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Mobile browsing e vocal search: attenzione ai dati. Lo sa bene Ogury, che sviluppa soluzioni di marketing alimentate dalle scelte dell’utente

Lo scenario Internet è rivoluzionato del mobile browsing e delle App. Secondo Audiweb siamo arrivati quasi all’80% di fruitori mobili. In tale contesto le scelte – dell’utente o della piattaforma di marketing oppure social – diventano sempre più centrali.

“Ogni persona trascorre in media 5 ore al giorno davanti allo schermo del proprio smartphone, l’81% lo ha sempre a portata di mano”, concorda Jules Minvielle, COO and Co-Founder di Ogury, società che sviluppa soluzione di marketing alimentate dalla scelta dell’utente. “Ciò rende lo smartphone un dispositivo molto personale, il che fa sì che l’utente ricerchi valore in ogni passaggio della sua esperienza mobile. Proprio come lo smartphone, anche il mobile journey dell’utente è personale. Le applicazioni che utilizza e i siti che naviga rivelano abitudini, preferenze e intenzioni: conoscere queste informazioni significa comprendere l’utente dietro lo schermo e capire come coinvolgerlo in modo efficace. Questo è possibile grazie ai dati mobile, che per noi di Ogury sono importanti e hanno valore solo se è l’utente ad aver scelto di condividerli dando esplicitamente il proprio consenso”.

Consumatori consapevoli dei propri dati, quindi. Che cosa implica sul piano pratico? Come bisogna comportarsi in un panorama dove Google e Facebook la fanno da padroni?
All’inizio di quest’anno Ogury ha condotto una indagine su oltre 287.000 mobile users, la più grande mai realizzata, con lo scopo di analizzare le opinioni degli utenti in fatto di marketing e di utilizzo dei dati.
I risultati rivelano che 9 utenti su 10 reputano fastidiosi gli annunci pubblicitari targettizzati, un importante monito che l’intero settore del digital marketing non deve sottovalutare.
La maggior parte degli annunci pubblicitari su mobile oggi è gestita da piattaforme chiuse, colossi tecnologici con accesso ad un’incredibile quantità di dati che consente di raggiungere gli utenti attraverso messaggi pertinenti. Tuttavia, queste piattaforme raccolgono e utilizzano dati senza l’autorizzazione esplicita degli utenti, che al percepire una qualunque forma di intrusione, si infastidiscono, indipendentemente dalla pertinenza dell’annuncio ricevuto. Riteniamo invece che il settore debba concentrarsi sulla richiesta di consenso esplicito da parte degli utenti e offrire loro un’equa possibilità di scelta: la nostra ricerca rivela che, quando viene data tale opzione, il 58% degli utenti è disposto a condividere i dati sull’uso di app e siti web, anziché pagare per accedere ai contenuti.

Si tratta di una notizia positiva per le aziende: questi dati offrono una grande opportunità per trasmettere agli utenti messaggi mirati ed efficaci ai fini delle strategie di marketing. Ma tutto deve avvenire con una logica win-win.
Gli utenti sanno che i loro dati hanno un gran valore per gli esperti di marketing, ma se non viene data una possibilità di scelta equa, ci sarà sempre un senso di diffidenza nei confronti delle pubblicità mostrate.
Per questo motivo crediamo che la scelta consapevole dell’utente e il rispetto della privacy debbano essere al centro di ogni strategia di digital marketing, prima ancora dei dati.

Questo significa che Ogury ha davanti a sé vaste praterie per crescere…
Fondata  cinque anni fa, Ogury ha vissuto una rapida crescita a livello globale. Nel 2018 abbiamo superato la quota di 100 milioni di dollari di fatturato, di cui il 50% negli Stati Uniti. Ad oggi, Ogury conta oltre 900 brand attivi e 3.500 partner, 400 dipendenti in 10 paesi e 22 uffici in America, Europa e Asia. La nostra tecnologia proprietaria (SDK), integrata in oltre 10.000 app, ci consente di conoscere il comportamento mobile di oltre 400 milioni utenti in 120 paesi. Il nostro modello di business ha destato, sin dalla sua nascita, l’interesse di diversi fondi: 42 milioni in totale. All’inizio di quest’anno abbiamo aperto uffici in Germania e Messico, dove abbiamo gia ottenuto incredibili risultati. A settembre inaugureremo nuovi uffici in Olanda e a Singapore, hub per le future espansioni nella regione APAC).

Si parla molto nel mercato dei vocal assistant, visti come un’innovazione molto promettente. Secondo voi la voce è importante nella ricerca della semplificazione? 
Per Ogury la tendenza maggiore dell’intero settore (advertiser, publishers e aziende tecnologiche) sarà il passaggio dal data-driven al choice-driven. È l’unico modo per ridare fiducia e valore al digital advertising.
Quando le persone guardano la TV o ascoltano la radio sono costrette a vedere o a sentire gli spot pubblicitari, e quando leggono un giornale l’editore non chiede loro l’autorizzazione per pubblicare determinati annunci. La pubblicità online invece consente ai marketer di affidare all’utente il potere di scegliere se condividere o meno i propri dati. Oggi la condivisione dei dati è la sfida principale per le aziende italiane, siano esse brand o publisher. Anche più importante che l’evoluzione della assistenza vocale, che comunque desta molte preoccupazioni in merito alla privacy degli utenti.

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