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Anche Amazon in campo in Italia per la Champions League, con l’acquisto della partite del mercoledì. Che cosa significa per Prime Video?

Il colpo è forte, per un settore che vede sempre affrontarsi tra loro i consueti protagonisti: Sky e Mediaset, con la Rai che ormai gioca di sponda per ottenere le migliori condizioni possibili, ma che è rimasta assente nelle ultime aste per il calcio, Campionato nazionale e Coppe.

La notizia è stata diffusa – e confermata – venerdì scorso: Amazon è entrata nel football, acquistando i diritti per il ‘mercoledì’ di Champions League, che saranno trasmessi sulla piattaforma Prime Video fino alla semifinali escluse.

Dunque il calcio si dà allo streaming video in real time: non è una novità in senso assoluto – c’è già il precedente di DAZN con le sue tre partite di Serie A e la serie BKT – ma l’ingresso di un player della dimensioni di Amazon (ricordiamo che il ricavo dell’azienda, nei 12 mesi precedenti la chiusura del trimestre a settembre 2020, era quasi di 348 miliardi di dollari, con tassi di crescita stupefacenti, visto che era ‘solo’ di 178 miliardi nel 2017) è destinato a terremotare il mercato nel medio periodo.

Per ora siamo ancora agli esperimenti, veri e propri test del richiamo dello sport, anche se l’accordo con la NFL negli USA è già consolidato dal 2017: l’obiettivo potrebbe essere quello di far crescere il prezzo dell’abbonamento Prime, che è ancora basso in alcuni paesi, come l’Italia (36 euro/anno) e la Francia (49 euro), decisamente economico rispetto ai 119 dollari degli USA o gli 87 euro del Regno Unito. D’altra parte in Italia sottoscrivere Prime Video costa esattamente di 36 euro, proprio come l’abbonamento Amazon Prime comprensivo anche della consegna gratuita in un giorno, di Prima Reading e di Prime Music: non ha senso logico, a meno di voler aumentare, più prima che poi, il prezzo del servizio Prime onnicomprensivo.

Ma torniamo a esaminare che cosa ha comprato per il 2021 Amazon Prime: l’azienda di Jeff Bezos ha acquistato per tre stagioni i diritti per trasmettere 16 match di Champions League: nelle partite ci sarà sempre una squadra italiana e se una di queste squadre supererà le qualificazioni i diritti acquisiti varranno fino alle semifinali.

Oltre alle partite di Champions League, nell’accordo firmato da Amazon c’è anche la Supercoppa Uefa, la partita che si gioca fra la squadra che vince l’Europa League e quella che alza da vincente la Champions. Rimangono fuori tutte le altre 121 partite, che probabilmente verranno trasmesse su Sky. L’accordo sarà valido per tre stagioni, a partire da quella 2021-2022. I diritti per la finale di Champions sono stati acquistati invece sia da Mediaset sia da Sky.

Questi diritti, validi per il mercato Italiano, si aggiungono alla altre incursioni già fatte l’anno scorso: in Gran Bretagna, dove nel dicembre 2019 Amazon ha acquistato per 105 milioni di euro 20 partite della Premier League, incluse quelle del Boxing Day, gli incontri che da tradizione si disputano il 26 dicembre; e in Germania, dove è stato anticipato quello sta succedendo in Italia in questi giorni: nel dicembre 2019 Amazon ha acquistato un pacchetto di 20 partite di Champions League ogni anno a partire dalla stagione 2021-2024.
E in Francia, invece, Amazon è riuscita ad acquistare i diritti del torneo tennistico Roland Garros, dopo 27 anni che veniva trasmesso da Eurosport.

Una serie di test, non propriamente a buon mercato – in Germania i diritti sono stai pagati 100 milioni di euro – per un mercato enorme sì  ma molto frazionato come quello europeo, non comparabile agli Stati Uniti, tutt’ora la ‘vacca da latte’ di Amazon, ma che potrebbe essere più redditizio per far crescere le revenue dei servizi in abbonamento ed entrare anche in quei paesi dove la presenza di Amazon è ancora sotto soglia, perché ostacolata da competitor locali, come accade ad esempio nei Paesi Bassi con il leader olandese Bol.com, o in Polonia con Allegro.pl.

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