

Quali gli obiettivi di questo lancio?

Il nostro obiettivo è quello di diventare la piattaforma di affiliate marketing preferita anche dalle startup e piccole aziende digitali, consentendo a tutti di lavorare con i nostri numerosi partner online e mostrando il potenziale dell’affiliazione, alleato prezioso quando si tratta di far crescere un nuovo business. Il successo avuto finora dai colleghi UK ci dimostra che siamo sulla giusta strada e oggi più che mai, in un momento di grande difficoltà che ci vede tutti partecipi, è importante creare nuove soluzioni open access alla portata di tutti. Proprio per questo abbiamo deciso di rendere Access gratuito fino a fine giugno 2020, nella convinzione che tante nuove imprese riusciranno a riscrivere la loro storia grazie a un canale di marketing che permette di pagare solo a risultati ottenuti.

In base alla vostra esperienza quali settori hanno performato meglio durante l’emergenza Coronavirus e quali, invece, sono le criticità emerse?

Il settore che ha generato di più in Italia è stato quello dei ‘gift and flowers’ (+ 140%, anche spinto probabilmente dalla festa della mamma nel mese di maggio), tutto il mondo legato alla fotografia (+109%), e il settore ‘food & wine’ che è cresciuto del 98% addiruttura con un aumento del carrello medio, decisamente in controtendenza rispetto agli altri settori in generale. Al quarto posto la categoria dell’electronics che ha visto una crescita del 76%. Ma sono cresciuti anche mercati come ‘health and beauty’ e ‘home and garden’, rispettivamente del 30 e del 47%. La parte fitness, sebbene sia cresciuta del 25%, non ha performato come ci si aspettava e come ad esempio è avvenuto in UK dove ha segnato un +81%. Parlando di criticità sicuramente la prima è stata il crollo di una industry importante come quella del travel, ma anche il fatto che non sempre l’offerta è stata all’altezza della domanda. È il caso dei supermercati che hanno ridotto al minimo i programmi di affiliazione perchè non erano in grado loro in primis di soddisfarne le esigenze, e la stessa cosa è successa con alcuni clienti del mondo sport che si sono visti costretti a fissare un numero massimo di ordini giornalieri, limitando molto le opportunità di vendita. Tutto ciò non si è verificato in paesi dove l’eCommerce è più maturo e la gestione di grandi numeri di ordini è la normalità. Credo quindi che il fine tuning sulla gestione del delivery rimanga l’unica criticità ancora da risolvere. Questa situazione è stata una cartina di tornasole per far vedere come l’eCommerce può funzionare in un sistema ideale in maniera perfetta, avendo abbattutto anche la barriere dei pagamenti online, forse l’ultimo baluardo di resistenza che era rimasto. Tutto questo non può che avere un impatto positivo per il futuro: sono convinta che da qui non si tornerà più indietro.

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